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Il decreto rilancio tra (poche) luci e (molte) ombre

Prime impressioni sul provvedimento del Governo, ora allo studio di amministrazioni locali e associazioni di categoria, che per adesso non bocciano le misure adottate, ma restano diverse perplessità

Quasi cinquecento pagine per disegnare la ricostruzione. Il “decreto rilancio”, varato nella serata di mercoledì dopo una gestazione a dir poco laboriosa, è adesso allo studio delle amministrazioni locali e regionali, ma anche delle tante categorie che sperano di trovarvi un concreto supporto per fronteggiare una crisi economica, quella indotta dall’emergenza da covid-19, che non ha precedenti a memoria d’uomo. Agevolare imprese e lavoratori, re-impostare stili di vita e coniugarli con una ripresa economica che si annuncia difficile da innescare, è l’obiettivo di questo provvedimento da 55 miliardi – due finanziare e più, come ha ricordato il presidente del Consiglio – che dovrà essere studiato attentamente.

Giovan Battista Castagna: «Presto per
dare un giudizio, ma temo
che le risorse non siano
sufficienti a coprire le mancate
entrate dei Comuni: la liquidità
resta la questione-chiave. E dobbiamo
comunque fare attenzione all’eccessiva
euforia della ripartenza: il virus è ancora forte»

«Anche se è presto per dare un giudizio complessivo – dice il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna – abbiamo iniziato comunque ad analizzare alcune parti del decreto. La questione principale, dal punto di vista delle amministrazioni locali, è una: i Comuni hanno bisogno di liquidità. Sono state prese alcune misure con relativo stanziamento di fondi, anche se a prima vista non credo che basteranno. Bisogna capire se sarà prevista una re-immissione di liquidità nel fondo, nel caso in cui esso dovesse essere incapiente. Dobbiamo quindi aspettare prima di avere totale contezza della situazione». Il sindaco poi entra un po’ più nello specifico: «Per quanto riguarda il turismo, argomento che riguarda il principale settore dell’economia locale, non mi pare che le misure apprestate siano completamente soddisfacenti. Naturalmente capisco le difficoltà del Governo. In valore assoluto, 55 miliardi potrebbe essere considerata una cifra ragionevolmente “sostanziosa”, ma lo sarebbe in tempi ordinari, quando le cifre erano sui 15-25 miliardi.

Luca D’Ambra: «Auspichiamo una
modifica del parametro su cui
calcolare i contributi a fondo perduto.
L’ecobonus, se esteso, potrebbe consentire
importanti ristrutturazioni. La coperta
resta corta, vedremo»

Oggi, alle prese con la crisi provocata dalla pandemia, tale cifra probabilmente non basta. Tuttavia, ripeto, prima di dare un giudizio negativo va prima studiato bene l’intero provvedimento. Al momento, per esempio, hanno stanziato cento milioni di euro per l’imposta di soggiorno, che per tutte le migliaia di Comuni a vocazione turistica appaiono insufficienti. Pensiamo a Casamicciola, che da tale imposta ricavava 600mila euro. E pensiamo ai tanti Comuni, come le grandi città, che non hanno incassato imposte, e che hanno bisogno di anticipazioni di liquidità. È tutto da vedere se i numeri previsti dal decreto riusciranno a coprire tali fabbisogni. Bisognerà verificare se le misure riusciranno a coprire tutte le problematiche che il covid-19 ha innescato». Il primo cittadino poi avverte: «Tra l’altro, parlando proprio dell’andamento della pandemia, non bisogna dimenticare che persino in Brasile, dove il clima è ben più caldo del nostro, continuano a essere riscontrati nuove decine di migliaia di casi positivi, cosa che dovrebbe metterci in guardia ed evitare premature euforie in questa delicatissima fase 2. Dobbiamo essere cauti e studiare bene ogni aspetto del fenomeno e delle misure apprestate».

Luca D’Ambra, presidente di Federalberghi Ischia, da parte sua commenta così il tanto sospirato decreto: «Di sicuro lo Stato ha avuto un occhio di riguardo al comparto alberghiero – dichiara D’Ambra – tuttavia noi sull’isola siamo svantaggiati dal fatto che i contributi a fondo perduto sono basati sul parametro dell’incasso di aprile dell’anno scorso: con tali modalità diventa difficile immaginare un supporto significativo, visto che ad aprile molte strutture sono ancora chiuse. Anche i voucher di viaggio speravamo che potessero essere elaborati diversamente dai contribuenti, mentre l’incombenza ricade su di noi. Comunque per il momento siamo ancora in fase di analisi del corposo provvedimento. Speriamo che l’ecobonus possa essere allargato, quindi non solo ai privati: con tale misura potremmo davvero pensare a mettere mano a importanti ristrutturazioni, cosa che riteniamo fondamentale per poter essere pronti per la prossima stagione. In ogni caso la situazione è molto complessa, e nel valutarla si alternano i momenti di ottimismo a quelli di sconforto. La coperta purtroppo è corta, in Italia come in Europa non ci sono molte risorse a cui attingere. Speriamo che il fondo perduto possa essere calibrato sul mese di maggio. In questo momento il nostro tavolo di trattativa, anche a livello nazionale, è aperto. A breve dovremmo incontrare il presidente della regione, Vincenzo De Luca: vedremo». Dunque, il provvedimento è finalmente arrivato: nei prossimi giorni verosimilmente emergeranno i pro e i contro di misure che, comunque, dovranno poi essere accompagnate da protocolli in grado di conciliare il più possibile la ripartenza delle attività e la sicurezza dei cittadini. E i compromessi, si sa, non sono mai facili.

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