Il Dani Maison di Nino Di Costanzo conferma le Tre Forchette 2026

L’isola d’Ischia continua a brillare nel firmamento dell’alta cucina italiana. Il Dani Maison di Nino Di Costanzo ha infatti confermato le Tre Forchette 2026 del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento per la ristorazione italiana, mantenendo al contempo le due Stelle Michelin che da anni certificano una costanza e una dedizione difficilmente eguagliabili nel panorama gastronomico nazionale. Situato in una casa-giardino immersa nel verde mediterraneo, tra opere d’arte contemporanea, profumi di limone e il suono lontano del mare, il Dani Maison non è solo un ristorante: è un’esperienza. Qui, Di Costanzo ha costruito nel tempo un luogo dell’anima, dove ogni dettaglio, dalla disposizione dei tavoli al ritmo del servizio, contribuisce a un racconto che va oltre la cucina. I suoi piatti, frutto di una ricerca minuziosa e di un profondo legame con la propria terra, sono narrazioni di identità, memoria e tecnica, in cui l’estetica non è mai fine a sé stessa, ma espressione di una verità interiore. Il mare, gli agrumi, la terra vulcanica, i ricordi familiari: tutto confluisce in un linguaggio sensoriale che trasforma Ischia in una metafora universale del Mediterraneo.


«È un traguardo che ci riempie di orgoglio – ha dichiarato Nino – e che dedichiamo al nostro straordinario team e a tutti coloro che, anno dopo anno, ci sostengono e ci scelgono. Questo riconoscimento è il risultato di una passione condivisa e di un sogno collettivo». In un’Italia gastronomica che cambia, si rinnova e sperimenta, il Dani Maison rappresenta una roccia di coerenza e visione. La sua cucina, rigorosa e poetica allo stesso tempo, continua a fare scuola, incarnando l’idea di un’ospitalità totale, in cui estetica, emozione e cultura convivono in perfetto equilibrio. Ogni piatto diventa un gesto d’amore per l’isola e per l’Italia, una sintesi di artigianalità, innovazione e rispetto della natura. La Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso fotografa un Paese che cresce e sperimenta senza mai perdere le radici. Sono 55 i ristoranti premiati con le Tre Forchette, tre in più rispetto allo scorso anno, con cinque nuovi ingressi che testimoniano il fermento e la vitalità dei territori italiani. In Lombardia, si distingue Contrada Bricconi, il progetto di Michele Lazzarini, allievo di Norbert Niederkofler, che ha ridato vita a un borgo quattrocentesco in Val Seriana, trasformandolo in un esempio virtuoso di sostenibilità e innovazione gastronomica. Sempre nella stessa regione, Il Luogo Aimo e Nadia — a pochi giorni dalla scomparsa del maestro Aimo Moroni — riconferma la solidità di una tradizione che continua a reinventarsi nel segno dell’eleganza e della memoria. Con la conferma del Dani Maison, Ischia si riafferma come una delle capitali del gusto mediterraneo. In un panorama fatto di grandi nomi e nuove promesse, la cucina di Nino Di Costanzo resta una delle espressioni più alte della bellezza italiana: un laboratorio di emozioni dove arte, territorio e memoria si intrecciano per raccontare, attraverso il linguaggio del sapore, l’Italia migliore — quella che continua a emozionare il mondo con il proprio genio e la propria sensibilità.




