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CULTURA & SOCIETA'

Il destino delle nostre spiagge, prima sparite poi rinate dopo il danno la beffa di rimanere senza clientela

Questa mattina il via ai lavori di manutenzione degli stabilimenti balneari in attesa della riapertura al pubblico / prime prove sulle spiagge dell’isola per le “distanze sociali” fra ombrelloni e sedie per difendersi dal Coronavirus

La devastante mareggiata del febbraio scorso divoro’ ‘il 90%  delle spiagge lungo tutta la costa dell’ isola, facendo e soprattutto razzia di quegli arenili che insieme hanno sempre rappresentato l’autentico e completo tratto sabbioso  del perimetro di costa attorno all’ isola d’Ischia. Ciò che maggiormente impressionò fu lo stato in cui apparve ai nostri occhi e non solo, quello che era rimasto della famosa spiaggia del Lido di Ischia: qualcosa di inimmaginabile, solo a pensare come un tempo era effettivamente quella spiaggia.

Teleischia a sera a tempesta non ancora esaurita commento la distruzione del Lido col seguente comunicato; “ Il maltempo ha messo in ginocchio l’isola d’Ischia. Il forte vento di scirocco, che ha soffiato impetuoso per tutta la giornata, oltre a flagellare l’intero territorio isolano,ha anche portato via la spiaggia del lido di Ischia. Giuseppe La Franca, presidente della Fiba assobalneari rinnova l’appello alle istituzioni: ” bisogna prendere delle misure per prevenire i fenomeni dell’erosione. Le scogliere vanno realizzate diversamente, noi non molliamo, i balneari è gente tosta”..A tempesta placata davanti agli occhi sgranati ed esterrefatti dei titolari di quegli arenili in concessione più accreditati, sì aprì uno scenario allucinante con quasi tutte le spiagge ridotte a spazio zero.

MISURAZIONE DELLO SPAZIO SOCIALE
PER SINGOLO OMBRELLONE

Una mazzata di quelle forti che ti fanno precipitare nel più grave degli sconforti con la perdita di ogni speranza che si potesse tornare entro maggio alla  “normalità”. Dopo febbraio sarebbero arrivate nuove mareggiate  flaggellando ancor di più il litorale, distruggendo in modo definitivo anche  quelle strutture residue di stabilimenti balneari rimaste ancora in piedi. Quindi sarebbe stata  per la categoria  dei balneari dell’ isola d’ Ischia una catastrofe. Contrariamente ad ogni pessimistica previsione le cose sono andate diversamente, nel senso che le mareggiate suppletive paventate non si sono   verificate. Ma, caso non calcolato, è successo che quelle scossure nelle quali si sperava, potessero arrivare in aprile  e  maggio, hanno avuto corso gradualmente nel mese di marzo passato con moti marini e di vento senza quell’appariscenza con cui sopraggiungono provocando i danni che solitamente lasciano.

PRIMI BAGNANTI A ISCHIA CON
LA MASCHERINA ANTIVIRUS

Quelle scossure di marzo scorso, susseguitesi in maniera insperata hanno riportata in buona parte sulla costa la sabbia che era stata azzerata dalla tempesta di febbraio, tanto da sembrare che la situazione fosse tornata a come si stava prima, e cioè: con le spiagge parzialmente rinate e soggette ad ingrossarsi ancora di più durante le prossime settimane fino a maggio, il mese delle scossure ultime di stagione capaci di rimettere tutto a posto come i balneari si aspettavano. Quindi dalle stalle alle stelle, e poi di nuovo finiti nelle…stalle per il fatto che oggi, se si sono riavute le spiagge con gli spazi sufficienti per affrontare la imminente stagione estiva, purtroppo non si avranno i clienti: come a dire dopo il danno anche la beffa.

PROVE CON PLEXGLAS DI SPAZI
SINGOLI PER OMBRELLONE

I balneari sono giustamente in fermento. Dopo il loro ritrovato ottimismo che faceva intravedere una stagione di mare e di spiaggia salvata in extremis, si è precipitati in un comprensibile pessimismo. Senza turisti non vi sarà lavoro. Per quei pochi vacanzieri del sabato e della domenica unitamente a coloro che hanno una seconda casa sull’isola per le vacanze estive, bisognera sottostate alle regole precauzionali contro il Coronavirus adottando le distante sociali di due metri sul tratto di spiaggia in concessione riducendo cosi alla metà l’arenile a disposizione.Intanto per oggi è confermata la disposizione della Regione secondo cui igli stabilimenti balneati possono essere sottoposti ad i necessari lavori di manutenzione per la riapertura.

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PROVE SULLE NOSTTRE SPIAGGE DELLA
DISTANZA SOCIALE DI 2 METRI FRA
LETTNI PRENDI SOLE ED OMBRELLONI

Giuseppe La Franca della Fiba Confesercenti e presidente del balneari di Ischia fa sapere che la categoria non mollerà, assicurerà il servizio sulòle spiaggia in concessione inmodo scrupolosi attenendosi alle regole anmche se le stesse condizioneranno non poso il proprio lavoro. La categoria dei balneari dell’isiola d’Ischia e non solo si fa sentire con forza:«È necessario che le regioni siano coinvolte quando il governo deciderà modalità e tempi di riaperture delle spiagge. Sono poi indispensabili risorse da destinare ai Comuni, che saranno probabilmente chiamati a controllare le modalità di accesso alle spiagge libere. Chiediamo inoltre la sospensione dei canoni demaniali marittimi per il 2020 e che l’esecutivo si impegni perché gli operatori balneari siano esclusi dalla direttiva Bolkestein». Una notizia dell’ ìultimora assicura che la durata concessione delle spiagge si allunggìhera fino al 2033.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano

antoniolubrano1941@gnail.com

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Fabio

Quando sono chiuse sono le “nostre spiagge” ma quando sono aperte sono proprieta private da sfruttate per pochi.

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
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