IL COMMENTO Torino, l’Imam e le religioni

Mi sono sempre considerato un laico. Di sicuro non un bigotto ed ho cercato sempre di ragionare con la mia testa al di là delle varie convinzioni religiose ed etiche che mi pervengono dalla mia formazione cattolica. Nonostante quest’ultimo aspetto ho cercato sempre di calarmi nei panni degli altri appartenenti ad altre confessioni religiose come islamici, protestanti, ortodossi,valdesi, testimoni di Geova e chi più ne ha più ne metta. Forse in me c’era (e c’è) l’antico spirito latino che permetteva ai Romani di vivere in buoni rapporti con gli adepti di tutte le religioni. A tutto c’è un limite, però. Sono venuto a sapere dalla televisione in questi giorni che presso l’università di Torino un Imam islamico ha tenuto una lezione teologica. A prima vista sembrerebbe che non ci sia nulla di anormale, ma non deve essere così perché il Rettorato è intervenuto vietando il prosieguo delle teologiche lezioni. Io sono d’accordo con il Rettore e mi chiedo se fosse stato possibile il contrario, vale a dire se un sacerdote cattolico fosse andato presso un’università islamica avrebbe potuto tenere una lezione di teologia cristiana? Col cavolo che glielo avrebbero permesso. Ho parlato di queste cose con alcuni miei amici e mi hanno risposto letteralmente che non c’è nulla di male nella lezione dell’imam perché “noi siamo più civili e ci possiamo permettere questo ed altro”. Ed hanno continuato dicendo che le Università sono degli ambienti laici, aperti a tutte le culture e proiettate verso il futuro.


Tutto logico e coerente, ma, allora, perché alcuni anni fa impedirono a Benedetto XVI di tenere una “lectio magistralis” presso l’Università “La sapienza”proprio in virtù della laicità dell’istituzione universitaria? A me sembrano che si adottino due pesi e due misure. Un ‘altra notizia mi ha lasciato basito: quella secondo cui alcuni islamici che studiano in Italia pretendono che venga eliminato Dante Alighieri perché in un canto dell’Inferno viene criticato Maometto. Ora, dico io, la laicità, la permissività. la tolleranza vanno bene, ma a tutto c’è un limite! Ed un altro fatto non riesco a comprendere. In diverse parti d’Italia e del mondo sfilano cortei di studenti pro Palestina in cui i partecipanti auspicano l’interruzione dei rapporti con le università israeliane. A me la cosa sembra ridicola. A parte il fatto che quelle israeliane sono tra le migliori università del mondo, che c’entra la cultura con la guerra? Che c’entrano i professori e gli studenti israeliani con gli organi di governo e con gli staff militari responsabili delle azioni belliche? Ora io ritengo che ognuno possa avere la religione, la cultura, il modo di vivere e di comportarsi che più gli aggrada, a patto, però, che questo modo di agire valga per tutti. Il ché, però, a tutt’oggi non mi sembra che non sia valido per tutti…




