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IL COMMENTO Recovery Fund, portare la voce di Ischia nelle istituzioni

DI GIACOMO PASCALE

Ischia ha una grande opportunità di sviluppo, forse la più ghiotta della storia repubblicana: il Recovery Fund. In particolare, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il programma d’investimenti che il nostro Paese dovrà presentare alla Commissione Europea per rispondere all’emergenza da Covid-19, utilizzando le risorse di Next Generation EU (NGEU). Il testo originario – quello approvato dal Governo il 12 gennaio – dimentica le isole minori del nostro Paese, nonostante l’elevato tasso di marginalità che scontiamo. La classifica delle Regioni a rischio povertà in Europa (fonte: Eurostat 2019) vede la Sicilia e la Campania rispettivamente al primo e secondo posto, mentre la Calabria, la Puglia, la Basilicata e il Molise occupano rispettivamente il dodicesimo, il tredicesimo, il diciottesimo e il diciannovesimo posto. Aggregando le Regioni meridionali, il Mezzogiorno risulta essere l’area piu’ povera dell’Unione Europea.

recovery fund

Eppure, tutti i documenti della Commissione Europea in materia di Recovery Fund evidenziano l’importanza ricoperta dagli obiettivi di coesione territoriale e sociale. Temi, questi, sottolineati soprattutto dalla ‘Guida ai Piani di Ripresa e Resilienza degli Stati Membri’ (Bruxelles, 17.09.2020 SWD (2020)205 final). Pertanto, è quanto mai necessario utilizzare la dotazione di Next Generation Italia perseguendo gli obiettivi di coesione sociale e territoriale, come stabilito da Bruxelles. I circa 209 miliardi sono solo una parte della dotazione economica che spetterà al nostro Paese e abbiamo molti fondi, a nostra disposizione, del tutto inutilizzati. E’ un paradosso. Basti pensare che, con riferimento all’ultimo ciclo di programmazione comunitario 2014-2020, i fondi UE hanno consentito di attivare interventi per 73 miliardi di euro. Ma, al momento, a fine 2020, erano state impegnate risorse per soli circa 50 miliardi ed erano stati spesi soltanto 34 miliardi.

Pertanto, le aree fragili del Paese – a partire dalle isole – necessitano di un serio intervento istituzionale e una cabina di regia competente che sappia indirizzare e capitalizzare il flusso dei finanziamenti che abbiamo e che avremo a disposizione. Per quanto concerne il Recovery Fund, come riferito ieri dal Ministro Franco nel corso di un’audizione al Senato, il Ministero dell’Economia e delle Finanze svolgerà un ruolo di coordinamento e darà pieno supporto a tutti i Ministeri nella stesura dei progetti. Infatti, insieme al Mef, sono coinvolti altri tre Ministeri: il Ministero per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale per i progetti che riguardano la digitalizzazione, il Ministero della transizione ecologica per quelli relativi alla politica energetica e – più in generale – per quelli con un impatto sull’ambiente e il clima; infine del Ministero per il Sud e la coesione territoriale, per assicurare la coerenza complessiva del Piano con l’obiettivo di riduzione dei divari territoriali.

Tuttavia, nella definizione del PNRR sarà centrale il confronto continuo tra il Governo e il Parlamento e saranno coinvolte anche le Istituzioni regionali e locali, le forze economiche e sociali, il Terzo Settore e le reti di cittadinanza. Pertanto occorre una struttura istituzionale che possa canalizzare anche la voce delle isole minori, appellandosi a tutte le forze politiche che siedono in Parlamento. Tutte, senza, alcuna distinzione di colori o bandiere. L’Italia non può intraprendere la strada della ripartenza in assenza di una seria coesione sociale e territoriale. Perciò, il PNRR deve puntare soprattutto sulla ripresa delle aree disagiate del Paese, a partire dalle isole minori. In questo perimetro, l’auspicio è che tutti gli amministratori locali possano sedersi a un tavolo e lavorare – in tempi rapidi – a una serie di proposte da sottoporre all’attenzione del Governo.

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Dal canto mio sono pronto a collaborare con tutti gli enti locali, le associazioni di categoria e gli enti del terzo settore disposti a portare la voce delle isole nelle istituzioni, in ottica della definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Già nelle prossime ore prenderò contatti con altri primi cittadini, restando in attesa di sollecitazioni da parte di tutti gli attori interessati alla questione in oggetto. Il tempo è pochissimo e abbiamo il dovere di fare la nostra parte.

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* SINDACO DI LACCO AMENO

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