IL COMMENTO Ridateci la mamma

DI GIUSEPPE AMALFITANO
Anche in questi giorni la cronaca è ricca di episodi sconcertanti, accanto a guerre, alluvioni e terremoti. L’ultima notizia riguarda un ragazzo di 13 anni che ha accoltellato la sua insegnante di francese. Era vestito da guerriero e, nella sua abitazione, i Carabinieri hanno trovato altre armi e appunti su come costruire una bomba. Siamo, insomma, di fronte a situazioni che sfiorano la follia. Poiché il tredicenne, per la sua età, non è imputabile, verrà seguito da psicologi che dovranno aiutarlo a comprendere il proprio comportamento e a evitare, in futuro, azioni pericolose. Nutro grande stima per questi professionisti, che certamente faranno del loro meglio per correggere il ragazzo ed evitargli un futuro segnato da gravi conseguenze, spesso anche detentive. Tuttavia, questo campanello d’allarme dovrebbe indurci a riflettere su come la nostra società si sia trasformata troppo rapidamente, pagando oggi il prezzo dei propri errori. Ritengo che una delle cause profonde di questi episodi drammatici sia il progressivo indebolimento della famiglia e, in particolare, della figura materna, che un tempo rappresentava uno dei pilastri della società.
Ma oggi, dove sono le madri. Dove sono le famiglie numerose, ricche di legami tra fratelli, sorelle e cugini, capaci di trasmettere valori positivi e rispetto per gli altri. Assistiamo invece ad aggressioni nei confronti di professori, medici, anziani, persino delle forze dell’ordine e delle persone più fragili, spesso per un impulso distruttivo privo di ogni freno. Le esigenze economiche sono cresciute e, sempre più spesso, anche le donne sono costrette a lavorare per sostenere il costo della vita. Vengono così meno quei punti di riferimento familiari che un tempo contribuivano alla formazione dei più giovani. Anche forme di correzione oggi impensabili, che allora erano percepite come espressioni di cura e attenzione, avevano l’obiettivo di educare e prevenire comportamenti devianti. Concludo con una proposta che considero semplice, richiamando il principio secondo cui prevenire è meglio che curare. Piuttosto che intervenire solo dopo, con psicologi o psichiatri e con costi elevati, si dovrebbe riflettere su come restituire centralità alla famiglia. È necessario riconoscere, rispettare e valorizzare il lavoro delle madri. È stato più volte sottolineato come quello della casalinga sia un impegno gravoso, continuo, privo di pause e spesso invisibile, ma sostenuto da dedizione e amore. A questo lavoro andrebbe riconosciuto un valore concreto, anche economico, insieme a un sincero ringraziamento quotidiano. Solo così si potrà sperare di ridurre fenomeni di devianza giovanile e costruire una società più equilibrata, più giusta e più serena, capace di avvicinarsi a quell’idea di armonia che appartiene ai ricordi dell’infanzia. In caso contrario, il rischio è quello di smarrire il futuro e di assistere a un progressivo indebolimento del tessuto sociale.





LA CASALINGA : SVOLGIMENTO di pierarotella0@gmail.com
QUESTO APPELLATIVO CHE, CI SUGGERISCE ELEMENTARI MA RIPETITIVE MANSIONI DOMESTICHE, SI ADOPERA QUANDO SI VUOLE DEFINIRE MEGLIO IL RUOLO D’ UNA DONNA CHE HA SCELTO, PER PROPRIA O ALTRUI VOLONTA,’DI DEDICARE NOTEVOLE PORZIONE DELLA PROPRIA ESISTENZA A CONVENZIONALI INCOMBENZE; NON ESSENDO RICHIESTA ALLO SCOPO ALCUNA SPECIFICA QUALIFICA .
LA CASALINGA, NON COORDINA’ I LAVORI, MA LI ESEGUE’, GESTENDO, NON SENZA DIFFICOLTA’LE RELATIVE ATTIVITA DOMESTICHE; COSTRETTA A SOSTITUIRSI, ALLA FAMILIARE, QUANTO CRONICA CARENZA DI ORDINARIA MANOVALANZA GENERICA, PERDENDO SPESSO DI VISTA IL SOSTANZIALE E PIU’ AUTENTICO SIGNIFICATO DI UN RAPPORTO INTERPERSONALE CON I PROPRI CARI.
INTERPELLATA PERLOPIU’ SOLO SU QUESTIONI DI TIPO LOGISTICO DI SOLITO, LA CASALINGA DEFINITA “BUONA SPOSA E MADRE RIMANE’ DI FATTO INSOSTITUIBILE” PER I PROPRI CONVIVENTI, E PER RAGIONI NON PSICOLOGICHE O DI CONCRETA AUTOREVOLEZZA BENSI,’ SOGGETTIVE E SOSTITUTIVE, ALLE ALTRUI INCOMPETENZE ! .. SE TRADITA E/O MALMENATA, PARRA’’ COMUNQUE” REGINA DELLA CASA… PARTE INTEGRANTE D’OGNI E RELATIVO ARREDO DOMESTICO”.
CONDIZIONATA IN OGNI POSSIBILE OCCASIONE, OGNI FAMILIARE, INFLUENZATO DAL COMPORTAMENTO DISEDUCANTE
DEL CAPO FAMIGLIA, SFRUTTERA’ A PROPRIO VANTAGGIO TALE “ PREZIOSA E GRATUITA RISORSA “!
A CODESTA SONO VIETATE FREQUENTAZIONI EXTRA-FAMILIARI CHE, RESTANO POCO CONSIDERATE SE NON ADDIRITTURA MALTOLLERATE; SOPRATUTTO LA PRESENZA CONTEMPORANEA D’ALTRI MASCHI, PER ESCLUDERE INDESIDERATI,
ANCHE SE INVOLONTARI, CONFRONTI!
LA PROLE DELLA CASALINGA, ANCHE SE NON LEGGITTIMA, RAPPRESENTA PER LA STESSA UNA COMPLEMENTARE DITTATURA,
A CUI ELLA DEVE, SUO MALGRADO, SOGGIACERE; ANCHE SE, ATTRAVERSO D’ ESSA, LA CASALINGA
PUO’ E DEVE OTTENERE INSPERATI QUANTO DISCUSSI PRIVILEGI …SE DISOCCUPATA SUSSIDI PERIODICI,
SE INVALIDA, ASSISTENZA. CONTEMPORANEAMENTE…DIMENTICANDO SE STESSA PER UNA DESTINAZIONE SUPERIORE…
ONDE RICEVERE D’OGNI PUBBLICA RICONOSCENZA, SOLTANTO LE BRICIOLE !!