LE OPINIONI

IL COMMENTO Scuola? Parola d’ordine, vade retro DAD

Facile avanzare subito delle ipotesi sulla probabilità di slittare l’apertura delle scuole, ma non siamo più burattini, ci siamo fidati, abbiamo fatto la nostra parte, vaccinati per la maggior parte e siamo stanchi di stare ad obbedire soltanto. Vogliamo far prevalere i nostri diritti e la Scuola è un nostro diritto, punto e basta! Non più bambini e ragazzi davanti ad un computer, abbiamo bisogno della Scuola quella vera, magari anche con la bacchetta sulle mani, ma che sia vera, la maestra di vita che è sempre stata. Allo scoccare del secondo anno dall’inizio della pandemia i più penalizzati risultano sempre loro, bambini e ragazzi in età scolare, hanno già subito un danno incalcolabile ad essere stati strappati al loro quotidiano, alle abitudini di tutti i giorni, a crescere liberi si, ma con il sacrosanto diritto allo studio. Ma si può calcolare la violenza psicologica a cui sono stati sottoposti? Hanno smesso di essere bambini e adolescenti tutto di un colpo, con la paura ancora addosso di non uscire più da questo incubo. E adesso, si fa largo chi lancia ancora l’ipotesi su di un eventuale slittamento sulla riapertura delle scuole, naturalmente a portare la bandiera, lo sceriffo per eccellenza, il nostro governatore Vincenzo De Luca, questa volta a braccetto con Luca Zaia presidente della Regione Veneto ed Eugenio Giani della Regione Toscana.

Abbiamo più volte assistito, a un braccio di ferro tra governo e Regioni sulle chiusure, le quarantene, le mascherine o l’obbligo vaccinale. A più riprese le famiglie si sono trovate stritolate all’interno di un assurdo gioco di ego contrapposti, mentre i giovani hanno dovuto accontentarsi, loro malgrado, del ruolo di semplici comparse. Credo sia giunto il momento di rimettere le famiglie e i giovani al centro della politica, e smetterla di ignorare i loro bisogni. Proviamo allora a mettere in fila gli elementi in nostro possesso, senza dimenticare l’obiettivo comune, ossia l’apertura in presenza delle scuole. Certo vorremmo evitare di alimentare il panico che già regna nelle famiglie, di ritrovarsi con studenti e allievi senza professori (o viceversa), e di trasformare le scuole in focolai e di doverle richiudere. Siamo tutti d’accordo sui limiti della Dad, sul fatto che siano stati i più giovani e le più giovani a pagare il prezzo più caro della crisi. Nessuno immagina che si possano riproporre misure come il lockdown, il coprifuoco o le lezioni a distanza.

La situazione attuale è completamente diversa. Sappiamo che i vaccini evitano di ritrovarsi in ospedale, soprattutto dopo la terza dose. Come sappiamo che Omicron tende a fermarsi nelle vie aeree superiori senza scendere nei polmoni. Ma la crescita dei contagi tra i ragazzi e le ragazze è esponenziale. È necessario allora, un piano di tracciamento per le Scuole a mio avviso sul modello inglese, basta incutere ancora terrore mediatico sulla scuola, gli aumenti maggiori li stiamo registrando adesso, sul finire delle vacanze di Natale, chiudete le discoteche e si balla a porte chiuse stipati a più non posso nei lounge bar. Ne vogliamo parlare? Poi la colpa è della scuola! Gli auto-test per le scuole in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord sono entrati in vigore nel gennaio 2021, con la distribuzione di grossi pacchi di test rapidi negli istituti, dalle elementari in su. La richiesta è che i ragazzi facciano il test a casa due volte a settimana ad esempio il lunedì e il giovedì e comunichino alla scuola l’eventuale positività. Chi risulta positivo deve sottoporsi al tampone molecolare e seguire il periodo di quarantena indicato dalla legge prima di tornare in aula. È un sistema basato sulla fiducia. Al singolo cittadino non costa nulla i test rapidi sono ottenibili gratis nelle farmacie, in alcuni supermercati e attraverso il sito del governo. Ai ragazzi vengono consegnati a scuola. Ma per noi è pura utopia, sicuramente uno spreco di danaro pubblico, mentre abbiamo visto buttare nella spazzatura banchi a rotelle e le famose Primule per le vaccinazioni, mentre di veramente concreto per la Scuola è stato fatto poco e niente. Resto fermamente convinta che la Scuola è quella in presenza e si devono mettere in campo tutte le misure necessarie per renderla un luogo sicuro, dalla vaccinazione di massa al tracciamento con i tamponi per tutti i ragazzi, ma nessun slittamento sulla riapertura, capisco l’enorme psicosi che sta generando come al solito l’onda mediatica e spero questa volta che le Regioni non la spuntino e che vada avanti la linea dettata dal Governo Draghi.

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Beta

Tutto molto condivisibile, tranne che purtroppo con omicron i test rapidi sono inaffidabili!
A questo punto la soluzione resta quella dell’obbligo vaccinale per alunni e studenti, purtroppo per i più piccoli, che non possono ancora vaccinarsi, il problema resterebbe immutato…
Con i tempi biblici del governo italiano però, per arrivare all’obbligo, se ne dovra fare di strada…e di DAD!

Maria

Tutto condivisibile..ma con.questi.numer la dad e’ inevitabile per 15 gg fino.alla discesa della curva….ma pensarci prima..facendo rispettare regole,distanziamentii e evitando..”puttanai” in bar e locali nooo??????
Molto genitori vogliono ora botte piena e moglie ubriaca…….qualche cenone in.meno…forse

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