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IL COMMENTO Turismo, non è il momento di cullarsi sugli allori

Ribadisco la ottima stagione in termini di presenze e fatturato fino a oggi. Mesi che mitigano un po’ i due terribili anni precedenti. Ma le preoccupazioni sembrano non lasciarci. Anche settembre, per i pochi dati a disposizione, risulta avere ottime percentuali di occupazione. Insistiamo con i nostri soci, nel mantenere un prezzo congruo, il target dei nostri clienti deve essere migliorato, molti lo stanno facendo, ma non ancora tutti hanno compreso il valore dell’isola e quindi continuano a svenderla. Considerei da oggi la denominazione di: imprenditoria in parte poco attenta alla necessità di far crescere la qualità e il target di ospiti che si reca a visitare la nostra meravigliosa terra. Dobbiamo lavorare perché quei venti giorni di agosto non diventino il solito Over Tourism, “per non dire altra cosa”, che guasta tutta l’offerta isolana. Over Tourism per lo più creato dalle affittanze abusive ma anche da strutture ricettive che fanno poca selezione spesso per mancanza di professionalità. E a tal proposito, mi preme davvero ringraziare sentitamente le forze dell’ordine per gli interventi volti a mitigare questo fenomeno: continuare su questa strada, probabilmente, magari servirà pian piano a debellarlo totalmente o almeno in gran parte.

Ma perché continuiamo a chiedere come è andata la stagione? Un monito a tutti, la stagione non è finita! Abbiamo due mesi davanti fondamentali per ottimizzare i fatturati e garantire qualche mese in più di attività lavorativa ai nostri collaboratori. Anzi proviamo a posizionare eventi che possano arricchire questi periodi e oltre. Facciamo sì che la nostra operatività trovi ogni anno un motivo in più per destagionalizzare ed arrivare fino alle festività natalizie. Ci vorrà tempo, ma risulta essere una strada obbligata se non vogliamo spopolare l’isola d’inverno. Tutto lo sforzo si sta vanificando a quanto pare? Mi riferisco al caro vita… Possiamo dire che ”Le aziende, che con grande fatica stavano tentando di rimettersi in marcia dopo due anni devastanti, sono di nuovo in debito di ossigeno e non riescono a pagare le bollette. Sinora gli alberghi hanno resistito, ma guardiamo con preoccupazione a quel che potrà accadere nei prossimi mesi, con il prezzo dell’energia che continua a crescere e le condizioni generali del mercato a dir poco incerte, tra inflazione galoppante e avvisaglie di recessione”.

I dati ai quali faccio riferimento ho avuto modo di visionarli nella mia qualità di presidente di Federalberghi Ischia e Procida e tengono conto della lettura dei risultati di un’indagine condotta dal centro studi della nostra associazione, che ha esaminato nel dettaglio le bollette emesse da 15 gestori, relative a un campione di oltre 2.000 camere d’albergo, di tutte le regioni italiane. In media, il conto del mese di luglio 2022 è risultato più che triplicato rispetto a luglio 2021. Significa che oltre il 18% del volume d’affari del settore viene assorbito dal pagamento delle forniture di energia elettrica e di gas. Trovo imbarazzante sapere che, in un periodo dove le aziende energetiche dichiarano utili mai visti negli ultimi venti anni, frutto di una speculazione, a scapito di aziende piccole e grandi che rischiano di chiudere, il governo continui con dichiarazioni stampa parlando del nulla. Chi governa sapeva da dicembre di un caro energia in atto. L’unica cosa che hanno saputo dirci, a ferragosto, è stato: “le aziende Energetiche non hanno risposto alla nostra domanda”. Intanto noi paghiamo. Poi sempre il governo attende di ricevere, da una tassazione straordinaria incostituzionale, soldi che magari lo stato darà indietro solo a chi vorranno loro. Secondo voi la mia domanda è: “Forse c’è un po’ di malafede?”. Poi sempre il governo attende di ricevere, da una tassazione straordinaria che molti reputano iniqua, infatti dei 4.5 mld al momento sono 1 è stato versato, una soluzione che loro reputano a breve termine. Ma avevamo bisogno di questa misura di intermediazione dello stato? E poi lo stato quanto ci metterà a riversarli? Non era più immediato effettuare un risarcimento / sconto sulla prossima bolletta?

Comunque a livello Nazionale con Federalberghi abbiamo presentato i nostri suggerimenti, la prima urgenza è costituita dalla sterilizzazione degli aumenti, fissando un tetto al prezzo del gas e dell’energia elettrica e riconoscendo un credito di imposta che compensi gli aumenti record sin qui registrati. È una misura che serve a tutte le nostre imprese, sarebbe una beffa se gli aiuti venissero riservati solo ai cosiddetti settori energivori che già in passato hanno beneficiato degli incentivi. È inoltre importante inoltre sancire il diritto alla rateizzazione delle bollette, che oggi viene accordata dai gestori in base a criteri discrezionali. Altrettanto importante è la possibilità di far accedere alla cassa integrazione i dipendenti delle aziende che sospenderanno l’attività, senza costi per i datori di lavoro e con un pacchetto di ore ad hoc’. Occorre poi un altro tassello fondamentale, quello cioè che alle misure necessarie per fronteggiare l’emergenza si debba affiancare la promozione del ricorso alle energie rinnovabili, eliminando i vincoli all’installazione dei sistemi fotovoltaici nei centri storici e consentendo la realizzazione di comunità energetiche anche tra soggetti che non sono alimentati dalla stessa cabina di trasformazione. Anche questo è un passaggio non più procrastinabile se vogliamo garantire un futuro alle nostre aziende ed a coloro che vi prestano servizio.

* PRESIDENTE FEDERALBERGHI ISCHIA E PROCIDA

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