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LE OPINIONI

IL COMMENTO San Francesco, gli alberi e noi

Nell’ultimo periodo, si è accesa ad Ischia l’attenzione di alcuni osservatori sul verde e sugli alberi. E mi fa piacere parlarne oggi, nella ricorrenza del Santo Patrono d’Italia, Francesco. Il santo d’Assisi viene unanimemente considerato il fautore e protettore della Natura, del mondo animale e vegetale, sconvolgendo i canoni classici del cattolicesimo di una visione antropocentrica, in cui la Natura è considerata corollario e strumento a servizio dell’Uomo. In particolare Antimo Puca, su Facebook, ha invocato un’alberatura o rialberatura delle strade più belle del Comune. Poi, a ruota, si è sbizzarrita la fantasia di altri isolani, tra cui naturalmente architetti, per una risistemazione del patrimonio arboreo del paese, che passa, inevitabilmente, per una stretta sulla circolazione stradale, per una serie di sensi unici e divieti di sosta e, in alcuni casi, di ampliamento dei marciapiedi. Per la verità, il grido di allarme non è del tutto nuovo. L’agronomo Francesco Mattera (che fa anche parte del direttivo del Centro Studi per l’isola d’Ischia) è da qualche anno che s’impegna ad attirare l’attenzione delle amministrazioni pubbliche locali, ma anche dei privati, sulla mala gestione del patrimonio arboreo. Dalla pineta di Fiaiano alla pineta della Maddalena, dalle strade comunali ai giardini privati, c’è un decadimento del verde, in parte dovuto all’aggressione della Toumeyella parvicornis ed altri parassiti, ma in gran parte ascrivibile all’azione distruttrice o menefreghista dell’uomo. Appena un anno fa, nell’ambito di una iniziativa dell’Associazione “Gli alberi e noi”, Mattera lanciò un appello volto ad affrontare il problema del verde in ottica intercomunale e isolana.

Non esiste, nei singoli Comuni isolani, un Piano del verde, un regolamento sul verde pubblico (in qualche Comune una parvenza c’è, ma del tutto insufficiente). Non siamo capaci di programmare una sistematica azione di ripiantumazione e sostituzione con alberi più adatti ad affrontare le condizioni climatiche date e i parassiti aggressivi che imperversano. Mattera ebbe a lamentare, nel 2019, l’assenza ad una conferenza, presso la Biblioteca Antoniana , su “Il verde dell’isola verde” di tutta la classe amministrativa isolana. La conclusione fu: “gli alberi non votano” e “Ischia è diventata una città, con tutti gli aspetti negativi e nessuno dei vantaggi. Potature selvagge (come fu fatto a Zaro), griglie che soffocano le radici degli alberi, superficialità ed approssimazioni.”. Man mano che i pini delle pinete si spengono, che cosa intendiamo fare? Esistono specie di conifere (come il pino di Aleppo) che resiste meglio alla Toumeyella, è possibile piantarne alcuni in sostituzione dei pini persi? Nel momento in cui scrivo, mi trovo a Bologna e proprio in questi giorni, il Presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha piantato il primo (sull’Appennino piacentino) di quattro milioni e mezzo di alberi (uno per ogni residente) che saranno piantati nell’arco di quattro anni. Per fare ciò, la Regione ha stanziato 14,2 milioni di euro. Pensate, con questa logica, a Ischia dovremmo piantare, in quattro anni, 65 mila alberi! In Trentino, che vanta una ricca superficie forestata, il Centro Ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach sta sperimentando tecnologie innovative, con sensori, torri di rilevamento e satelliti, che rientrano in una rete di monitoraggio italiana costituita da 25 siti.. Nella valle di Cembra, i ricercatori hanno installato una trentina di Tree Talker (alberi parlanti) dispositivi che consentono una serie di importanti parametri vitali degli alberi (accrescimento del fusto e flusso di linfa al suo interno, umidità del legno e via dicendo).

Per dare un’idea statistica e numerica del fenomeno di mortalità e rigenerazione del verde, cito il caso della città di Milano, con dati un po’ vecchiotti ma significativi: fino a 3 anni fa, il tasso di mortalità degli alberi, su pubblico terreno, era dell’1% annuo. L’incremento annuo del numero di piante è stato di circa 60.000 alberi aggiuntivi o sostitutivi. Il patrimonio arboreo milanese ha le seguenti maggiori messe a dimora: pruno, acero, tiglio, frassino, platano e quercia. Il Comune di Napoli, per l’impegno in particolare dell’Assessore al verde Luigi Felaco e della presidente della Commissione Qualità della vita, Francesca Vernetti, viene indetta la gara per la piantumazione di nuovi alberi per 5 milioni di euro, finanziati dalla Città Metropolitana. Con la collaborazione di Giuseppe Ceparano, presidente dell’Ordine degli agronomi, saranno individuate le essenze arboree più adatte alla città partenopea. In premessa è stato stabilito che sarebbe un errore ripiantare i pini, sia per l’attacco dei parassiti che per l’eccessiva esposizione ai forti venti, sempre più frequenti. Così come è stato accertato che le robinie sono dannose per l’impianto fognario. Meglio piante autoctone come lecci, agrumi selvatici, alberi di Giuda. Insomma anche Napoli programma, mentre Ischia non lo fa .E pensare che Ischia è vicina alla prestigiosa Facoltà di Agraria di Portici e all’Orto Botanico di Napoli e ha conosciuto un esperto come Gioacchino Vallariello, di cui in Rassegna d’Ischia n.5/2012 viene riportato un interessante articolo sulla resistenza delle tamerici come alberi lungo via Pontano, il Piazzale delle Alghe e la Mandra. Riportiamo questo passo dell’articolo: “Si provi ad immaginare cosa può succedere ad un pedone che transiti su un marciapiedi invaso da frutti di olivo o di carrubo o, peggio ancora, a chi passeggiando tranquillamente venga all’improvviso colpito sulla testa da una pigna piovuta dal cielo”.

Noi aggiungiamo: è mai possibile che non si provvede nemmeno al lavaggio delle piante, consentendo il dannoso gocciolamento di resine che rovinano i marciapiedi, per non parlare che nei parcheggi a pagamento (vedasi parcheggio di S.Antonio nel Comune d’Ischia) le auto vengono – a volte irrimediabilmente – rovinate nella carrozzeria? Abbiamo capito che l’appellativo “isola verde” discende dal tufo verde più che dal verde della vegetazione, ma lasciateci la convinzione (confermata da alcuni slogan propagandistici del periodo turistico di Vincenzo Telese e da alcuni riferimenti cinematografici la cui location era – appunto – l’isola verde) che gli alberi e le piante hanno svolto un ruolo fondamentale agli albori del nostro sviluppo turistico. Pensate se, con un pò di fantasia, avessimo ideato di installare in ogni pineta o bosco dei cartelli con i versi poetici più belli della poesia mondiale, dedicati al verde e agli alberi. Chiudo, lasciandovene un esempio, tratto dalla raccolta poetica Il guardiano di greggi, del poeta portoghese Fernando Pessoa: “Metafisica? Che metafisica hanno quegli alberi?/ Quello di essere verdi e chiomati e di avere rami/ e quella di dare frutti al momento giusto, cosa che non ci fa pensare/ noi che non sappiamo accorgercene./ ma quale metafisica meglio della loro,/ che è quella di non sapere perché vivono/ né sapere che non lo sanno?/

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