IL COMMENTO Turismo, cambiare per difendere Ischia

DI ANTIMO PUCA
Operatori turistici, accompagnatori di gruppi, imprenditori, albergatori, commercianti e titolari di agenzie di viaggio. Dietro ognuna delle figure sopra citate c’è un’economia che nessuno considera. Ci sono agenzie e tour operator che organizzano, aziende di trasporti che danno lavoro a più autisti, hotel che accolgono clienti, il personale dell’albergo che può lavorare e mantenere la propria famiglia, guide che fanno il proprio lavoro e illustrano le bellezze dei nostri luoghi diventandone “Ambassador”, ristoranti e negozi che acquisiscono nuovi clienti. E poi ci sono società di navigazione e di noleggio barche che spostano passeggeri. Insomma, un intero mondo che forse si vorrebbe cancellare perché non si è in grado di gestire il traffico su strade che, ovviamente, non sono state progettate per questo, ma che sono le uniche a disposizione. Il problema del traffico riguarda tutti: auto, moto, camion e camper. Spesso, più che i bus, sono le auto a causare blocchi, magari per inesperienza o distrazione sulle strade strette. Servirebbe più buon senso, coordinamento e un sistema di trasporti pubblici e di navigazione realmente efficiente: navi, aliscafi, battelli più frequenti, orari differenziati per i gruppi, collegamenti bus più regolari.
Quando mancano i visitatori stranieri, tutti invocano il turismo di prossimità per sopravvivere. Ma certe azioni limitano e impediscono l’accesso ad alcune categorie turistiche. Sarebbe necessario un coordinamento tra sindaci, amministrazioni e Comuni per un confronto con tutte le parti coinvolte. Il turismo non è fatto solo di vip e yacht, ma anche di gruppi che arrivano in pullman e che, con la loro presenza, sostengono l’economia locale.
Il proliferare di lamentele e divieti spesso finiscono per colpire proprio chi porta qui i visitatori. Un bersaglio sono i pullman e turistici, accusati di bloccare le strade isolane e creare disagi ai residenti. Certo, il traffico è un problema reale. Ma non può essere risolto con divieti drastici e senza un dialogo con chi lavora nel settore. Sulle Strade Statali si presenta il traffico come una Operazione Suicidio prima per la gente a piedi. E’ uno stress enorme, per esempio, fare la strada da Castiglione. Viene promosso e incentivato un modello turistico aggressivo, volto a massimizzare l’afflusso e i profitti. Poi si scopre che quel modello è divenuto insostenibile. Traffico, folle di turisti, mancanza di spazi pubblici, costante emergenza sanitaria, invivibilità e conseguente scomparsa della nostra comunità. Chiusi entrambi gli occhi su concessioni, parcheggi selvaggi, abusi edilizi. Questo triste dipinto può avere due risvolti: Uno negativo. Continuando a non far niente. Basta fare come si è sempre fatto. Ed uno positivo. Iniziare a lavorare seriamente per il bene di questa comunità. Costruzione di bagni pubblici; Previsione di un numero adeguato di vigili e ausiliari del traffico nei luoghi cruciali; Installazione di tabelle intelligenti in grado di segnalare in anticipo il numero di posti auto disponibili all’interno del paese; Nuova progettazione della banchina per permettere le operazioni di imbarco e sbarco in sicurezza per traghetti e charter; Progressiva pedonalizzazione del centro.
Un suggerimento è quello di investire tutte le risorse economiche e tutte le energie mentali in due settori che sono stati trattati in maniera troppo superficiale: sanità e ambiente. Gli amministratori hanno il dovere di prendere delle decisioni nell’interesse della comunità, riuscendo a guardare lontano e considerando in anticipo gli effetti negativi che queste potrebbero avere. Bisogna difendere Ischia, la sua bellezza, la sua unicità, la sua storia, la sua vera ricchezza.






