LE OPINIONI

IL COMMENTO Quando si entra e’ buona educazione chiedere “permesso”

Non è importante il rango dell’ospite, ma la buona educazione ci impone quando entriamo in casa altrui di chiedere “permesso”! In questi giorni se ne sta parlando tanto, e’ diventato un fatto di cronaca che ha indignato tutta l’isola d’Ischia. E’ stata sottratta la “Coppa di Nestore”, così, senza preavviso. Un atto scostumato per così dire anche se ho le chiavi di casa, e non si può giustificare con l’errore di comunicazione, significa che non c’è alcun rispetto! Esiste una programmazione, che non può cambiare da un momento all’altro, per cui se uno dei nostri reperti più importanti quale la Coppa di Nestore può impreziosire un’importante mostra a Baia che ha per titolo“ La pittura della voce. Cuma, l’alfabeto, le origine, le conseguenze “, ne sarà lieta l’intera isola per l’importanza che rappresenta. Ma ci sono modi e modi ed in questo caso c’è la mancanza di rispetto verso un primo cittadino, verso un Museo, verso un’intera comunità e verso i tanti turisti che hanno programmato una visita per poter osservare da vicino la coppa di Nestore. Il cotile ritrovato nella necropoli di San Montano ad Ischia è considerato uno dei più antichi documenti di scrittura alfabetica greca giunto fino a noi (nonché il primo frammento noto di poesia dei tempi di Omero conservato nella sua stesura originale). La kotyle (che fino a qualche tempo fa si chiamava skyphos) è stata trovata nella tomba 168 della necropoli di San Montano.

La tomba 168 era a cremazione. I resti ossei trovati nella tomba furono esaminati, indipendentemente a distanza di anni, da due antropologi: secondo il primo appartengono a un ragazzo di circa 10 anni, anche Buchner ritiene che i resti appartengono ad un giovane tra 12 e 14 anni. L’adolescente era maschio (come indica una fibula serpeggiante d’argento), le tombe per ragazzi erano a inumazione, quelle per adulti a cremazione. Nella tomba 168 furono trovati 27 vasi e una fibula d’argento: un corredo molto ricco, ma la “Coppa di Nestore”, che fa parte degli oggetti ritrovati nel sepolcro, rappresenta il più importante perché è il primo esempio di scrittura, e c’entra in pieno il tema della mostra a Baia. Ma le mostre non si organizzano da un giorno all’altro e se il reperto, risultava nell’elenco degli oggetti della mostra, perché non comunicarlo in tempo? Non si entra in casa degli altri senza chiedere permesso! Puoi essere anche la Soprintendenza, il rispetto e l’educazione prima di tutto, cosa significa un comportamento del genere? Che non contiamo nulla, siamo meno che zero. Vengo, ti prendo e ti porto via! Questo non è un errore di comunicazione, questo è abuso di potere! E’ diverso, significa non avere rispetto del luogo, del primo cittadino, di tutta la comunità di Lacco Ameno, di tutta Ischia, dei dipendenti che in quel momento si sono visti sottratti la Coppa sotto i loro occhi. Non ci si può giustificare ed elencare che è pubblicità e che la Coppa sarà protagonista in autunno di un’altra grande mostra al Colosseo, che offrirà un’ulteriore opportunità di promozione e visibilità a livello nazionale e internazionale. Va benissimo tutto, ma è la modalità che lascia il tempo che trova, il rispetto e l’educazione vanno a pari passo, sono due rette parallele che vanno nella stessa direzione, anche se come dice Il Soprintendente che “il prestito temporaneo della Coppa è parte di un programma più ampio di valorizzazione della cultura ischitana, che la Soprintendenza è aperta al dialogo con le autorità locali e le parti interessate, per assicurare che la valorizzazione della Coppa di Nestore e degli altri reperti archeologici avvenga nel rispetto delle esigenze della comunità locale e del Museo di Pithecusae per la diffusione della cultura universale. Questi spostamenti brevi ed i progetti mirano a contribuire alla promozione della cultura ischitana e a far conoscere la ricchezza del patrimonio archeologico di Ischia a un pubblico più ampio, anche col fine di estendere i confini della cultura.” Resta che senza preavviso la Coppa è stata portata via e non saranno loro a dover giustificare a tutti i visitatori il perché non c’è il prezioso reperto, la promozione fa rima con educazione e se questa viene meno a partire dalle Istituzioni, quali insegnamenti vogliamo dare?

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