IL COMMENTO Quel compromesso che (finora) premia soltanto Pozzuoli

Ci sono alcune considerazioni che ritengo inevitabili sulle recenti ordinanze che vietano lo sbarco dei mezzi pesanti sull’isola d’Ischia a partire dalle ore 12 del venerdì e per l’intera durata del sabato e della domenica. Parto da una premessa che considero doverosa. Ridurre la circolazione dei camion su un territorio già soffocato dal traffico è, in linea di principio, una scelta condivisibile. Chi vive l’isola conosce bene i disagi provocati dalla presenza contemporanea di autobus, mezzi pesanti, auto private e motocicli, soprattutto nei mesi estivi. Da questo punto di vista, qualsiasi intervento capace di alleggerire la pressione sulla viabilità non può che essere accolto con favore.
Detto questo, non bisogna però raccontare una storia diversa dalla realtà. L’ordinanza entrata in vigore il 19 giugno non nasce da una improvvisa presa di coscienza dei nostri amministratori sulla necessità di regolamentare meglio i flussi del trasporto merci. È una ricostruzione che qualcuno ha provato a far passare, ma i fatti raccontano altro. Quella decisione è figlia di una trattativa con il Comune di Pozzuoli e, in particolare, con il sindaco Luigi Manzoni, ormai esasperato dal continuo passaggio di camion e mezzi pesanti attraverso il centro cittadino, a tutte le ore del giorno e della notte. Da qui la scelta di limitare l’accesso dei bus turistici al porto flegreo, trasformando quella misura in una vera leva negoziale. Una merce di scambio, insomma. Pozzuoli chiedeva meno camion. Ischia chiedeva di non penalizzare il traffico turistico. Si è arrivati a un compromesso. Un compromesso che, almeno fino a oggi, ha prodotto un vincitore e uno sconfitto. Il vincitore è Pozzuoli. Il sindaco Manzoni ha ottenuto ciò che voleva: una drastica riduzione del traffico pesante diretto ai traghetti. Sul versante isolano, invece, i benefici sono ancora tutti da dimostrare. I bus turistici continuano infatti a subire limitazioni nell’accesso al porto, mentre il nuovo divieto sta creando problemi concreti a un comparto fondamentale come quello dell’autotrasporto. Non è un caso che i trasportatori abbiano annunciato ricorso al TAR. Non tanto perché contrari a ogni forma di regolamentazione, quanto perché il provvedimento è stato adottato senza un preventivo confronto con chi ogni giorno garantisce l’approvvigionamento dell’isola.
Le merci non possono essere trattate tutte allo stesso modo. Lo ha ricordato con chiarezza il vicepresidente della New Atec, Luca Di Costanzo, nell’intervista rilasciata a Il Golfo: i prodotti alimentari, così come molte altre forniture essenziali, non possono semplicemente “fermarsi” il sabato. Ed è proprio qui che, a mio giudizio, occorre trovare un punto di equilibrio. Non metto in discussione il principio dell’ordinanza. Anzi, lo considero corretto e persino necessario. Ma una norma intelligente deve saper distinguere. Deve prevedere deroghe mirate per quelle categorie che svolgono un servizio essenziale, evitando di mettere in difficoltà imprese e cittadini senza produrre reali benefici. C’è poi un’altra riflessione che credo i sindaci dell’isola dovrebbero affrontare con determinazione. Se Ischia ha risposto positivamente alle richieste avanzate da Pozzuoli, è legittimo aspettarsi un atteggiamento altrettanto collaborativo dall’altra parte. Sarebbe auspicabile che il sindaco Manzoni mostrasse maggiore disponibilità nei confronti dei turisti diretti a Ischia e Procida, eliminando o almeno alleggerendo le limitazioni che ancora oggi interessano i bus turistici. Solo allora si potrà parlare di un accordo realmente equilibrato, capace di produrre vantaggi reciproci. Diversamente, il rischio è quello di aver fatto un sacrificio importante senza ottenere un corrispettivo altrettanto significativo. E, francamente, chiamare questa un’operazione virtuosa mi riesce difficile.





