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LE OPINIONI

IL COMMENTO Vi racconto l’isola dei sogni

DI LUIGI DELLA MONICA

Ho scritto tanto sulle bellezze ischitane e sulle cose che non possono essere tollerate, ma brutalmente la realtà ci ripiomba nel quotidiano di tutti i giorni. Il comune di Ischia avvia una iniziativa lodevole, a mio sommesso avviso, di adottare il volto di “batman” Taglialatela per esortare alla calma ed al silenzio nelle pubbliche vie e nelle abitazioni private, tentando di evitare sregolatezze e smodati festeggiamenti di euforia ed isteria collettiva, durante le vacanze. Rispetto a questo primo passo, credo che si dovrà approdare al divieto di passeggiare a torso nudo ovvero a piedi scalzi; di praticare pic-nic in strada e sulle spiagge libere.

La scorsa domenica mattina sulla spiaggetta “Miramare”, piccola oasi di convivenza pacifica fra isolani e forestieri, l’addetto della pulizia dei bidoni rimuoveva diversi chilogrammi di bottiglie, cartoni di pizza, tovaglioli ed altri imballaggi di cibo d’asporto, che tanto volume e peso non riusciva da solo ad operare, ottenendo il valido aiuto di due uomini anziani. A parte la lodevole improntitudine di questi due bravi signori ed il grondante di sudore netturbino, si riscontra un bisogno immediato di inibire le spiagge libere al consumo dei pasti d’asporto, ovvero dotandole di bidoni non solo per la frazione indifferenziata, ma anche per i parametri delle tanto lontane all’orizzonte bandiere blu. A ciò si aggiunge che mercoledì mattina, l’incaricato di “Ischia Ambiente” alla rimozione dei piccoli rifiuti con retino sollevava decine, centinaia di sigarette usate, che certamente in epoca COVID non erano garanzia di igiene pubblica per un arenile calpestato da bambini ed anziani.

Una lamentela diffusa è stata anche manifestata per il conferimento selvaggio dei sacchetti sulle vie pubbliche.

Sempre mercoledì mattina verso le ore 09.30 e fuori dal nastro orario consentito, una signora di circa 70 anni dalla provenienza geografica incerta, che non riconoscevo né fra le isolane, né fra i turisti, con una mano impugnava la seggiola da portare sulla spiaggia e con l’altra faceva cadere in terra un sacchetto con rifiuti non coerenti con la frazione raccolta: ciò accadeva a Via Pontano, lato cantiere parcheggio la Siena, davanti ai miei occhi. Un gesto incivile e penalmente sanzionabile, che dovrà assolutamente essere condannato ed evitato, ma una riflessione andrebbe certamente meditata.

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Il problema non involge certamente le strutture alberghiere, ma le abitazioni private, tanto dei residenti, tanto delle seconde case che si popolano nel periodo estivo, tanto in quelle adibite a locazioni ad uso turistico ricettivo.

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Il piano conferimento a fasce orarie, zone e giorni predeterminati è sicuramente incongruo rispetto ad un isola che per tre mesi all’anno quadruplica le sue presenze umane.

Compostaggio e termovalorizzatori a parte, terreno minato per cui centinaia di migliaia di ecologisti griderebbero allo scandalo, tutta la spazzatura prodotta sull’isola viene trasbordata sulla terraferma, ma oggettivamente trasforma le abitazioni private in piccoli siti di stoccaggio, tali da indurre il cittadino a scegliere se coesistere con la spazzatura, ovvero commettere un’infrazione al codice penale e tentare il sacchetto selvaggio. Ancora, molti forestieri occupanti le seconde case concesse in affitto ignorano queste regole di conferimento, vuoi per loro idiosincrasia alle regole, vuoi per mancanza di indottrinamento dei padroni di casa isolani, gioiosi per l’incasso portato dall’affittuario e non curanti del potenziale scempio all’ambiente che può cagionare il loro cliente, se non adeguatamente informato. A mio sommesso avviso dovrebbero pubblicarsi opuscoli informativi sull’isola per i turisti, intitolati: “Benvenuti a Ischia, l’isola più bella del Mondo, l’isola delle regole e dell’educazione”.

In questi libricini si dovrebbero, a parte pubblicizzare le attività turistico ricettive, che potrebbero sponsorizzare l’iniziativa indicare le fasce orario di silenzio, il vademecum del conferimento rifiuti ed anche, perché no, un dress code da ischitano. Nessuno può negare che la cugina Capri faccia impazzire i turisti per il c.d. bianco Capri, l’isola potrebbe escogitare, al fine di indurre certi personaggi adusi al passeggio a torso nudo, il colore verde, verde smeraldo come il riflesso del suo mare popolato dalla posidonia. Sono perfettamente d’accordo con il caro Franco Borgogna in ordine all’affitto estivo delle seconde case, come strumento di ridistribuzione della ricchezza, limitata ai soli albergatori sull’onda degli investimenti del Com. Rizzoli nel ventennio 50-60, ma le antiche sensali che mia nonna andava a cercare al porto Salvo, verso il periodo di fine maggio-giugno erano donne dall’istruzione elementare, ma sagge nel selezionare i forestieri che desideravano villeggiare per il periodo luglio-agosto e, spesso, si instauravano rapporti umani ed amicali che inducevano a confermare sulla parola la casa da un anno, all’altro. Tale consuetudine garantiva in modo pacifico, non scritto, una presenza di ospiti di elevata qualità umana e culturale.

