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LE OPINIONI

IL COMMENTO Se la spiaggia diventa “magistra vitae”

Sono stati tre gli eventi degli ultimi giorni, verificatisi tra Ischia, Napoli e Firenze, che hanno catturato l’attenzione dell’opinione pubblica. Tutti atti apparentemente distanti tra loro, eppure in qualche modo collegabili, perché tutti riguardano la cultura (e l’ignoranza), la crescita intellettuale, la lotta alla stupidità e la necessità di un cambiamento radicale, che deve necessariamente riguardare tutti i cittadini, piccoli e grandi. Andiamo con ordine. I tre fatti suscitano rispettivamente compiaciuta curiosità, profondo sdegno e aspettativa di un futuro migliore. Il primo riguarda proprio la nostra isola verde, protagonista in questi giorni di un’iniziativa, lanciata qualche mese fa dalla Spagna e condivisa per la verità anche con altre località balneari italiane, come Rimini ad esempio, che ha portato oltre duecento studenti del I Circolo Didattico a fare le proprie lezioni di educazione ambientale in spiaggia, a due passi dal mare tra lettini, ombrelloni, palette e secchielli. Non è stata solo una trovata simbolica ma la dimostrazione che la scuola è dentro così come fuori dalle mura di un edificio, spesso fatiscente, umido e poco ospitale. La cultura che si apre al territorio e che coinvolge i ragazzi attraverso il contatto con il mondo reale. Quegli studenti sorridenti, con mascherina e cappellino bianco, con le scarpette della ginnastica affondate nella sabbia, lo sciabordio delle onde, il volo dei gabbiani e lo sfondo di Vivara alle spalle, sono un inno all’immaginazione, una porta aperta sul futuro. La spiaggia diventa luogo di crescita e di apprendimento, oltre che di svago e divertimento estivo. È così che si crea il legame con l’isola, che si alimenta il rispetto per il luogo in cui si vive. Una bella idea, in epoca di Covid, che trasforma la spiaggia in maestra di vita. Estendere l’idea ai parchi, le pinete, i siti artistici, le ville e le piazze potrebbe essere ora l’ulteriore passo da compiere. 

Ed ora veniamo alle dolenti note. Il secondo evento che ha segnato la settimana, sono stati gli attacchi razzisti, infami, penosi, vergognosi, da parte di qualche manigoldo e miserabile tifoso della Fiorentina nei confronti dei calciatori di colore del Napoli, Koulibaly in particolare, in occasione della partita di campionato tra i Viola e gli azzurri di Spalletti. “Scimmia di…”, la frase rivolta al “comandante” azzurro, da chi vigliaccamente si è mescolato tra la folla di una tribuna, con il pretesto di vedere una partita e il chiaro intento di offendere, prima ancora che l’avversario, se stesso e la propria città, culla di una cultura millenaria. Un episodio non isolato, che si ripete negli stadi italiani molto più che nel resto del mondo. Un esempio di stupidità, ignoranza e sottocultura che andrebbe combattuta con severità. Ecco perché quanto accaduto a Firenze non è molto lontano da quella voglia di creare educazione, cultura e integrazione, che i ragazzi hanno portato con tutto il loro entusiasmo sulla sabbia del lido di Ischia Porto. Quelle scarpette nella sabbia sono la risposta migliore all’idiozia e all’imbecillità. E se combattere l’ignoranza e razzismo è una questione di cultura, ecco che questa breve riflessione non può che concludersi con il terzo evento della settimana. L’elezione del nuovo sindaco di Napoli, che proprio dalla Cultura (la maiuscola non è un caso), deve ripartire per rilanciare le sorti di una città abbandonata a se stessa da troppo tempo. Gaetano Manfredi ex rettore dell’Università Federico II di Napoli, presidente della CRUI dal 2015, la conferenza dei rettori nazionale, e Ministro dell’Università e della Ricerca nel Governo Conte II, potrebbe essere l’uomo giusto nel posto giusto per riportare Napoli dove merita, una città lontana dagli stereotipi, refrattaria alla tracotante indifferenza del popolino, capace di emergere dal fango della strafottenza, da quell’arte del tira a campare. Una città che sappia reagire al razzismo con le armi dell’eleganza e dello sberleffo e che sappia esaltare le potenzialità nascoste che stentano ad emergere. In bocca al lupo Rettore! Ora il vero esame lo dovrà sostenere Lei.  

* DIRETTORE “SCRIVONAPOLI”

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