LE OPINIONI

IL COMMENTO Quale insediamento per la vita sociale?

DI GIUSEPPE LUONGO

La città viene considerata l’espressione più completa della civiltà, secondo l’urbanista Marcel Roncayolo (1978), dalle sue origini situate nella Mesopotamia nel III millennio a.C. Semplicemente lo spazio disponibile era utilizzato per le attività produttive, da un canto, e per l’insediamento delle attività sociali, dall’altra. Quest’ultimo era scelto in funzione del primo. Questa condizione sarà determinata dalla collocazione delle risorse naturali, ma con lo sviluppo dell’agricoltura e della possibilità di scambi con altre comunità, la collocazione degli insediamenti avrà un altro vincolo, quello dei percorsi delle grandi vie di comunicazione. Con l’evoluzione di questo modello la funzione dell’insediamento urbano non resta limitato alle attività sociali della comunità locale, ma si estende alle interazioni con le altre comunità con le quali si tengono scambi commerciali. L’insediamento diviene una città con una sua funzione ben definita per lo sviluppo della comunità. Sviluppo e sicurezza sono gli obiettivi alla base della realizzazione di un insediamento, che si evolve al cambiare delle condizioni ambientali che incidono su sviluppo e sicurezza. Così gli insediamenti-città subiranno modifiche con le grandi migrazioni di popoli e con le condizioni ambientali sfavorevoli. Il taglio delle comunicazioni per la crescita della pericolosità dei trasporti di beni produrrà l’isolamento delle popolazioni in comunità limitate a scambi di piccola portata. Le città si difendono sviluppandosi in luoghi poco accessibili e munendosi di mura, affidandosi alla difesa dell’autorità centrale o creando un’organizzazione territoriale con un Signore locale interessato alla difesa dei propri beni. Nel nostro Paese nasceranno le Signorie e le strutture dei Comuni che vivranno il felice momento dell’apertura dei traffici verso l’Oriente e con essi la conoscenza del mondo classico con l’Umanesimo e il Rinascimento. Le nostre città e i borghi costruiranno un sistema che meraviglierà e meraviglia ancora il mondo che riconosce questo nostro primato culturale. Il nuovo apparirà solo dopo la rivoluzione industriale, quando la produzione di beni avverrà con le macchine installate in fabbriche. Intorno a queste strutture nasceranno gli insediamenti per gli operai e con essi le nuove città.

Inizia l’era del Capitalismo. La sua evoluzione condiziona la funzione degli insediamenti. Le città diventano sempre più estese e la vita diventa sempre più frenetica. Il tempo libero è separato spazialmente e temporalmente dal tempo del lavoro. Si sviluppano i luoghi del tempo libero, dove tale attività verrà indicata con il termine Turismo. Si va alla ricerca di luoghi incontaminati,e città storiche dove la vita si svolge ancora ad un ritmo “umano”, le cosiddette città d’arte e, ancora, luoghi con paesaggi naturali straordinari e clima piacevole. L’obiettivo del nuovo turismo non disdegna le attività che producono benessere al fisico attraverso l’uso del termalismo e delle attività ad esso connesse. Si va alla ricerca di un mondo che sta scomparendo e così i luoghi che non hanno ancora attraversato il confine dell’irrimediabile evoluzione “moderna” con la distruzione delle risorse naturali e del paesaggio, nonché la cancellazione delle tracce della propria storia, possono ancora concorrere alla sfida con luoghi esotici, dove è mancato sono giunti solo in tempi recenti quegli elementi della cultura che hanno portato allo sviluppo attuale dell’umanità. Uno di questi luoghi è il Mediterraneo e, in questo mare, l’isola di Ischia dove i Greci installarono 28 secoli fa un loro avamposto per i traffici. La comunità locale ha, quindi, una grande responsabilità perché deve governare un patrimonio straordinario che l’ha resa nota in tutto il mondo, patrimonio che è stato il motore dello sviluppo e progresso di comunità di pescatori e contadini, trasformandoli in colti cittadiniche hanno ospitato viaggiatori e turisti integrandoli nella propria comunità, i quali hanno contribuito a diffondere la conoscenza della storia civile e naturale dell’Isola. Nomi come De Rivaz, Grablovitz, Buchner e Rittmann sono ricordati per la loro attività a Ischia, fin dall’Ottocento. Poi molti altri famosi letterati, attori, studiosi ed estimatori hanno vissuto momenti significativi nell’Isola in tempi recenti, lasciando tracce immateriali e materiali di alto valore che la comunità isolana ha il compito di custodire in quanto patrimonio dell’Umanità.

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