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LE OPINIONI

IL COMMENTO Tribunale, autonomia, scuola: autonomia per Ischia

DI LUCIANO VENIA

Ischia intesa come sistema insulare ha una dimensione economica, civile e demografica notevole che viene poi ulteriormente potenziata dai flussi della stagione turistica. Volumi finanziari che sono pari o maggiori di quelli relativi ad alcuni capoluoghi di provincia. Nel 1959 Pier Paolo Pasolini sull’isola per un reportage pubblicato sul periodico “L’Europeo” di Rizzoli protestava vibratamente perché portandosi dal porto borbonico all’imboccatura dell’asse stradale via Roma-Corso Colonna scorgeva un fiume di gente in strada e una fantasmagoria di luce. Cinquanta anni dopo, nel 2009 un grave incidente a un cavo di alimentazione in terraferma costrinse la società elettrica a sopperire al forzoso ed esteso black out con l’invio di decine di generatori di corrente (gruppi elettrogeni) trasferiti a Ischia a bordo di grossi camion. In quei giorni la forza economica del sistema risaltò in modo inoppugnabile, i consumi di quell’agosto toccavano lo zenith. Così come va ricordata la grandiosa anche se disordinata curva dello sviluppo economico negli anni ottanta, quando il turismo straniero, in primis quello tedesco e l’afflusso di turisti italiani consolidò un grande quadro finanziario. La fioritura di negozi, bar, ristoranti, stabilimenti ha dell’incredibile e forse con pochi precedenti in aree prive di grandi “giacimenti culturali” come le città d’arte di Venezia, Roma e Firenze. I dati sono completati dal riferimento agli affari immobiliari, al complesso delle transazioni commerciali, al giro dei titoli di credito e alla operatività degli istituti Bancari e per essi in primis dal Banco di Napoli volano autentico di sviluppo ed esempio concreto e felice di banca del territorio.

Ischia durante il lockdown di marzo-maggio 2020 e in quello in corso sta pagando un prezzo altissimo per la chiusura degli alberghi e la sospensione di molte attività commerciali, di servizi, dell’artigianato travolgendo anche le professioni come effetto ultimo. Ma lo tsunami che ha investito tutto ha coperto in modo particolare aziende e lavoratori, privati di certezza e di entrate sufficienti a organizzare e pianificare il futuro. Va da sé che nonostante molte misure di tamponamento le criticità sono elevate e gli indicatori sono molteplici. A partire dalla difficoltà delle famiglie per le spese essenziali – acqua, luce, gas, farmaci, cure, alimentazione, vestiario – pur con ausilio e supporto della carità cristiana e di alcune strutture pubbliche. Ma molta sofferenza rimane sommersa come la parte inferiore e maggioritaria di un iceberg. Un imprenditore non sa e non può programmare alcunchè in questo contesto: dalle scorte alle assunzioni agli investimenti; peraltro, in un quadro giuridico mutevole, friabile e debole che si aggiorna a una rapidità inaccettabile per un paese che ha conosciuto Giustiniano, si è affidato a un Ministro della Giustizia di assoluta genialità come Alfredo De Marsico e ha approvato la cosituzione del 1948, nella sua prima parte intrisa dei piu’ avanzati traguardi sociali. Tuttavia Ischia ha grande resilienza. Lo ha dimostrato affrontando ma non superando la grave crisi dell’evento sismico-vulcanico del 21 agosto 2017 e quello che di catastrofico sul piano economico ne é derivato con un atteggiamento di molte banche davvero grave e inaccettabile verso famiglie e imprese e verso cui i sindaci non hanno saputo o voluto rispondere con la dovuta energia. Esse hanno avuto il coraggio nel 2018 e 2019 di richiedere il rientro di fidi e mutui del tutto incuranti di quello che si era verificato e dell’impatto sulla vita degli isolani e sul sistema economico. Un atteggiamento che fu definito da autorevoli politici “di raffinato e involontario sciacallaggio”. Abbiamo da ridare slancio all’isola di Ischia e lo possiamo fare con una idea nuova nella quale ricomprendere tanti spunti e dare loro una forte base giuridica e una superiore consistenza. Cosi l’ansia di cambiamento che taluno sacralizza nella ipotesi di un Comune Unificato invece di sei, la comunità Isolana di Salvatore Lauro, la mia stessa idea di una Istituzione ad hoc per l’oltremare italiano possono trovare riconoscimento in senso gentiliano in una superiore astrazione che diventi “singolarita’ plurale” ovvero sia finalizzata ad una maggiore Autonomia per Ischia ai sensi dell’articolo 119 della Carta Costituzionale in lettura congiunta con gli articoli 118 e 120 e in assoluto ossequio all’art. 2 dello Statuto della Regione Campania; e persino in quello della Citta’Metropolitana che consente di aggregare gruppi omogenei, e in questo caso contigui, di Comuni. La sanita’ con l’ospedale da potenziare e il gap di servizi, risorse finanziarie, mediche, paramediche e strumentali e’il primo obiettivo della mia proposta per l’Autonomia. I grossi introiti derivanti dalle cure termali e in generale dai ticket insieme ad altre risorse statali e regionali devono essere specificamente destinati a una nostra azienda sanitaria locale in virtu’ di una specialita’ che fu oggetto dell’articolo 158 del Trattato delle Comunita’ Europee.

