LE OPINIONI

IL COMMENTO Riflessioni sulla scuola che verrà

DI CHIARA CONTI

Scuola a settembre, alcuni pensano che regni la confusione. Qualche sera fa, le mie neo immesse dirigenti scolastiche di cui sono stata mentore, mi hanno detto: “Come fai ad essere così calma?”. Lo sono! In questi ultimi tempi, ho cercato in ogni modo, nei gruppi di DS, tra i dirigenti amici, tra i dirigenti di ambito, di tranquillizzare tutti. Le nostre conversazioni terminavano sempre con “Troviamo soluzioni perché, purtroppo, potrebbe esserci il piano C”. Frase che, con tutta spontaneità, ho detto anche ad una mamma qualche giorno addietro. Rispettiamo le regole, conteniamoci. Non lasciate che i vostri figli più grandi siano per strada, nella movida delle città e dei paesi. Cerchiamo soluzioni, organizziamo ingressi, uscite, percorsi alternativi. Acquistiamo dispositivi di sicurezza, detersivi e la tradizionale candeggina. Tanti sono gli inviti, i dispositivi, i DPCM che il governo e la Ministra hanno emanato. Ma con la saggezza dei miei anni, ho cercato di capire, con il buon senso, quali potessero essere le strategie migliori per garantire ai miei ragazzi una scuola sicura. Ho detto a molti che, in fondo, sicuri non lo siamo mai. “Covid, con covid, senza covid” e allora le soluzioni sono sempre “la via di mezzo”: quella della concretezza e dell’acquisto di “cose” realmente necessarie che, nel mio voler vedere positivo, siano sempre utili (anche senza il covid).

Della polemica “banchi monoposto” non posso far altro che dire che mai ne ho chiesto l’acquisto o mai ne abbia acquistato qualcuno. Ho solo monoposto. Sono certa che forse, non proprio il 14 di settembre, ma i banchi arriveranno alle scuole che li hanno richiesti.

Il governo con le dichiarazioni del presidente Mattarella non può fallire! Del resto, quando mai le scuole hanno iniziato l’anno scolastico con il tempo completo? Sempre in orario ridotto. I ragazzi due o tre ore possono anche essere seduti sulle sedie o lavorare in un laboratorio o in una palestra o stare in circle time fuori, in cortile, o nell’ingresso della scuola. Il covid dovrebbe averci insegnato la necessità di cambiare rotta e di ritornare alle cose semplici e a non essere attaccati al concetto di perfezione che non esiste. Siamo in un’epoca fortunata: grandi menti hanno dimostrato di poter lavorare da casa, dalla propria poltrona, magari mentre “girano il ragù in pentola”!

Ho molto riflettuto e mi sono chiesta: “Perché sembro così tranquilla?”. Nel fondo del mio cuore ho capito che voglio iniziare presto perché temo il piano C ma sento anche il peso e la responsabilità di tutti quei genitori che hanno bisogno delle mie rassicurazioni. Non condivido le esternazioni di alcuni politici e neanche le certezze di altri. Propongo a tutti la massima cinese “Se c’è rimedio, perché ti arrabbi? Ma se non c’è, perché ti arrabbi?”. Il presidente Mattarella ha invitato tutti noi alla corresponsabilità e a vigilare sulla nostra salute, evitando comportamenti inutili e dannosi. Devo sottolineare che tutte le ditte alle quali mi sono rivolta per adempiere a quanto previsto dai finanziamenti MI (Ministero Istruzione che sono stati regolarmente erogati sui conti correnti delle scuole) sono state tutte solerti ad adempiere alle richieste. Certo… tanto lavoro straordinario per noi In tutte le Scuole dirigenti docenti e ATA stanno lavorando per settembre perché tutto sia pronto.

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Ma anche gli uffici dell’ex provveditorato per le nomine in ruolo e supplenze al via dal 7 agosto, la regione che mai ci ha lasciato. Forse dovremmo smettere di vedere tutto nero e darci da fare, ognuno nel suo piccolo. Certo, molto meglio lo stress da lavoro vero che quello del lockdown. Il piano C mi auguro non debba mai attuarsi ma questo dipende da ciascuno di noi. Diceva qualcuno: “Fate i bravi, se potete”.

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* DIRIGENTE SCOLASTICA

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