IL COMMENTO Quel teatro deve chiamarsi Enzo Boffelli

Ci sono momenti in cui anche le parole devono sapere attendere. Quando una persona muore, soprattutto quando la morte arriva improvvisa e lascia tutti senza il tempo di prepararsi, c’è un silenzio che va rispettato. C’è una famiglia che ha diritto al proprio dolore, al proprio raccoglimento, al tempo del lutto. La sapienza antica lo insegna: davanti alla morte non tutto può diventare immediatamente racconto, commento, celebrazione. Per questo oggi, davanti alla scomparsa di Enzo Boffelli, sarebbe giusto innanzitutto lasciare che il sipario rimanga calato. Ma poi, quando sarà trascorso il tempo che appartiene al dolore privato, ci sarà una cosa che l’intera isola di Ischia dovrà avere il coraggio e il dovere di fare. Intitolare a Enzo Boffelli il teatro di Ischia. Non domani per una semplice cerimonia commemorativa. Non per aggiungere un nome a una targa. Ma perché quel nome appartiene a quel luogo.
Enzo Boffelli al teatro ha dato tutto. Ha dato il suo tempo, la sua energia, le sue idee, la sua passione. Ha dato persino quello che non aveva. Ha combattuto per il teatro quando sarebbe stato molto più semplice arrendersi, ha inseguito un’idea quando sembrava un sogno troppo grande per una piccola isola. E quel sogno aveva un nome preciso: dare a Ischia una sede stabile per il teatro. Non soltanto spettacoli occasionali, non soltanto palcoscenici da montare e smontare, non soltanto eventi destinati a finire con l’ultimo applauso. Una casa. Un luogo che rimanesse. Un teatro. E se oggi Ischia può vantare quello spazio, è anche perché Enzo Boffelli ha avuto la forza di immaginarlo prima ancora che esistesse. È questa la sua eredità più grande. Perché Enzo non è stato semplicemente un uomo di teatro. È stato colui che ha creduto nel teatro come patrimonio di una comunità. Ha allargato la platea con il suo entusiasmo, ha coinvolto persone, ha trascinato artisti, ha fatto innamorare del palcoscenico anche chi forse non avrebbe mai pensato di sedersi in una platea. È stato un visionario. E spesso i visionari vengono compresi davvero soltanto quando non ci sono più. La sua uscita di scena è arrivata improvvisa, senza diritto di replica. Una delle poche cose che il teatro non concede: la possibilità di tornare sul palco, di ripetere la battuta, di correggere una scena.
Ma Enzo, paradossalmente, una replica l’ha già lasciata. È quel teatro. Sono quelle poltrone. È quel palcoscenico. Sono gli artisti che potranno continuare a esibirsi e il pubblico che potrà continuare a emozionarsi. E allora mi domando: se qualcuno merita che un teatro porti il suo nome, chi più di Enzo Boffelli? Non credo che Ischia debba cercare altrove una risposta. Questa non dovrebbe essere una richiesta personale, né la proposta di qualcuno che vuole appropriarsi della memoria di Enzo. Deve essere un atto dell’intera isola. Delle istituzioni, del mondo della cultura, degli artisti, delle associazioni teatrali, di tutti coloro che hanno conosciuto il suo lavoro e, soprattutto, di una comunità che ha ricevuto qualcosa grazie alla sua ostinazione e alla sua generosità. Perché Enzo a Ischia non ha lasciato soltanto il ricordo di ciò che è stato. Ha lasciato qualcosa che resta. E ciò che resta deve portare il nome di chi lo ha fortemente voluto. Un teatro non è soltanto un edificio. È memoria, cultura, identità. È il luogo dove una comunità si ritrova, ascolta, sogna, ride, piange, si riconosce. E proprio per questo quel teatro deve chiamarsi Enzo Boffelli. Sarà il modo più bello per dire a chi verrà dopo di noi che, un giorno, su quest’isola, ci fu un uomo che credette così tanto nel teatro da dedicargli la propria vita. Un uomo che non si limitò a sognare un palcoscenico. Lo volle. Lo difese. Lo costruì. Lo consegnò all’isola. Adesso tocca all’isola restituirgli qualcosa. Non possiamo restituirgli la vita. Non possiamo concedergli quella replica che la morte gli ha negato. Possiamo però fare in modo che, ogni volta che si alzerà il sipario, il suo nome continui a vivere. E allora, quando sarà il momento, quando il dolore della famiglia avrà avuto il tempo e il rispetto che merita, Ischia dovrebbe compiere un gesto semplice ma immenso: intitolare il suo teatro a Enzo Boffelli. Perché se qualcuno ha meritato di avere il proprio nome inciso sopra un teatro, quel qualcuno è Enzo Boffelli. E forse sarà proprio quello il suo ultimo, più grande spettacolo. Un teatro che continua ad andare in scena anche senza di lui.