Negli anni 80’, particolarmente a partire dalla seconda metà sino al “millenium bag” Ischia in zona Mandra, San Pietro, San Ciro, Casamicciola zona Perrone ed adiacente ai vicoli di Corso Luigi Manzi, Lacco Ameno nei vicoli del Corso Angelo Rizzoli, Forio dalla Chiaia fino al Cuotto (vedasi notizia 10 agosto 2022 per B&B abusivi), erano letteralmente assediati da orde di campani assoluti padroni della notte e delle spiagge, che addirittura avevano indotto diversi isolani non impiegati nel settore turistico a trascorrere le ferie “fuggendo” lontano da Ischia, acquistando seconde case in montagna ovvero in altre località più tranquille. Tutto questo è cessato e siamo nell’orizzonte ameno del ritorno del turismo internazionale, di provenienza statunitense, tedesca, francese… Un altro sogno che mi prefiguro nella mente di visionario è una isola regolamentata da accosti legalizzati ed in sicurezza della navigazione. Ho già citato il progetto del campo boe del giovane Umberto Cuomo, ma per superare eccellenze di recettività del diportismo nautico, c.d. alla francese sul tipo Costa Azzurra, Ischia deve dotarsi di un booking digitalizzato di posti barca, oltre che di maggiore sorveglianza della circolazione.

Utopia, idiozia, volo eccessivamente alto?

Nessuno dimentichi un dato incontrovertibile: da un garage di Cupertino, tre giovani hanno decretato il consolidamento del primato americano sul Mondo. Steve Jobs ha creato “Apple” affamato di follia e di sogni, che ha inventato un sistema informatico talmente chiuso ed impermeabile agli hackeraggi che per diversi decenni ha protetto tutti i codici vitali per la sicurezza nazionale americana e della NATO, impedendo le violazioni russe e cinesi e di fatto mantenendo il primato della vetta del Mondo per l’economia reale e digitale americana, di cui noi traiamo beneficio tangibile. Il diportista, salpando da Formia, dai moli turistici del Golfo di Napoli, oppure dalla Costiera Amalfitana, potrà sapere in anticipo il punto di accosto e di approdo della sua unità navale, con enorme risparmio di risorse economiche in termini di carburante e di eco sostenibilità, perché gli sarà possibile ancorarsi a corpi morti alloggiati in aree marine sottovento e nel rispetto dei fondali che ospitano le praterie di posidonia, vigilati da marinerie esperte ed avvedute.

Per un uomo di mare è indiscutibile che dovrà consultare le condizioni marine con l’applicazione del Meteomar, scientificamente attendibile e fallibile per un margine dell’0,2%, ma una presenza di operatori qualificati a vigilanza dei campi boe avrebbe evitato un incidente, fortunatamente senza conseguenze per cose e persone, come quello del 09 agosto 2022 lato Ponente castello aragonese. Alle ore 17, un gommone 5 metri, proveniente da un noleggio isolano, era in avaria per il mare ingrossato tutti sapevano dell’allerta meteo. A bordo vi erano due stranieri di sesso maschile ed una ragazza, la quale era stata colta da una crisi di panico, urlando a squarciagola per la paura.

Il gommone si arenava con la chiglia e l’elica motore fuoribordo…se non fosse stato per il magistrale e provvidenziale Luca Vittozzi, alias “MO VENG”, gestore del punto di rinfresco con limonate ed altri succulenti agrumi “La Spremuta”, sotto il Castello Aragonese, l’amico Roberto Buccelli ed il Signor Gianni Mattera, presenti sul posto, la furia del mare avrebbe scagliato la parte morbida del gommone contro gli scogli e ci sarebbe stato naufragio. Luca ed i suoi cooperanti si sono immersi in acqua fino al petto ed hanno coadiuvato questi ragazzi per consentire il disincaglio con molta difficoltà per il mare agitato, il panico degli occupanti e la loro imperizia nautica.

Se i turisti avessero fruito della professionalità dei gestori dei campi boe, ovvero fossero stati informati dell’allerta meteo da alcuno qualificato del settore, anche mediante un’apposita applicazione sul cellulare in lingua inglese, non avrebbero rischiato la vita. Un ultimo sogno, mi si consenta di catturare l’attenzione dei lettori, è quello di un’isola petfriendly.

Non credo sia possibile, geomorfologicamente per Ischia, come avviene in Corsica, prevedere delle spiagge per cani, ma per incentivare i turisti alla corretta conduzione degli amici a quattro zampe, non solo bisogna accanto alla macchinette per il pagamento della sosta auto installare distributori di sacchetti per le deiezioni, ma anche implementare strutture di agilità per i cani, pubbliche e private, nonché “start up” di giovani per il servizio a pagamento del “dog-sitter”, così si creerebbe una disciplina tutta ischitana dell’amore verso i cani, in perfetta armonia fra ospiti, residenti e mondo animale ed un’iniziativa economica privata fruttuosa ed alternativa alla sola ristorazione e fittacamere. I sogni sono costruzioni della mente di un uomo dormiente, ma se si lavora in piena onestà intellettuale per plasmarli alla realtà concreta, essi diventano strumenti di benessere, presente e futuro. L’estate 2022 dovrà essere il punto di partenza per un’Ischia migliore del passato.

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