LE OPINIONI

IL COMMENTO Quando il turista è bistrattato

DI ANTIMO PUCA

Tre quarti d’ora ad aspettare sotto pioggia, vento, sole rovente o qualsiasi altra intemperie. Tre quarti d’ora ad aspettare nella speranza di compiere il tragitto che dal punto A arriva al punto B. Corse che saltano o corse soppresse senza annunci e preavvisi. Servizi al pubblico di cui cittadini e turisti sono privati. Poi finalmente passa. Ma è pieno fino all’orlo. 20 minuti di percorrenza, ammassati come bestie, strattonati tra fossi, voragini e incuria stradale. Strade interrotte per lavori. Residenti e turisti rischiano l’incolumità fisica e mentale solo per spostarsi da punto A a punto B. La politica isolana, quando non è impegnata a tacere sui temi fondamentali, si riempie la bocca di belle parole sulla cultura e sul turismo. Si riempie le tasche con aumenti di stipendi. Ci riempie di presentazioni ed eventi mondani… Ma qui mancano le basi e i servizi minimi essenziali. Non c’è niente di bello a trattare i propri concittadini paganti in questa maniera. Per non parlare della figura barbina che facciamo con i turisti.

Parliamo spesso di vip in vacanza, dei turisti e dei disagi che Ischia affronta ogni stagione. Bisognerebbe dare spazio a chi il turismo lo vive e lo fa vivere ogni giorno. Insieme alla crescita dei flussi turistici proliferano lamentele e divieti che spesso finiscono per colpire proprio chi porta qui i visitatori. L’ultimo bersaglio sono i pullman turistici, accusati di bloccare la rete urbana locale e creare disagi ai residenti. Certo, il traffico è un problema reale. Ma non può essere risolto con divieti drastici e senza un dialogo con chi lavora nel settore. Dietro ogni bus turistico che passa c’è un’economia che nessuno considera. C’è un’agenzia o un tour operator che organizza, un’azienda di trasporti che dà lavoro a uno o più autisti, un hotel che accoglie clienti, il personale dell’albergo che può lavorare e mantenere la propria famiglia, una guida che fa il suo lavoro e illustra le bellezze dei nostri luoghi diventandone “Ambassador”, ristoranti e negozi che acquisiscono nuovi clienti. E poi ci sono società di navigazione o di noleggio barche che spostano passeggeri.

Insomma, un intero mondo che forse si vorrebbe cancellare perché non siamo in grado di gestire il traffico su strade che, ovviamente, non sono state progettate per questo. Ma che sono le uniche a disposizione. Strade che non sono certo autostrade e che già devono sostenere migliaia di frontalieri.
Il problema del traffico riguarda tutti: auto, moto, camion e camper. Spesso, più che i bus, sono le auto a causare blocchi. Magari per inesperienza o distrazione su strade strette, impervie e curve. Servirebbe più buon senso, coordinamento e un sistema di trasporti pubblici e di navigazione realmente efficiente: battelli più frequenti, orari differenziati per i gruppi, collegamenti bus più regolari.
Non si può decidere quali turisti accogliere e con quali mezzi debbano arrivare. Ischia attrae persone da tutto il mondo. Non possiamo permetterci di essere selettivi o respingere una categoria. Il messaggio è chiaro: NO, con convinzione a ogni azione volta a limitare o impedire l’accesso a questa categoria turistica. E, comunque, non senza un confronto con tutte le parti coinvolte. Il turismo non è fatto solo di vip e yacht, ma anche di gruppi che arrivano in pullman e che, con la loro presenza, sostengono l’economia locale.

Ads

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio