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LE OPINIONI

IL COMMENTO Santa Restituta simbolo ischitano del femminismo universale

DI LUIGI DELLA MONICA

Mi è venuta in mente l’agiografia di questa Donna, per l’imminenza della festa nel comune di Lacco Ameno, che fa da contrappasso alla devastazione nel mio cuore avvertita all’apprendere la notizia del ritorno del “burqua” per le donne in Afganistan, la cui gravità sta passando in sordina per la guerra in Ucraina. Invero, in questi giorni vi è stata la fortissima rievocazione de il “manifesto di Ventotene”, tanto caro al compianto Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, nella giornata dell’Europa, allorquando gli internati in una piccola isola del Mediterraneo, a noi vicinissima, hanno posto le basi ideologiche per una Europa unita, libera, coesa, democratica e che adottasse le sue diversità culturali come ricchezza e non come divisione e fonte di conflitto armato. La nostra isola è particolarmente amata dal Dio cristiano, sia per la sua incomparabile bellezza naturale, sia per la designazione di un culto importantissimo di comunione culturale e religiosa fra i vari Mondi.

Non sarò certo io ad insegnare la storia\leggenda di Santa Restituta, ma Ella donna ed africana di Cartagine (Tunisi) pagava con la vita la sua adesione al cristianesimo perseguitato dall’imperatore Diocleziano ed il Fato volle che le sue spoglie da fuggiasca perita in un naufragio venissero raccolte e venerate sulla spiaggia di San Montano. Questo legame fra una donna, una giovane che ha avuto il coraggio di attraversare tutto il mare allora delimitante il Mondo Antico per affermare il proprio credo religioso fino alla morte, si è radicato nell’anima dei tutte le popolazioni isolane da oltre 18 secoli e non finirà mai. La festa di Santa Restituta testimonia il senso immanente dell’accoglienza e della ospitalità ischitana nel confronto con i popoli forestieri, tema che è stato richiamato proprio dal Santo Giovanni Paolo II il 5 maggio 2002, quando il Prete Polacco ci disse che “Ischia deve essere portatrice di ospitalità”. Come potete notare, per chi ci crede, il Dio cristiano ha valorizzato l’isola inviando 18 secoli dopo un Suo messaggero a rimarcare questo background spirituale. Un richiamo ad un’altra Donna Illustre Santa Brigida è opportuno, sia per il fatto che il culto della stessa è radicato sull’isola, senza osare la trattazione di un argomento di cui è cultore il Prof. Baldino, sia per la ricorrenza in periodo estivo il 23 luglio, sia perché fu proprio lo stesso Santo “Giovanni Paolo II” a dichiararla compatrona d’Europa, per la sua costante opera costruttiva della pace. Infatti, la nobile svedese ebbe un ruolo culturale determinante nel tentativo di risoluzione dei conflitti europei del tempo: stiamo parlando del pieno secolo del 1300, per cui la Santa scrisse vibranti missive di ammonizione ai regnanti di Francia ed Inghilterra impegnati nella c.d. guerra dei cento anni.

Alessandro Baricco

In tal senso, Ischia con il culto di Santa Restituta portatrice di valori universali da sposare anche in seno alle società laiche, può rivendicare un ruolo storico importantissimo, italiano ed europeo: attraverso il suo culto di amore, sacrificio ed abnegazione di donna, gridare al mondo intero che l’insularità, di cui la Costituzione a breve ci consegnerà il crisma di tutela speciale, è fonte di speranza e protezione per le genti che soffrono o che hanno subito persecuzioni nella loro madrepatria, è rifugio per i perseguitati ed i reietti da tutte le parti del Mondo, ieri come oggi e per il futuro. L’isola è meta di pace, approdo di serenità e di fuga dalle sofferenze. Se è vero che nella vicina Ventotene 80 anni fa alcuni giganti della mondo accademico antifascista si affacciavano alla speranza di un Mondo nuovo, Ischia era già avanti di 1600 anni perché viveva in Santa Restituta un’integrazione multiculturale di amore ed accoglienza per il diverso. Questi messaggi universali devastano le menti e le coscienze di noi contemporanei, perché nel concreto osserviamo la brutalità della realtà concreta inversamente proporzionale a quanto professato da Santa Restituta o da Santa Brigida…

L’accoglienza come ideale ischitano di amore verso il forestiero, che ripeto il Santo Giovanni Paolo II dichiarò, lo stesso Santo che tuonò contro i lerci mafiosi “pentitevi, verrà il giudizio di Dio”, il 05 maggio 2002 come una missione degli isolani, si sta lentamente sfaldando, sgretolando sotto i nostri piedi. Nel vedere alcune parti di Via Mazzella in Ischia Ponte piccole botteghe chiuse, oppure nella chiassosa Via Roma diversi locali e negozi sfitti, non sono colto dalla usuale doglianza del commerciante che non vede profitti, ma dalla rabbia per la cronica rassegnazione degli isolani, che non si scervellano su come riqualificare una zona economicamente depressa con la innovazione, ma cercano e ricercano ossessivamente nuovi inquilini, che aprano, tentino qualcosa e poi chiudano la saracinesca. Ma dove è finita l’isola di De Angelis, Emilio Notte, Mazzella e Funiciello, di Taki Calise, di Peperone e tanti altri, nessuno mi condanni per qualche omissione di altri Maestri… A nessun amministratore è mai venuto in mente che sia venuto il momento di affiancare al cineturismo, che sembra vada a gonfie vele con l’Ischia Film Festival e con l’Ischia Global Fest, anche l’arte-turismo o il teatro-turismo?

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Se la festa di Santa Restituta rimane purtroppo relegata nelle intime coscienze dei lacchesi come patrimonio culturale di un’area circoscritta, si vuole fare qualcosa per proiettare nel Mondo il suo messaggio di tolleranza ed accoglienza universale di una donna, per le donne e per il Mondo intero? Quanto all’arte-turismo, mi riferisco a calmierare, per tempi limitati e sperimentali, i prezzi dei canoni dei locali commerciali sfitti e lanciare nel web un messaggio a tutti gli artisti del Mondo interessati a venire ad Ischia per essere ospitati a creare a cielo aperto, oppure nell’organizzare mostre ed eventi permanenti in quei locali oggi vuoti. Non credo che i Fondi del PNRR sarebbero avari per una tale iniziativa e che le proprietà siano infelici di ospitare laboratori d’arte contemporanea in siti oggi chiusi e depressi. Mi domando, deve essere solo il cervello bizzarro di un avvocato imprestato al mondo del giornalismo per sollecitare queste idee?

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Giovanni Soldini

Ancora bisogna trasferire nel periodo estivo a cielo aperto tutti gli eventi nazionali teatrali da cartellone del “Piccolo di Milano”, dell’Eliseo di Roma, del Diana di Napoli e del Politeama di Palermo, per fare alcuni esempi. Tutti gli artisti italiani in tournee devono prevedere Ischia fra le loro tappe, almeno per una programmazione. L’anno scorso ho tentato umilmente di scortare un’associazione culturale napoletana, che si occupa di inclusione sociale, di sottrazione dei minori alla malavita organizzata, la “Eventi2000” del Maestro Maurizio Merolla, al fine di rappresentare la Divina Commedia in lingua napoletana sull’isola. Ho contattato per il patrocinio morale e per un minimo rimborso spese viaggio e trasporto attrezzi di scena ben due amministrazioni isolane, senza nemmeno ricevere una garbata risposta di rifiuto: silenzio assordante. Chi propone e promuove cultura senza scopo di lucro è uno strano soggetto, un alieno. Per fare un tavolo ci vuole un albero: per avere un politico che attui i progetti, ci vogliono cittadini vigili e partecipi alla vita pubblica! Isolani uscite dal guscio dell’indifferenza, abbiate il coraggio delle vostre idee e l’orgoglio della vostra isola, che si pone come proscenio eccellente per professarle e propagarle. Ischia, nel segno della tradizione culturale anche laica di Santa Restituta, come messaggio di inclusione sociale del genere femminile, deve assurgere al ruolo primario dell’isola che simboleggia ospitalità ed accoglienza, originati da un femminismo che preserva i valori di pace con una forza intellettuale e spirituale immensamente superiore a quella maschile, capace solo di misurarsi nell’arena con la brutalità delle armi.

La prossima festa di Santa Restituta dovrà essere dedicata a rimarcare questo senso immanente di amore che permea l’isola intera, ma che dovrà respingere per l’avvenire quei fenomeni di “tolleranza”, per così dire falsa democratica, nei riguardi di turisti scostumati, malfattori, truffatori, aggressori per futili motivi… tutte aporie di una città metropolitana verso cui Ischia deve tendere per crescere, non per assorbirne i difetti.

* AVVOCATO

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