LE OPINIONI

IL COMMENTO Zeudi e la retorica della bellezza anti-Gomorra

Può la vittoria di una  giovane ragazza, bella come il sole, essere offuscata da una valanga di retorica e qualunquismo? A giudicare da quanto sta accadendo, dopo l’elezione della nuova miss Italia, una ventenne napoletana di Scampia, sembrerebbe proprio di si. La vittoria di Zeudi Di Palma è stata l’ennesima occasione per trasformare qualcosa di assolutamente normale, in un evento da celebrare in maniera quasi sociologica, come una sorta di riscatto morale, di rivincita del bene sul male, di emersione dal degrado e l’indifferenza. La sensazione, insomma, è che si debba per forza dimostrare che a Napoli tutto, per chissà quale oscuro motivo, debba avere un significato diverso da quello che la realtà propone in tutta la sua semplicità. Ancora una volta, da quando il concorso di bellezza è stato creato, l’aspetto sociale prevale su quello estetico. Accadde una cosa analoga solo quando a vincere lo scettro fu, qualche anno fa, una ragazza di colore. Si chiamava Denny Mendez, era il 1996. L’elezione scatenò molte polemiche, perché non tutti furono d’accordo con l’assegnazione del premio alla modella, viste le sue origini dominicane.

Anche in quel caso la stampa nazionale si divertì a tirare fuori significati e interpretazioni, che spostano l’attenzione su vicende che poco o nulla hanno a che fare con la competizione di un gruppo di belle ragazze che si sfidano a colpi di bella gambe, glutei scolpiti e occhi penetranti. Nulla di più. Ora come allora, la vittoria di Zeudi Di Palma è stata riempita di significati “alternativi”. E’ stata trasformata nella vittoria di Scampia, con  la solita solfa, trita a ritrita, del quartiere degradato che reagisce, dei giovani che cambiano strada e non restano ingolfati nel giro della criminalità, del territorio che non è solo Gomorra e via discorrendo. L’Italia intera ora sa che a Scampia, oltre che camorristi possono nascere anche belle ragazze e che in giro per le strade si può rischiare di essere colpiti anche da due occhi belli, oltre che da una pallottola vagante. Un fiume in piena di retorica e ridondante enfasi. Perché in fondo per essere “normale” la vittoria a Miss Italia, avrebbe dovuto avere come protagonista una ragazza di Posillipo, di Chiaia o al massimo del Vomero. In quel caso, forse, il fatto di essere napoletana, sarebbe passato in secondo piano, come è giusto che fosse. Ma Scampia no! Qui essere normali è un evento. Se si frequenta l’Università, poi, sembra addirittura qualcosa di incomprensibile. A Scampia anche la bellezza è un qualcosa di cui doversi meravigliare. L’orgoglio sbattuto in prima pagina, dopo la vittoria di Zeudi fa male a Napoli e a Scampia, proprio come quelle magliette che molti tifosi esibiscono allo stadio, su cui si legge quello strano slogan: “l’orgoglio di essere Napoletani”. Come se essere nati a Napoli fosse qualcosa di diverso, rispetto ad essere nati a Roma, Milano, Palermo o Reggio Calabria. Come se si sentisse il bisogno di doverlo dire ad alta voce, perché qualcuno ci ascolti e ci perdoni del fatto di essere Napoletani ed essere, tutto sommato, persone perbene. Ostentare la nostra Napoletanità come un’arma di difesa della nostra dignità, un modo per sentirci più forti e magari anche  migliori, quando invece la vera vittoria sarebbe sentirci esattamente come gli altri. Zeudi ha vinto e farebbe bene a godersi il suo successo, senza tirare fuori storie legate al riscatto di Scampia, alla solidarietà, al volontariato e ai giovani da recuperare. Perché Scampia continuerà a morire dei suoi drammi, con o senza gli occhi scuri della bella modella ventenne. E continuerà a produrre anche le sue eccellenze, senza che le stesse debbano per forza essere messe in relazione al rischio Gomorra. La ghettizzazione del quartiere, che in larga scala diventa la ghettizzazione di un’intera città, fa più danni del pregiudizio, perché riduce i margini di crescita e relega il territorio ad una sorta di lager. Il messaggio dovrebbe essere quello che vincere a Scampia è esattamente come vincere a Busto Arsizio. Zeudi ha vinto perché giudicata più bella di altre ragazze. E per il bene suo e di tutti i ragazzi di Scampia, può bastare così.

DIRETTORE “SCRIVONAPOLI”

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