LE OPINIONI

IL COMMENTO Sulla strada con Gesù

DI BERNARDO DELL’OMO

Arriva il giorno dell’abbandono, il 15 di Nisan del 30 D. C., mi picchiano, sono spogliato, derubato, annientato, un rabbino, con una bastonata mi devasta naso e occhio, mi processano di notte per eliminare in fretta e furia un testimone scomodo. Un processo-farsa, i carri armati avanzano veloci , i raid aerei bombardano tutto, i cecchini colpiscono ogni cosa che si muove, la soluzione finale: eliminare Gesù, questo criminale che va instillando nelle coscienze altrui l’amore, il perdono e un regno, quello di suo padre Dio, indebolendo geneticamente l’umanità intera. Mi scatenano contro il popolo, che non grida più “osanna, osanna”, non mi lancia più fiori e benedizioni, non stende più tappeti, non sventola più la palma, come una muta di cani, in cerca della preda, latra arrabbiato “crucifige, crucifige”. Sono indesiderato, non gradito, pericoloso, un reietto, abbandonato dalla mia stessa gente. Devo morire! Tutti si nascondono, anche quelli della mia cerchia, tranne mia madre, Giovanni, la Maddalena e pochi altri. “Dio perché mi hai abbandonato’, ma non ero il Cristo, l’Unto, il Consacrato, il Santo, l’Unigenito, il tuo volto umano? Come è difficile comprenderti, come assurdo seguirTi!

Sarà doloroso arrivare in vetta, sul Golgota, ma sia fatta la Tua volontà. Il figlio dell’uomo muore per un progetto divino. Lungo il calvario mi sputano in faccia, qualcuno piange ma non sui propri peccati, qualche altro mi aiuta. Tra la folla scorgo il volto della mia amata madre, l’unico momento di tenerezza in questa tragedia assurda. Mi commuovo, vorrei stringerla tra le mie braccia, soffocarla di baci, ma qui non è permesso. La realtà é molto cruda e violenta, alle donne di questa terra non sono permessi momenti di tenerezza fuori casa, deve soffrire senza lacrime, imprigionata nel suo mantello nero. Fra poco lascerò questo mondo, si spegnerà la mia esperienza terrena. Risorgerò al terzo giorno! Cala il sipario, consummatum est!

Di quell’actus tragicus c’è rimasto il silenzio, il vuoto, la devastazione, la morte e forse Gesù, chiamato il Cristo. Anche lui é stato consegnato alla madre e alla cerchia dei pochi amici per completare il rito della sepoltura. La nostra coscienza è smarrita, ci avevo creduto, ho seguito anch’io lungo la strada questo maestro rivoluzionario, avrei voluto trasmettere il suo insegnamento ai miei figli e ai miei alunni ma ho sentito un colpo alla testa e uno al cuore, sono morto lungo la strada con Lui con una lacrima in viso e con le braccia aperte, abbracciando il mondo per l’ultima volta e gridando “Dio mio dove sei, non nascondermi il tuo volto” .

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