LE OPINIONI

IL COMMENTO Un mare di guai

Gli isolani in questi giorni stanno verificando le serie difficoltà che li attanagliano. Dopo l’assunzione di responsabilità da parte dei Sindaci, con il patto sulla salvaguardia dell’ambiente, ci saremmo aspettati, noi cittadini, l’avvio di provvedimenti seri che facessero capire ai cittadini che non si può continuare a stare alla finestra a guardare ma che ora di contribuire,anche con sacrifici, alla nuova scelta amministrativa. Invece si notano fughe in avanti. Parlo della volontà dei Sindaci di acquistare una nave per il trasporto della spazzatura alle discariche in continente. Sconsiglio questa scelta. La complessità di gestire una nave è enorme ed un istituto pubblico come il Cisi si troverebbe, a lungo termine, in difficoltà. La mia esperienza di comandante di navi per lungo tempo mi porta a questa conclusione. Se qualche sindaco ritiene di prendere in considerazione quanto da me asserito mi ritengo a disposizione. Comprare una nave e gestirla deve presupporre uno studio serio sia finanziario che economico. A mare esistono forme alternative a quelle di essere armatori.

Esistono contratti a scafo nudo ,contratti a scafo con equipaggi,a time charter ecc.ecc. che eviterebbero una gestione da armatori veri e che darebbero certamente un costo non eccessivo come quello con l’attuale consorzio. Non si compra una nave che presuppone lo status quo del sistema.

Il sistema spazzatura sull’isola va affrontato complessivamente da tutti i Comuni per arrivare a mandare in continente in una prima fase solo l’umido dato che per le altre cose sarebbero i consorzi ritirare sull’isola quello che non è umido. Francesco Del Deo, come ex armatore, non credo che assumerà la decisione di far comprare al Comune una nave salvo che non abbia interessi politici diversi dalla soluzione del problema. Avevo sollecitato i miei sindaci a prendere in considerazione un piano isolano per la N.U. sfruttando il sottosuolo di un campo sportivo di Forio come ubicazione di un impianto. Io spero sempre che la classe dirigenziale che amministra l’isola abbia voglia di pensare.

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