Una specialita’ che non solo fotografa il disagio ma vi da risposta in ossequio all’articolo 3 comma 2 della costituzione. Siamo grandi come una media citta’ capoluogo di provincia, servono forti potenziamenti dell’ospedale; anzi ne servirebbe uno piu grande e per questo avevo pensato anni fa al Centro polifunzionale di ischia. Inoltre Forio merita ambulatori e pronto soccorso e va riaperto quello nel comune di Ischia. In secondo luogo la questione Giustizia, il Tribunale (e l’Ufficio del giudice di pace) vanno potenziati; non basta piu battersi per la stabilizzazione ma occorre lavorare per ottenere un Tribunale di Ischia come lo hanno Chieti e Sulmona; ai numeri di Chieti e provincia arriviamo con l’utenza turistica mentre Ischia ha il triplo degli abitanti di Sulmona a cui si intende fanno riferimento alcuni altri piccoli comuni. Ma in termini di procedimenti penali e civili, in primo e secondo grado e con i procedimenti di volontaria giurisdizione in uno ai problemi dati dalla separazione naturale, dall’alea delle condizioni meteo e della durata del tragitto via mare Ischia ha il diritto di avere un proprio autonomo Tribunale. Via la dicitura “sezione distaccata” quindi e subito un autonomo tribunale con le necessarie risorse. Anche il termine “stabilizzazione” denuncia qualcosa di grave, si stabilizza un malato per non farlo morire salvaguardandone i parametri vitali. Ma la Giustizia non vuole solo sopravvivere e non e’un malato bensi’ il Sole della Repubblica e deve dare risposte precise e sicure al cittadino; ed esige la giovinezza rapida delle decisioni, la certezza del diritto, l’agevole conclusione dei procedimenti e il loro semplice avvio, risorse e strumenti, spazi, aule, sale e magistrati, cancellieri, applicati in numero congruo. Anche questa e’una battaglia essenziale come ha riconosciuto lo stesso Presidente dell’Associazione degli Avvocati l’amico e collega Gianpaolo Buono. Peraltro una commissione di cui sono membro sta lavorando a un nuovo Statuto che regoli la vita di assoforense aprendola alla societa’ civile e al dialogo e alla cooperazione con gli enti e le istituzioni. Potremmo fare altri esempi, ma una forte autonomia costituzionale darebbe vigore a una nuova politica pubblica e a un rafforzato agire delle imprese e dei professionisti con maggiori risorse ed interlocutori di prossimità certo più attenti ed efficienti nel dare risposte alle istanze del Sistema Ischia. Chiedo ad esempio che ci stiamo a fare in una Asl Napoli 2 nord che abbraccia territori lontani e non omogenei per vocazione e contiguita’? Si certo, Capri con ua strana decisione e’ stata incorporata nella Asl Napoli 1, ma questo non credo abbia risolto tutti i problemi dei capresi. Ischia non e’ una Colonia. Vi e’ necessita’ di grandi risorse per realizzare l’Isola Futura in rapporto alla sua importanza, alle sue dimensioni demografiche ed economiche, al suo valore turistico e civile. E se le assemblee elettive dovessero dimenticarlo si dovranno esperire tutti i rimedi offerti dall’ordinamento a partire da quelli indicati alla fine del titolo V della Carta Fondamentale. Autonomia per Ischia e’ un obiettivo che tutti i sindaci, i partiti, le associazioni possono condividere e rilanciare per un nuovo periodo di sviluppo.

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