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LE OPINIONI

IL COMMENTO Se proprio vuoi, “abbracciami“

Siamo “donne”, passiamo anche con il nominativo di “sesso debole” e perché? Perché non abbiamo la vostra forza fisica, quella no, ma siamo tanto altro, racchiudiamo insieme talmente tante capacità da non poterle enunciare, possiamo portare la vita, quel germoglio nel nostro grembo che piano piano prende vita, lo portiamo per nove mesi e lo amiamo già ancora prima che nasca. Siamo piccole, ma forti da sopportare per sbaglio sulla nostra pelle anche il dolore, da parte di chi non sopporta che non ci arrendiamo mai, nemmeno davanti all’amore che si trasforma in orrore. Quell’amore malato che vorremmo curare ma finirà con il travolgerci, lasciando per l’ennesima volta una scarpetta rossa sull’asfalto macchiata di sangue. La scia è lunghissima e non si ferma, purtroppo non accenna diminuire.

Hanno subito tutto in silenzio e in solitudine, fino alla fine. Magari si erano rassegnate a quella vita, forse avevano semplicemente paura di parlarne, o forse non avevano alcuna fiducia nell’aiuto del mondo e del sistema giustizia. Non lo sapremo mai perché sono tutte morte. Quello che sappiamo è che non soltanto non avevano denunciato di subire violenza ma non ne avevano nemmeno mai fatto parola con nessuno. Fondotinta per coprire i lividi, sorrisi per nascondere paura e tristezza e avanti così, fino all’ultimo battito di cuore. Nel mondo ogni otto minuti viene assassinata una donna. In Italia viene assassinata ogni due giorni. Sono prede facili, indifese, emarginate, spesso abbandonate da tutti, che percorrono i labirinti del male, tra paura, umiliazioni e brutalità. Dallo stalking all’omicidio, le vittime cadono per mano del partner o dell’ex compagno, l’uomo che nella maggior parte dei casi ogni donna ha scelto di avere accanto per amore, ma che si è trasformato in un mostro. E ormai è allarme sociale, ma cosa passa per la testa a questi uomini? I problemi all’interno di una coppia, si possono superare, se c’è la volontà di farlo anche seguendo un percorso terapeutico, l’uomo che dovrebbe amare, proteggere e difendere la propria donna, diventa il suo assassino. La furia assassina si scatena quasi sempre in seguito a litigi, incomprensioni, abbandoni. Quello che gli uomini non accettano proprio è essere lasciati da una donna, un po’ per orgoglio, un po’ per debolezza e per vigliaccheria, ma una donna che dice basta a loro non va proprio giù. E allora visto che mi lasci, io ti ammazzo così non può averti nessun altro. È nell’indole maschile la necessità di prevalere e sottomettere.

Ma le donne di oggi, sono consapevoli delle loro capacità e alzano la testa, sono indipendenti, lavorano, possono benissimo vivere da sole per cui diventano sempre più indomabili, scatenando le ire dei maschi. La donna, se viene lasciata, piange, si dispera, batte i pugni contro al muro, ma poi si rialza e va avanti. La verità è che certi maschi non hanno carattere, non hanno la forza di reagire quando vengono lasciati, agiscono d’impulso, oppure trattengono la rabbia finché esplode in follia. E tutti questi pazzi omicidi sono nati da una donna, sono stati tenuti in grembo da una donna che li ha messi al mondo, allevati e magari hanno una famiglia, con sorelle e guai a chi gliele tocca! Eppure picchiare una donna è come farlo a tua madre, brutalizzare una donna è come farlo a tua madre, uccidere una donna è come uccidere chi ti ha generato. Mi chiedo ma che madri ci sono dietro a questi uomini? Se dietro a un grande uomo c’è una grande donna, chi c’è dietro questo genere di uomini? Dovrebbe essere proprio la madre ad insegnare il rispetto verso le donne, l’amore, la dolcezza e invece? Il mondo purtroppo è popolato da un esercito di insicuri, di deboli, senza carattere, pieni di paura che poi sfocia in violenza. E nonostante tutti gli sportelli dedicati, i centri anti violenza, le donne non riescono a denunciare abbastanza, le donne vittime di violenza sono troppe. Dalla storia di Ponzia, nel primo secolo d.C, illusa dal fascino del proibito, fu brutalmente assassinata, la sua ancella rimase ferita e screditò l’assassino che confesso’ l’omicidio, e nella Sicilia del 1563, ne rimase vittima Donna Laura Lanza di Trabia, baronessa di Carini, un marito sbagliato, un amante appassionato, schiacciata dalla prepotenza del padre, fino a diventare il suo carnefice, decretando la sua uccisione e quella dell’amante. Colpita ripetutamente al petto, Laura scivolo’ per terra lasciando l’impronta indelebile della sua mano insanguinata sul muro. Impronta ancora visibile secondo la leggenda.

 Il ministro Elena Bonetti
Il ministro Elena Bonetti

E intanto se la ministra alle Pari Opportunità Elena Bonetti, discute la mozione contro la violenza sulle donne e ha parlato dinanzi a una Camera dei Deputati deserta, in una giornata in cui sarebbe stato significativo vedere maggiore partecipazione e presenza, ed erano solo in 8 su 630 deputati ad ascoltare le sue parole, questo vuol dire che abbiamo ancora parecchio lavoro da fare. Ancora bla, bla, bla! Mentre Kim Kardashan, ha noleggiato un aereo per salvare 30 calciatrici afgane, sono arrivate in Gran Bretagna insieme alle loro famiglie. Da settembre i talebani hanno proibito alle donne di fare sport, da quel momento un gruppo multinazionale di società sportive e di organizzazioni per la difesa dei diritti umani ha cercato di evacuare le atlete afgane e la Kardashan ha accolto l’appello, mettendo in salvo le ragazze con le loro famiglie. Sicuramente le diranno che avrà sfruttato il momento, non penso che ne avesse bisogno, intanto lo ha fatto e a spese sue, al contrario dei politici in generale, che vengono pagati per tutelarci con delle leggi che invece non esistono! La verità è che si continua a morire strette in un abbraccio talmente forte da toglierci il respiro.

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