IL DECRETO E LE AMARE CONSIDERAZIONI

DI ANTONIO LONGOBARDI
Quelle che espongo, sono considerazioni amare ed incredibi. Mi chiedo: ma come si fa a gestire un post terremoto in questo modo? Per l’opinione pubblica, soprattutto al nord, ma anche nella mia vicinissima Napoli, siamo anche quasi colpevoli di ciò che è successo. Per la serie, oltre il danno la beffa. Unico terremoto al mondo ad essere trattato in questo modo. Non era mai accaduta prima. Assurdo! Si continua a confondere l’abusivismo edilizio con il sisma. Si continua a chiamare Condono, il decreto per la ricostruzione dell’isola.
Mai come ora nella storia recente Ischia è assurta agli onori della cronaca nazionale. Siamo presenti in tutti i talk show e nelle prime pagine dei telegiornali e sicuramente Ischia ne esce con le ossa rotte. Il decreto legge 109 è stato convertito in legge. Tra poco si spegneranno i riflettori e inizieranno le varie interpretazioni di una legge controversa, in particolar modo di un contestatissimo art 25. L’art 25 è solo una corsia preferenziale riservata a chi ha subito danni oppure è un colpo di spugna sugli abusi edilizi commessi dal 95 al 2003? L’art 25 è limitato ai soli immobili il cui danno è stato accertato prima dell’entrata in vigore della legge odierna oppure anche agli immobili che denunceranno danni in seguito?
Inoltre, probabilmente, in futuro, si solleveranno anche dubbi di costituzionalità della stessa legge, dubbi e relativi ricorsi che determineranno un rallentamento della ricostruzione. Ultimo aspetto ma non per questo meno grave, anzi direi il più importante di tutti e di cui nessuno si sta preoccupando è la parte economica. L’ultimo comma del succitato articolo recita: Il contributo comunque non spetta per la parte relativa ad eventuali aumenti di volume oggetto del condono. Ciò significa che (forse) avremo il condono ma non il contributo. A chi gioverà realmente questa legge? I danni li abbiamo avuti, quando finiranno le beffe?




