LE OPINIONI

IL COMMENTO Quattro vie per la legalità e democrazia partecipativa dei comuni

Cerchiamo di dare unità di senso ad una serie di istanze e lamentazioni elevatesi da vari settori (economici e politici) della nostra isola. Dal settore ricettivo alberghiero si è elevato il grido di allarme sulla scarsa attenzione e sull’insufficienza dei fondi pubblici destinati al turismo, all’accoglienza, al miglioramento logistico ed estetico del paese. Da un lato si è cercato di respingere l’idea di elevare la tassa di soggiorno, d’altro lato si è sottolineato l’assoluta opacità della destinazione degli introiti di tale tassa ( vedi in particolare Luca D’Ambra e Giancarlo Carriero su queste colonne). A livello amministrativo , dopo il pressoché incomprensibile defenestramento lacchese di Pascale ( quantomeno nella tempistica) si è verificato un terremoto politico di minore intensità (ma con repliche imprevedibili) nel Consiglio Comunale d’Ischia e nella compagine amministrativa, col formarsi di un nuovo gruppo di minoranza e con la sostituzione di due assessori, prima portati al logoramento e poi scaricati, con la giustificazione , in prima battuta, di “ necessità di equilibri”, poi corretta in “ necessità di competenze tecniche”. Ad ogni modo per motivi che con la politica o la fattività e la capacità, non hanno alcuna attinenza.

Diciamo che l’aspetto premiante è la fedeltà al Sindaco e l’intangibilità della leadership. Che cosa lega le istanze degli operatori economici che vogliono vedere con chiarezza dove vanno a finire gli introiti della tassa di soggiorno con le rivendicazioni di consiglieri comunali che, nelle dichiarazioni di intento, promettono di stroncare, dall’opposizione, “dinamiche e certe consuetudini di clientelismo, favoritismo, di discriminazione, di eccessivo accentramento dei poteri e poca trasparenza nelle decisioni, da troppo tempo radicate nel nostro territorio”? (Dall’intervento della neo capogruppo di Per Ischia, Giustina Mattera). E’ evidente ciò che li lega: la convinzione della mancanza di trasparenza amministrativa e della mancanza di strumenti di democrazia partecipativa. Solo che manca ancora, a questi “denuncianti” il quadro preciso di quali potrebbero essere i modi e gli strumenti giusti per battere una visione accentratrice ed arrogante del potere. Se si è convinti di essere di fronte ad un potere “escludente”, non si supera il problema chiedendo – a chi “esclude” per scelta – una benevola seppure tardiva “inclusione”.

Il problema si affronta e si supera solo “pretendendo”, in consiglio comunale e nel paese, l’istituzione di idonei strumenti di democrazia partecipativa. Che, tradotto in termini spicci, si chiamano: Bilancio Partecipativo, Commissioni Consiliari permanenti,Whistleblowing, Educazione Fiscale. Forse non sapremo mai come effettivamente vanno spesi gli introiti dei Comuni isolani da tassa di soggiorno. Una cosa, però, la possiamo pretendere: il Bilancio Partecipativo (o Partecipato). Ovvero il coinvolgimento democratico dei settori vitali dell’economia nella formazione del Bilancio preventivo, come tanti Comuni italiani ormai fanno. Stabilendo preventivamente una quota percentuale di bilancio sulla cui destinazione decidono direttamente i cittadini ( ovviamente nell’ambito della legge e dei Regolamenti). Così, e soltanto così, potremo ottenere che una quota significativa del bilancio vada effettivamente ad alimentare il turismo e, più in generale, la produttività del nostro paese. E soltanto pretendendo l’istituzione di Commissioni Consiliari Permanenti ,con la presenza anche di rappresentanti della minoranza consiliare, si può ottenere che ogni opera, ogni servizio, ogni attività, venga seguita, monitorata, licenziata nella trasparenza e nella condivisione. E non ci si venga a dire che sono utopie, perché basta informarsi per sapere che altrove queste proposte sono attuate e funzionano. Un piccolo esempio su tanti che potremmo citare: giovedì scorso, il Comune di Pozzuoli, di fronte a noi, ha organizzato un incontro pubblico dedicato alla Trasparenza, nell’aula consiliare “Nino Gentile” al Rione Toiano. Il titolo dell’incontro era “ Il Comune Casa di vetro”. In tale sede è stato presentato il Piano Anticorruzione 2019, tutti i moderni sistemi di accesso pubblico agli atti, il Codice di comportamento e le possibilità offerte dalla cosiddetta Whistleblowing, ovvero le segnalazioni alle autorità di attività illecite o fraudolente all’interno di un Ente pubblico ( ma vale anche nel privato). Lo stesso Comune di Pozzuoli ha 4 Commissioni Consiliari Permanenti: prima commissione- Urbanistica,Demanio, Patrimonio, Mobilità e Risorsa Mare; seconda commissione – Bilancio e Programmazione, Entrate, Politiche sociali, attività Produttive; terza commissione – Ambiente, Personale, Cultura, Turismo, Sport, Pubblica Istruzione, quarta commissione – Lavori Pubblici, Cimitero, Protezione Civile, Servizi demografici. Non sto parlando del Comune di Bologna e del Comune di Milano, ma di Pozzuoli. Anche se va detto che anche il Comune di Pozzuoli ( come Forio prima ed Ischia poi) ha avvertito la necessità, proprio in questi gorni, di cambiare 3 assessori su sei, aggiungendone un settimo. Tuttavia va rimarcato che l’amministrazione di Vincenzo Figliolia ( PD, verdi , liste civiche) è molto più politicizzata dell’amministrazione ischtana guidata da Enzo Ferrandino (per i quale il PD non sembra costituire una variabile indipendente).

