IL COMMENTO Se dimensionamento vuol dire ridimensionamento

DI ROBERTA VANNINI
E’ uno dei tempi più gettonati degli ultimi tempi e nello specifico noi della UIL scuola siamo fermamente convinti che, quando si parla di istituzioni scolastiche, il riferimento al dimensionamento scolastico spesso (troppo spesso) fa rima con ridimensionamento. Questo vale per tutto il Paese, quest’anno sta accadendo alle scuole di Ischia. Molto spesso si trascura un aspetto fondamentale: vivere e lavorare su una piccola isola come Ischia ha sicuramente i suoi aspetti positivi ma può avere anche le sue insidie e le sue difficoltà specialmente di natura logistica, peraltro facilmente comprensibili. Ecco perché insegnare ad Ischia può rappresentare una vera e propria sfida perché, oltre alla carenza di trasporti adeguati, bisogna fare i conti sempre con un numero elevato di docenti e ATA pendolari e precari che rendono il percorso didattico complesso sotto tutti i punti di vista. La UIL ha le carte in regola per poter parlare dei problemi isolàni e lavorare per portarli a soluzione perché, come sindacato più rappresentativo sul territorio, li vive ed affronta quotidianamente insieme alla squadra UIL dell’isola. Ed è proprio grazie al contributo di questa instancabile squadra che riusciamo a non perdere di vista quelli che sono i reali bisogni di coloro che, quotidianamente, tra tante difficoltà, fanno funzionare le scuole dell’isola.
Quest’anno la situazione, se possibile, è addirittura peggiorata. Le ultime scelte fatte con il dimensionamento scolastico, fortemente contestato dalla Uil Scuola Campania, sono incomprensibili e sfidano davvero ogni logica. Per spiegare il perché bisogna partire da (non troppo) lontano. A settembre dello scorso anno avevamo ricevuto rassicurazioni che non ci sarebbero stati tagli sulle scuole dell’isola. Le cose – è davanti agli occhi di tutti – sono andate diversamente: l’anno prossimo avremo quattro scuole che diventeranno due mega istituti da oltre 1200 alunni. Non ne capiamo le motivazioni. Perché accorpare Ischia 2 con la SMS Scotti e l’istituto comprensivo di Barano con il circolo didattico? Perchè ridimensionare scuole in salute e lasciare autonome scuole più piccole per giunta sulla terra ferma? Sono domande a cui non abbiamo ancora avuto risposta. E, aggiungo, chissà se mai qualcuno ce le fornirà. Le istituzioni locali (il Comune di Barano), anche su sollecitazione dei genitori dei ragazzi, hanno deciso di ricorrere contro queste decisioni incomprensibili che, senza alcuna motivazione supportata dai numeri, fanno venir meno l’identità di una scuola profondamente radicata sul territorio locale. Una scelta inevitabile per difendere con le unghie e con i denti anche in sede giudiziaria un sacrosanto diritto. In questo percorso la UIL scuola sarà al fianco della comunità ischitana per tentare di ripristinare una situazione che deve vedere assolutamente ripristinato il precedente status quo.
* SEGRETARIA REGIONALE UIL SCUOLA





