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LE OPINIONI

IL COMMENTO Quando lo Stato favorisce il lavoro sommerso

Ripeterci è inutile, ma la rabbia c’è, per tutto quello che stiamo subendo. Ingiustizie che pesano sugli italiani come macigni. Italiani di serie A e quelli di serie B. In base a che cosa hanno stabilito che taluni negozi stanno aperti e altri no? In base a quale criterio.? E perché attività rivolte al benessere della persona come parrucchieri ed estetiste devono restare chiusi in zona rossa? Tanto di rispetto per loro che si sono documentati, hanno investito secondo i protocolli per la sicurezza dei dipendenti e dei clienti, pur di esercitare nel migliore dei modi la loro professionalità. E perché penalizzare tutto il comparto moda? Che assembramento ci può essere in un negozio di abbigliamento oppure in uno che vede scarpe per adulti, è assurdo tutto questo, proprio non si può comprendere. Non solo non danno aiuti concreti ma stanno finendo di ammazzare la dignità lavorativa degli italiani. Ma lo sanno cosa stanno favorendo in questo modo?

Ve lo dico io, il lavoro nero, quello che si fa di nascosto, quello che per lo Stato non esiste perché non paga le tasse, e sta accadendo in tutte le zone rosse d’Italia. La cosa peggiore è che si sta permettendo il dilagare delle attività sommerse, esercitate per lo più senza sicurezza, favorendo ulteriormente l’infezione da COVID. Ma vogliamo mettere andare dal parrucchiere, dal barbiere o nei centri estetici, con tutte le precauzioni dettate dai vari protocolli, con distanze, pareti divisorie in plexiglas, santificazione degli ambienti dopo ogni cliente, la sterilizzazione di tutti gli strumenti e le attrezzature e così via? Sacrifici buttati a mare per così dire, soldi spesi per mantenere la propria attività a galla, vanificati da un decreto senza alcun senso. Dire che siamo indignati è poco, con i negozi di abbigliamento chiusi favoriamo ancora una volta e-commerce, dove colossi multinazionali pagano le tasse per così dire, in Olanda, in Lussemburgo e noi in Italia non vediamo neanche un centesimo delle somme spese.

Allora o siamo stupidi noi, o qualcosa non torna, un solo grido anche se disperato, nessuno lo ascolta, la regia di tutto questo sta a Roma anche per gli abbattimenti delle case, qua non risolviamo nulla, siamo isolati pure dal mare. E delle vacanze che si possono fare all’estero ne vogliamo parlare? E del divieto di sbarco per le isole, emanato dal Ministero delle Infrastrutture da giovedì 1 aprile? E non è un pesce d’aprile, ma pura realtà, nero su bianco, ma dite un po’ cosa fanno se consegnamo tutti la tessera elettorale, ma chi li vota a sti pagliacci a Roma, purtroppo siamo sempre noi, e il coraggio di fare una cosa del genere non l’’avremo mai.

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