Il Sindaco d’Ischia (ma anche quelli degli altri comuni isolani), gli assessori, i consiglieri comunali hanno mai posto seriamente attenzione agli strumenti di cui stiamo parlando? Al Bilancio partecipativo, alle Commissioni Consiliari Permanenti , al Whistleblowing ? E’ con questi strumenti che possiamo ottenere trasparenza, legalità, distribuzione del potere, democrazia partecipativa. C’è, da ultimo, un altro aspetto che non può mancare in un nuovo modello di amministrazione comunale: l’educazione fiscale. Che paese è quello che vede una rincorsa dei politici di vario orientamento a demonizzare la tassazione di per sé ( si badi bene, non a distinguere tra tassa giusta e tassa ingiusta, bensì indistintamente ogni forma di tassazione). Il messaggio giusto dovrebbe essere invece, in primo luogo, che le tasse, in proporzione, le devono pagare tutti; che esse sono essenziali per finanziare i sevizi alla collettività e che se c’è ( come effettivamente c’è) pressione fiscale eccessiva, con i modi e gli strumenti che la democrazia mette a disposizione, va chirurgicamente abbassata nei settori che maggiormente fungono da volano per l’economia. Mai e poi mai gli amministratori comunali dovrebbero ( come invece stanno facendo) sorvolare sulle entrate fiscali locali non riscosse.

Questa è un’opera di artificioso ma pericoloso sostegno ai morosi e un’alterazione impropria del mercato, tra “ furbi” e “ ligi al dovere” o – se preferite – tra “ temerari” e “ timorosi dei rigori della legge”. Viene incoraggiata una forma perversa di concorrenza sleale. E se per caso si dovesse scoprire che dietro la prescrizione di crediti che divengono inesigibili dovessero esserci complicità o trascuratezza dell’amministrazione pubblica, scatterebbero precise responsabilità contabili e penali. Questo è l’ultimo importante tassello del quadro completo di ciò che occorrerebbe per un modello amministrativo alternativo ed equo. Lo ha magistralmente ricordato il Presidente Mattarella: “ L’evasione fiscale è indecente!” e ha ragione da vendere Massimo Gramellini sul Corriere della Sera che ha scritto: “ Che gli evasori se ne infischino di passare per indecenti è logico. Più bizzarra è l’acquiescenza dei tartassati ( quelli che pagano anche per gli altri n.d.r.). Mai vista una folla scendere in piazza brandendo cartelli contro i renitenti al fisco”. Saremo capaci di inculcare negli ischitani una nuova educazione fiscale e – più in generale – una nuova educazione civica?

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La traduzione letterale in italiano è “ soffiatore nel fischietto”. Si tratta di una piattaforma software open source per la segnalazione degli illeciti nelle aziende private e nella P.A.. Chi segnala resta anonimo e coperto. Molto utile per l’emersione di episodi di corruzione e tangenti. Tale istituto fu istituito con L. 30-11-2017 n.179 e disciplinata dal Regolamento Anac n.1033 del 30-10-2018.

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