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LE OPINIONI

IL COMMENTO Si muore di virus e di fame, si mantenga l’equilibrio

DI MARCO BOTTIGLIERI

L’emergenza legata al Coronavirus è duplice, da un lato quella sanitaria, che come sottolineato ed evidenziato da tempo, va affrontata con tutte le misure idonee a prevenirla e contrastarla, dall’altra quella economica. Non possiamo non rilevare una certa preoccupazione per le conseguenze che le misure restrittive di ordine pubblico e sanitario intraprese abbiano causato forti perdite economiche, in particolare sul turismo, imprese, commercio e di conseguenza su occupazione e redditi. L’impatto del Coronavirus sull’economia italiana è ancora difficile da quantificare, ma i primi effetti emergono dai dati relativi al turismo. La pubblicità fatta dai media sulla situazione italiana sta avendo effetti dirompenti sul turismo e business italiano. Purtroppo gli stranieri evitano l’Italia, quindi esortiamo il governo Conte e in particolare il Presidente della Regione Campania De Luca, a mantenere una politica di comunicazione responsabile, visto che l’economia sta risentendo pesantemente dell’aspetto mediatico.

Intanto, in attesa delle misure nazionali anticovid in arrivo nel nuovo Dpcm, scatta il “coprifuoco” per la movida in Campania. Bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari dovranno essere chiusi, con decorrenza immediata e fino al 20 ottobre, dalle 23 alle 6 del giorno successivo. Inoltre, sempre nello stesso periodo, pasticcerie ed esercizi similari scatta l’obbligo di chiusura dell’attività dalle ore 23 alle ore 6 del giorno successivo nei giorni da domenica a giovedì. Dalle ore 24 alle ore 6 del giorno successivo, nei giorni di venerdì e sabato. In Campania, inoltre, a ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione, è fatto obbligo di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle ore 23 per l’intera settimana. Le consegne a domicilio sono consentite senza limiti di orario.

L’unica cosa certa è che questi provvedimenti sembrano presi solo considerando lo stato d’animo e le paure del momento, senza un reale coinvolgimento delle associazioni di categoria o chi vive il territorio . Non si spiega altrimenti il provvedimento ultimo del 5 ottobre, che riguarda la ristorazione con limiti di ingresso ai clienti per le 23. La politica del confronto , che sa ascoltare, decide di più e decide meglio, non è vero che la democrazia decidente è escludente, ma soprattutto i provvedimenti diventano più credibili e accettati senza remore. Si muore di virus e si muore di fame. In questo momento, con tutto il cuore, spero che si faccia il possibile per mantenere un difficile equilibrio fra le due cose: la lotta al Covid-19 e la difesa delle attività economiche.

* COMPONENTE COMMISSIONE TURISMO CCIAA

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