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Il consiglio del medico: «Test rapidi ogni due settimane per una scuola sicura»

Il medico ischitano ha diffuso un opuscolo con un vademecum in vista del rientro in classe per genitori, alunni e docenti

Una proposta di sorveglianza anti Covid per la ripresa scolastica. Questo il contenuto di un opuscolo realizzato e diffuso dal dottor Vincenzo Buono, Medico Chirurgo – Esperto di patologie in età pediatrica ed evolutiva Ricercatore pediatrico in collaborazione con il dipartimento di neuroscienze dell’Istituto Gaslini di Genova. Tre pagine che stanno girando sui gruppi whatsapp e che contengono spiegazioni, chiarimenti e suggerimenti per genitori, ragazzi e docenti alla vigilia dell’anno scolastico.

«Il tutto – chiarisce il medico ischitano – si basa su dati scientifici presenti in letteratura». L’idea di realizzare questo opuscolo è nata spiega il medico «dalle continue richieste dei genitori e degli insegnanti. In questo momento occorre un ‘conforto’ e tante delucidazioni a tutti coloro che stanno per mandare i figli tra i banchi di scuola. Non manca, poi – continua – anche chiarimenti e proposte per gli insegnanti e dirigenti». Nell’opuscolo Vincenzo Buono illustra i mezzi a disposizione per la diagnosi dell’infezione da COVID19 che, «sono: Tampone rinofaringeo prevede l’estrazione degli acidi nucleici per la ricerca di sequenze genetiche specifiche per Coronavirus mediante Reverse Real-Time PCR (rRT-PCR); Test sierologico su prelievo venoso basato sulla ricerca di anticorpi IgM e IgG specifici; Test rapido a cassetta 2019-nCOV IgG/IgM (Sangue Intero da Pungidito) è un test immunologico qualitativo su membrana, per la rilevazione degli anticorpi IgG e IgM del 2019-nCOV in campioni di sangue umano intero da pungidito». E spiega Buono: «Analizzando i vantaggi e i limiti di ciascuna procedura adattatandola su una popolazione pediatrica si può dedurre che il tampone rinofaringe, mezzo più attendibile e preciso, permetterebbe di riscontrare la presenza del virus sin dalle fasi iniziali della malattia quando gli anticorpi ancora devono formarsi.

Tuttavia secondo le disposizioni dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Aziende Sanitarie Locali di pertinenza locali il tampone viene eseguito solo in caso di comprovata presenza di sintomi compatibili con infezione da Covid19. Identificare quindi eventuali soggetti positivi asintomatici diventa quindi quasi impossibile a meno di circostanze fortuite (persone entrate in contatto con soggetti positivi sintomatici sottoposti a tampone). Inoltre vista l’elevata frequenza di patologie respiratorie nei bambini soprattutto nei mesi invernali (es. raffreddore da rinovirus) sarebbe impensabile sottoporre un bambino continuamente a tamponi rinofaringei che vista la seppur leggera invasività non sono per nulla piacevoli». E poi c’è «Il test sierologico su prelievo venoso periferico si basa come per i test rapidi sulla ricerca degli anticorpi antiCOVID19. I risultati in genere vengono emessi entro poche ore. Tuttavia, riprendendo il discorso dei tamponi rinofaringei, risulta impraticabile come esame in quanto significherebbe, vista l’elevata incidenza di affezioni respiratorie durante l’attività scolastica nei mesi invernali, sottoporre con elevata frequenza il bambino ad un prelievo venoso periferico».

L’ultimo mezzo diagnostico è, come spiega il medico isolano «Il test rapido che sicuramente risulta essere un mezzo diagnostico rapido e praticabile soprattutto sulla popolazione pediatrica. Tra i limiti, così come per il test sierologico, vi è l’impossibilità di riscontrare l’eventuale presenza del virus in fase di incubazione e nella fase primordiale della malattia quando ancora non si sono formati gli anticorpi. Tuttavia risulta essere un valido mezzo a disposizione per una valutazione retrospettiva soprattutto se utilizzato con criterio. Un test risultato negativo e ripetuto a 15 giorni di distanza, in caso di nuova negatività confermerebbe l’effettiva negatività del precedente. Come da studi scientifici presenti in letteratura, il periodo di incubazione media è pari a 4-5 giorni mentre il sistema immunitario inizia a produrre i primi anticorpi (IgM) a 10 giorni circa dall’inizio effettivo della malattia (immagine)». E qui la proposta di Vincenzo Buono: «Eseguendo il test rapido ogni due settimane consentirebbe di riconoscere tempestivamente eventuali soggetti positivi asintomatici circoscrivendo anche eventuali soggetti entrati in contatto». Una proposta che consentirebbe, se attuata, di poter tornare alla ‘normalità’ con tranquillità anche tra i banchi di scuola.

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