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LE OPINIONI

IL COMMENTO Un lenzuolo bianco sulla Festa di Sant’Anna

di Marco Martone

È andato via il 26 luglio, come un giorno qualsiasi, come se sull’isola fosse sceso un lenzuolo bianco, per coprire la sua storia. Come se non contassero i ricordi, le emozioni, le voci e le luci. E ancor più dell’evento in sè, ciò che fa più male a chi ama questo giorno (da sempre diverso dagli altri), è la rinuncia all’attesa, al contare le ore che mancano per potersi organizzare, andare sugli scogli di Ischia Ponte, sulle barche o sul pontile, per far parte dello spettacolo, per sentirsi protagonisti di qualcosa che coinvolge e che ti isola dal tempo e dallo spazio.

L’attesa per la Festa di S.Anna, sull’isola verde, comincia nel momento stesso in cui l’ultima barca allegorica termina la propria sfilata e sul Castello Aragonese si accendono le luci di un incendio che illumina la baia di Cartaromana e regala agli spettatori uno spettacolo che ogni anno sembra più bello e che come ogni anno diventa indimenticabile. Da quel momento si pianifica già l’edizione del prossimo anno. Si pensa alle barche nuove, a come realizzarle, a quali idee trasformare in cartapesta.

Un palcoscenico naturale che diventa l’ombelico del mondo, il centro di tutto, un piccolo universo da vivere in estasi. Anche questa volta l’attesa per la festa, per la sfida tra i comuni isolani e Procida, che gareggiano per la barca più suggestiva e più originale, per i fuochi d’artificio e per le sirene delle barche che suggellano l’evento è stata spasmodica. Forse più degli altri anni, perché da quell’8 marzo, data che ha segnato l’avvio della quarantena e l’inizio di un tunnel dal quale l’Italia sta cercando faticosamente di uscire, non c’è ischitano che non abbia rivolto, almeno una volta, un pensiero al timore che quella festa, tanto attesa, potesse essere in qualche modo pregiudicata, dal virus maledetto.

E alla fine è stato così. L’annuncio è arrivato ad inizio mese ed era una sentenza già scritta. Due righe affidate alla stampa e tanta tristezza… “Ora è ufficiale, è stata annullata l’edizione 2020 della Festa a Mare degli Scogli di Sant’Anna del prossimo 26 luglio ad Ischia”. E così l’evento a cui assistono ogni anno decine di migliaia di persone da terra e da mare e che verte sulla sfilata delle barche allegoriche nella baia di Cartaromana, che avrebbe quest’anno registrato la sua 88esima edizione è stato annullato “per l’impossibilità di assicurare il rispetto delle normative anti contagio vigenti”, così ha spiegato il sindaco di Ischia Porto, Vincenzo Ferrandino.

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E che si tratti di una circostanza davvero particolare, lo dimostra il fatto che nel corso della sua storia, due sole volte l’isola ha dovuto rinunciare ad una delle sue più care tradizioni. La Festa di Sant’Anna, infatti, era stata annullata solo durante la seconda guerra mondiale e nel 1954 per i festeggiamenti del centenario dell’apertura del porto di Ischia. Subito dopo la fine del lockdown l’amministrazione comunale e gli organizzatori storici avevano lavorato ad una ipotesi ridotta dell’evento, un “omaggio” a Sant’Anna che prevedesse solo un concerto dal vivo, l’incendio del Castello Aragonese ed i fuochi pirotecnici finali con spettatori limitati ma anche in questo caso non c’erano garanzie di distanziamento sociale ed osservanza delle prescrizioni sanitarie per impedire la diffusione del coronavirus.

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Non è il solo evento rinviato o annullato, sull’isola, nel corso di questa estate così ricca di incognite e incertezze. E’ capitato con le feste patronali, gli eventi mondani e succederà anche per la sfilata di S.Alessandro. Ma la rinuncia alla Festa di S.Anna è qualcosa di diverso. E’ un inesorabile arrendersi a un nemico più forte, per quanto invisibile. È lo sfiorire delle illusioni, quelle che viaggiano sulla prua di una barca per poi spegnersi, malinconicamente, sulla scia di un fuoco d’artificio.

* DIRETTORE SCRIVONAPOLI



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