LE OPINIONI

IL COMMENTO Tutti i dubbi sul progetto ai Pilastri

DI ANTIMO PUCA

Il progetto di viabilitá e rotatoria ai Pilastri é l’ennesimo specchietto per allodole di un’Amministrazione comunale che sulla gestione dei cantieri continua a collezionare un fallimento dopo l’altro. Forti le preoccupazioni legate alla tutela dell’antico acquedotto di Buceto, ai disagi per i commercianti e a contenziosi legali. Il piano da 850.000 euro varato dal Comune per sbloccare l’incrocio tra via Michele Mazzella, via Spalatriello e via Acquedotto ha sollevato diverse criticità:
1. Esposto dell’opposizione e rischi strutturali – A fine settembre 2026, i consiglieri di minoranza Antonio Mazzella e Pasquale Balestrieri hanno presentato un esposto-denuncia formale alle autorità (Arpac, Asl, Vigili del Fuoco, Comune e Commissario alla ricostruzione). Segnalano forti criticità nel cantiere, tra cui: Fessurazioni e distacchi di pietre dall’antico acquedotto storico di Buceto; Accumuli continui di terra e polveri lungo via Arenella; Richiesta urgente di verifiche sulla sicurezza dell’intera area circostante; 2- Scontro sugli espropri e contenziosi legali. È esploso un duro contenzioso sulla proprietà delle aree private necessarie alla realizzazione del primo lotto dell’opera (il nuovo varco carrabile da aprire nell’Acquedotto). Il Comune ha rivendicato la proprietà per usucapione di una parte del terreno, scatenando una battaglia legale guidata dai privati coinvolti che rischia di rallentare i tempi di attuazione.

3. Proteste di commercianti e residenti – Le associazioni di categoria e gli esercenti della zona hanno manifestato aperto dissenso e chiesto ripetutamente correttivi al piano originario. I motivi principali riguardano: Spostamento delle attività storiche: La ricollocazione forzata di attività radicate nell’area (come la storica fioraia); Mancanza di parcheggi: Le associazioni, pur riconoscendo la necessità di fluidificare il traffico, lamentano la totale cancellazione di aree di sosta commerciali e chiedono la creazione urgente di un parcheggio limitrofo; Dubbi sulla reale efficacia: Parte della cittadinanza teme che la rotonda non risolverà l’imbuto causato dai mezzi pesanti (che rappresentano l’80% del transito in quella zona nevralgica), spostando semplicemente il caos su via Arenella. Questa rotatoria non risolverà il traffico se le persone continueranno a parcheggiare davanti alle attività che ci sono tra panettiere, bar e supermercati. Vale lo stesso se non eliminano le svolte per chi va verso Barano e pretende di entrare al supermercato svoltando a sinistra o al distributore di benzina. Inoltre il traffico pesante continuerebbe a passare sotto l’arco principale perché i camion avrebbero difficoltà a fare il giro indicato venendo da Barano. Questo significa che per loro così come per gli autobus verrebbe mantenuto il passaggio attuale nei due versi andando a vanificare l’effetto, visto che a quel punto nessuno seguirà il giro proposto scendendo da Barano (se non si trova il modo di fare a solo senso unico da Ischia a Barano).
Cosa da non sottovalutare è la valutazione del rischio idraulico ed idrogeologico perché li di fianco c’è il vascone che recupera le acque che scendono dalla Renella e già ora si vede che ogni volta che c’è brutto tempo la strada si riempie di terra e detriti. Serve una libertà nobile che ci permetta, attraverso il voto, di vigilare sul potente e di esprimere un contributo alle cause di tutti. Una piena libertà che ci consenta di essere uomini sui iuris, in lotta contro ogni pericolo totalitario ed educare allo Spirito critico, alla Virtù civile e allo stupore nell’ascolto del “Tu”. Il voto acquisisce un Valore prezioso in quanto offre all’individuo l’opportunità di raccontare sé stesso e di esibire una Coscienza civica. Che le urne possano diventare la sede naturale della coscienza consapevole.

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