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Il “Cristo senza croce” di Felice Meo donato alla Clinica San Giovan Giuseppe

ISCHIA – Un Cristo essenziale, senza croce, dalle braccia spalancate che si aprono in un abbraccio ideale nei confronti di tutti coloro che soffrono. L’ultima opera di Felice Meo, svelata ieri mattina presso il presidio sanitario della ex clinica San Giovan Giuseppe arricchisce da ieri la sala d’aspetto dove i pazienti di patologie oncologiche, ogni giorno, affrontano e portano sulle spalle la pesante croce di una malattia che richiede tanta forza e vicinanza per essere sconfitta.
Forza che da oggi la scultura in ferro dell’artista contribuirà a infondere assieme all’azione encomiabile svolta da tutto lo staff sanitario che quotidianamente si occupa di curare i numerosi malati oncologici che si trovano sull’isola d’Ischia. Il reparto di oncologia del Presidio Sanitario di Ischia Ponte, può contare sulla professionalità del professor Roberto Mabilia e del dottor Maurizio Matarese. I due medici, punto di riferimento per la lotta ai tumori a Ischia, erano presenti assieme al direttore Salvatore Del Prete, Dirigente ASL II fascia del reparto oncologico. Presenti anche don Carlo Candido e il vescovo Pietro Lagnese che ha benedetto l’opera donata alla sala d’aspetto della presidio sanitario e il nuovo responsabile del reparto oncologico Del Prete, che da pochi giorni riveste il ruolo di responsabilità.
Visibilmente emozionato, l’artista Felice Meo ha spiegato come questa opera si inserisca nel solco delle sue altre opere a tema religioso. “L’ispirazione – ha spiegato – mi è venuta d’impulso mentre ero a Ischia Ponte. Dopo aver individuato la lamina di ferro riciclato adatto, ho realizzato il bozzetto e realizzato l’opera in poche ore, con un’energia viva, raccolta da un’ispirazione profondamente spirituale”. Il Cristo raffigurato è senza tratti somatici ben definiti, volutamente. “Ognuno, ha specificato Felice Meo, guardando la mia opera deve essere in grado quasi di riconoscersi, il viso è volutamente non delineato, potrebbe essere il volto di ognuno di noi. Anche l’assenza della croce ha significato ben preciso: “Ognuno di noi, chi più chi meno, porta sulle spalle un pesante fardello, abbiamo una croce addosso. Nella mia opera la croce non c’è. Voglio comunicare la presenza di Cristo, ma l’assenza della sofferenza patita sulla croce. Questo luogo ha questa missione: togliere la croce a chi si trova in uno stato di malattia per puntare ad alleviare le sofferenze”.
Felice Meo, dopo l’esperienza espositiva presso Ca’ la Ghironda Modern Art Museum e l’imminente mostra al Maschio Angioino, è stato recentemente protagonista anche di una delle più importanti manifestazioni popolari celebrate nel cuore di Napoli in occasione dei festeggiamenti per San Gennaro. Il busto del santo realizzato da Felice Meo è stato portato in processione dai ragazzi di Forcella, grazie all’interessamento dell’associazione “Sii turista della tua città” nell’ambito della manifestazione “3 mila candele per San Gennaro” che hanno illuminato la devozione dei fedeli.

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