IL COMMENTO Si alza il sipario, Lacco Ameno torna a raccontarsi

Ci sono eventi che non hanno bisogno di essere inventati, perché appartengono già alla memoria di un paese. Basta rispolverarli, restituirli alla gente e, soprattutto, avere la capacità di guardarli con occhi nuovi. È quello che accade quest’anno a Lacco Ameno, dove dopo tanti anni torna una manifestazione nata nel lontano 1986 in piazza Rosario e che, negli anni, seppe conquistare l’intero corso, trasformandolo in una lunga passeggiata dedicata al verde, ai vivaisti, agli artisti, agli artigiani e alle tante espressioni della creatività. Quarant’anni dopo, quella storia riparte. E lo fa con una parola che sembra essere il filo conduttore dell’intero progetto: bellezza. Bellezza da vedere, da ascoltare, da assaporare, ma soprattutto da raccontare. Sabato mattina, nella suggestiva cornice di Villa Arbusto, il sindaco Domenico De Siano, con Mariella De Siano, Giovanni Monti, Lucrezia Galano e Domenico De Siano, insieme alla sua squadra amministrativa, ha presentato un programma che non è soltanto ricco di appuntamenti, ma prova a costruire un racconto. Il racconto di Lacco Ameno e, dell’identità di un’isola intera.
Il sindaco ha aperto la conferenza stampa con i saluti istituzionali e con i ringraziamenti per un lavoro di squadra ampiamente condiviso. Un progetto reso possibile grazie alla Regione Campania, alla Città Metropolitana di Napoli e alla collaborazione degli altri cinque Comuni dell’isola, con Forio capofila. Una sinergia importante, perché l’isola, quando riesce a presentarsi unita, può davvero diventare un grande palcoscenico. L’assessore Mariella De Siano ha quindi illustrato il programma e gli aspetti economici della manifestazione, spiegando il sostegno ricevuto e la volontà dell’amministrazione di riprendere una tradizione che vuole restituire al paese il piacere di stare insieme attraverso il verde, la cultura, l’arte e la valorizzazione del territorio. E sarà proprio il corso di Lacco Ameno a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto. Ci saranno i libri, con il ritorno di un appuntamento importante come “Libri d’amare”, insieme a Gianni Ambrosino, direttore di Canale 21, tra cui la presentazione del libro dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Ci sarà la musica con Andrea Sannino e il concerto di Danilo Sacco, voce storica dei Nomadi, il piano bar di Maurizio Filisdeo, il cabaret di Luca Sepe e Simone Schettino. Ci saranno gli artisti di strada, le esibizioni sui trampoli per i bambini e, lungo il percorso, artigiani e vivaisti.
Ma è quando cultura e gastronomia si incontrano che il viaggio diventa ancora più interessante. Grazie alla sinergia con Ischia Safari, il corso ospiterà “Percorsi”, una vera e propria sfilata di chef stellati di altissimo livello. Un modo per raccontare Ischia anche attraverso la sua cucina e attraverso quegli uomini che hanno saputo trasformare i prodotti, i sapori e le tradizioni dell’isola in alta gastronomia. E qui entrano in scena due grandi nomi della cucina ischitana: Pasquale Palamaro e Nino Di Costanzo. Ma Lacco Ameno non vuole soltanto mostrare ciò che è oggi. Vuole ricordare ciò che è stata. Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti dell’intero progetto. Con l’archeologa Mariangela Catuogno nasce infatti “Lacco Ameno si racconta di storie, miti e passioni” un percorso pensato per attraversare una storia millenaria e mettere in dialogo luoghi, memoria e personaggi. Sei figure che, in epoche e modi diversi, hanno contribuito a scrivere la storia di Lacco Ameno: Giulio Iasolino, Francesco De Siano, Angelo Rizzoli, Vincenzo Mennella, Pietro Monti e Giorgio Büchner. Un viaggio nel tempo che partirà lungo il corso e terminerà al museo, con una visita guidata. Un percorso costruito anche grazie ai testi di Eduardo Cocciardo, nel quale la storia non resterà chiusa nelle pagine di un libro o nelle sale di un museo, ma tornerà a vivere lungo le strade del paese.
E poi c’è Michele Schiano con “Il Visionario”, un progetto che rende omaggio ad Angelo Rizzoli e che nasce da una storia che merita di essere raccontata ancora e ancora. Perché Rizzoli fu davvero un visionario. Seppe guardare oltre quel piccolo villaggio di pescatori che era Lacco Ameno e intuire ciò che ancora non esisteva. Immaginò un futuro diverso e contribuì a trasformare quel paese nel luogo nel quale sarebbe nato il turismo internazionale dell’isola. Il Regina Isabella, il mito di uno degli alberghi più belli e prestigiosi del mondo. Il cinema portato a Ischia. Il jet set internazionale. E, insieme a tutto questo, anche un gesto concreto e importante come la realizzazione di un ospedale. Una storia personale che diventa storia collettiva. Ed è proprio questo il senso più profondo di una manifestazione che torna dopo tanti anni: non limitarsi a celebrare il passato, ma usarlo per capire chi siamo e, magari, per immaginare chi vogliamo diventare. Lacco Ameno si mette dunque in vetrina, ma non per mostrarsi soltanto. Si racconta. Racconta i suoi fiori e i suoi artigiani, i suoi libri e la sua musica, i suoi chef e i suoi personaggi, il suo museo e la sua storia. Racconta quel filo invisibile che unisce il villaggio di pescatori alla grande stagione del turismo internazionale, da Iasolino a Rizzoli, la memoria e la contemporaneità. E forse è proprio questa la vera scommessa. Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di manifestazioni che non siano soltanto contenitori di eventi, ma contenitori di identità. Il programma è ricchissimo. Le aspettative sono alte. Adesso non resta che attendere che le luci si accendano, che il corso si riempia, che la musica cominci, che i profumi della cucina si mescolino a quelli dei fiori e che la storia torni a camminare per le strade. Non resta che attendere che si alzi il sipario.






