IL COMMENTO Sicurezza, ma noi facciamo la nostra parte?
Negli ultimi giorni si è parlato tanto della violenta rissa esplosa sul corso Vittoria Colonna a Ischia, così come delle baby gang e dei “muschilli” che continuano a seminare disagi tra il centro di Ischia e quello di Casamicciola. Il nostro giornale ha raccolto il grido d’allarme di un commerciante esasperato e oggi pubblica anche una lunga ed esclusiva intervista al prefetto di Napoli, Michele Di Bari, a dimostrazione della centralità e dell’autorevolezza de Il Golfo. Due contributi diversi, ma accomunati da un unico obiettivo: affrontare un problema che non può più essere ignorato. È giusto pretendere più controlli, una presenza più capillare delle forze dell’ordine e un’azione costante di prevenzione. È una richiesta legittima, che condivido pienamente. Ma, accanto a questa rivendicazione, credo sia arrivato il momento di porci una domanda altrettanto importante. Noi isolani, cosa stiamo facendo per evitare che le nostre estati diventino ogni anno più difficili? La risposta, per quanto possa essere scomoda, è che troppo spesso non facciamo nulla. Anzi, in molti casi contribuiamo noi stessi ad alimentare un sistema che poi finiamo con il condannare. Penso alle centinaia di abitazioni affittate senza alcuna attenzione a chi le occupa. È vero, lo stesso può accadere anche nelle strutture alberghiere, dove una prenotazione online non consente sempre di conoscere chi arriverà. Ma c’è una differenza sostanziale: chi concede in locazione un appartamento sceglie consapevolmente di farlo, e spesso chiude gli occhi davanti a situazioni che sono evidenti.


Da decenni esistono zone dell’isola dove, durante l’estate, piccoli appartamenti vengono occupati da dieci o dodici persone, quando già ospitarne quattro sarebbe complicato. Succede nelle traverse di via Roma e alla Mandra a Ischia, nelle traverse attigue a Corso Luigi Manzi e Perrone a Casamicciola, così come nella zona della Chiaia a Forio e in altri quartieri vicini al mare. Sono realtà che tutti conoscono e di cui tutti parlano, ma che troppo spesso vengono accettate come inevitabili. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Di notte gli adulti riposano, mentre i ragazzi, che non hanno un posto dove dormire, trascorrono le ore fino all’alba tra strade, piazze e lungomari, trasformando le località turistiche in luoghi di schiamazzi, eccessi e, talvolta, episodi ben più gravi. Per questo credo che il dibattito non possa limitarsi a chiedere più pattuglie o più controlli. Sarebbe troppo semplice. La sicurezza è certamente compito dello Stato, ma la qualità del turismo e della convivenza dipende anche dalle scelte quotidiane di ciascuno di noi. Se continuiamo ad anteporre il guadagno immediato a qualsiasi altra considerazione, difficilmente riusciremo a cambiare davvero le cose. E allora chiudo con una riflessione che rivolgo prima di tutto a me stesso e poi a tutti voi: siamo davvero sicuri di avere tutti, ma proprio tutti, il diritto di lamentarci? O forse, prima di puntare il dito contro gli altri, dovremmo avere il coraggio di guardarci allo specchio?





Una volta quelle case di cui parli venivano fittate, man mano sono state vendute e ora non portano nemmeno più il guadagno estivo che rimpinguava le tasche degli isolani.
Lo dimostra il fatto che non esistono più le sensali a cui un tempo ci si rivolgeva per fittare quelle case..
Di un periodo sfavorevole ho ricordato una particolare vacanza sull’isola, predisposta in agosto ma, che m’avrebbe distolto da ogni altro impegno futuro di tal genere!
Avevo progettato insieme a mio marito , mia figlia ,mia sorella ed a una amica comune, un periodo di quindici giorni sull’isola, prenotando una villetta in località Lacco Ameno, la proprietaria mi aveva assicurato assistenza e competenza perchè come prima volta non avevo esperienza specifica di tal tipo di vacanze.
Ella non solo e stata incombente ma, non mi ha neanche garantito una sufficiente manutenzione dell’immobile, pretendendo ch’io l’avessi tenuto in ordine gratuitamente!
Che dire… di cafoni è piena l’isola!!