IL COMMENTO Trasporti marittimi e sicurezza atto secondo

DI LUIGI DELLA MONICA
Nel mio precedente articolo del 15 febbraio lanciavo una proposta di legislazione speciale europea per il finanziamento dell’armamento marittimo. Rispondo alla domanda di Graziano Petrucci: in che senso? Cosa proponi nello specifico? I lettori devono sapere che, per omologia, il Parlamento non è digiuno da leggi innovative e/o revisioniste di errori passati. Una novità legislativa è stata data dalla legge 162/2021, in vigore dal 3 dicembre, che modifica il Codice delle pari opportunità tra uomo e donna (Dlgs 198/2006) per provare a invertire la rotta sul ritardo femminile nella partecipazione al mercato del lavoro in Italia e a ridurre le differenze sul piano retributivo e di crescita professionale tra i due generi. Ogni due anni alle aziende con almeno 50 dipendenti viene chiesto un report analitico sulla situazione del personale, che dovrà riportare anche le retribuzioni e i premi riconosciuti ai lavoratori dei due sessi. Ne conseguirà una certificazione di parità di genere, attribuita alle aziende per attestare le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre i divari su opportunità di crescita, parità salariale a parità di mansioni, gestione delle differenze di genere e tutela della maternità: le imprese che la avranno, otterranno uno sconto dell’1% (fino a 50mila euro all’anno) sui contributi da versare.
Una goccia nel mare, ma questa conquista strenua e sudata deriva dai sacrifici della deputata del PD Chiara Gribaudo, sulla riga degli ideali di emancipazione femminile dati dalla Presidente della Camera Nilde Iotti, ha donato ai nostri giorni agli italiani questo risultato politico-istituzionale. La comunità isolana sarebbe pronta a questi e tanti sacrifici? La mia proposta è quella di inserire nel PNRR proprio un rifinanziamento del settore armatoriale per i collegamenti marittimi delle piccole isole. Lo scopo non è certamente affermare che il nostro naviglio sia inadeguato alla funzione di pubblico e privato servizio, ma di allineare gli standard tecnologici alle condizioni meteorologiche medie del mare, almeno per il moto ondoso sino ai due metri di altezza. In tal senso, diciamo che statisticamente si ridurrebbero i rischi di navigazione soltanto ai casi limite di burrasca e tempesta, assicurando ai passeggeri non avvezzi al mare una serenità neurofisiologica apprezzabile.
Scendiamo nel concreto. Pensate che il Tribunale di Ischia non sia legato a doppio filo a questo argomento? Per garantire un pubblico servizio di continuità un Magistrato deve scegliere o implementare la sua vita privata sull’isola permanentemente, ovvero trasformarsi in un Ufficiale di Marina, che regga il mare con lo stomaco di un lupo di mare. Questa è la verità. La amenità dei trasporti marittimi è legata a doppio filo alla volontà dei migliori servizi di terraferma di proiettarsi sull’isola di Ischia e su tutte le isole minori italiane. Per converso, in una realtà isolana dove tutto il carovita è salito alle stelle (benzina, gasolio, beni di prima necessità) dove non esiste l’autonomia energetica data dalla riconversione al solare, per fruire domani dei servizi essenziali di Giustizia e dopodomani della Sanità, si dovranno disporre di capitali ingenti per vivere ed a poco a poco il ceto medio-piccolo abbandonerà l’insediamento, ovvero ne resterà incolpevolmente confinato. Il legislatore è stato abile, salvo le frodi dei soliti delinquenti, nell’escogitare i bonus edilizi atti a ridestare il settore messo in ginocchio da due fattori: le lentezze giudiziarie nella liberazione degli immobili locati, le altissime tassazioni delle seconde case, volute quest’ultime dalla logica del Governo tecnico di Monti, prono alle politiche di bilancio euro tecnocratiche.
La medesima genialità non è stata applicata nel settore armatoriale. Se si guarda alle cronache giudiziarie vi è una inchiesta molto opaca ed angosciante per le pubblicità di Moby Spa ed il sito dei 5stelle: naturalmente lo cito come fatto di cronaca, senza voler esprimere giudizi di valore, ma ciò non toglie che esso sia un sintomo di malessere del mondo dei trasporti marittimi. Ebbene, la storia della legge “Gribaudo” per la parità di genere ci insegna che una piccola grande donna ha accolto nel suo seno i valori della democrazia conquistati con le armi da una anziana donna della Resistenza, approdando ad una normativa che pone i natali ad una ben più ampia rivoluzione ideologica, ancora da portare a compimento. I cittadini isolani hanno la piena coscienza dell’impatto emotivo e sociale della problematica? Sono pronti a formare una coorte di legionari politici per rivendicare la centralità legislativa del rilancio del settore armatoriale, il quale si irradia sul miglioramento delle loro condizioni di vita? Oppure soltanto perdendo il bisogno garantito dagli altrui sacrifici (uomini di mare, autotrasportatori) si prende coscienza del bisogno stesso?
Si è visto lo scenario di guerra reale e non romanzato in Ucraina della mancanza di prodotti sui banchi del supermercato. Ancora, come reagirebbero i buyers dei prodotti nelle vetrine internet se apparisse una didascalia sul sito internet “supplemento spedizione piccole isole”? Sto narrando una fantascienza? La conclusione è questa. Il finanziamento pubblico delle commesse di nuove navi è rintracciabile nelle pieghe legislative e si può rivendicare al consesso europeo, anche sulla base del progetto di rendere l’intera isola patrimonio dell’UNESCO e sul potenziamento dei servizi pubblici essenziali nella prima isola minore italiana per popolazione stanziale (pensate che Ischia intera contiene gli stessi abitanti di Potenza che è capoluogo di Regione). Una idea può essere sfruttare la riconversione ecologica, prevista dal PNRR, del naviglio per trasformare le unità di trasporto marittimo, destinata al collegamento delle isole minori, in propulsione elettrica e fornire ad esse in dotazione tutti i sistemi di stabilizzazione della cabina passeggeri in condizioni meteorologiche di media avversità (le onde di circa 1,5\2 metri si raggiungono di norma per il libeccio nel periodo autunnale o proto primaverile). Le soluzioni si trovano, ma la cittadinanza locale ne deve essere intimamente convinta, senza più aspettare la soluzione che provenga dagli oziosi salotti del potere: cari isolani l’isola è vostra e nostra.
* AVVOCATO








