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Il dito nell’occhio – Cavalli di ritorno? No, grazie

La fantasia suggerisce di trattare storie e fiabe come strumenti per educare la mente, quelle che Gianni Rodari definiva “le chiavi per entrare nella realtà per strade nuove”. La politica, che è simile ad ogni “luogo
del fantastico” offre spunti di riflessione che possono essere attualizzati anche in chiave ischitana. Prendete ad esempio la celebre favola di Esopo, la volpe e l’uva. Il maestro di fiabe greco scriveva, a margine del componimento, che la favola la devono applicare a se stessi, quale paradigma, tutti quelli che “sminuiscono
a parole ciò che non possono fare”. Traslando l’ammonimento in chiave isolana, viene alla mente il simpatico faccione sorridente di Luigi Telese, ex sindaco di Ischia ed acerrimo rivale di Giosi Ferrandino, il quale non perde occasione per bacchettare il primo cittadino e ricordargli le proprie vicissitudini giudiziarie. Tralasciando l’opportunità, per un avvocato di uno Stato le cui leggi sanciscono il principio di innocenza fino al terzo grado di giudizio, di aspettare le sentenze prima di esprimere opinioni, mestamente suggeriamo di restare nel campo della politica, ammesso che se ne abbiano gli strumenti e gli argomenti. Finora, ad onor del vero,
Ferrandino ha sempre vinto le elezioni rimettendosi sempre in gioco. (I veri “giudici” in politica sono i cittadini sovrani). Credo sia stato il Sindaco più votato della storia isolana, oltre che il politico ischitano più votato di sempre insieme all’indimenticabile Enzo Mazzella, con ben 83mila voti. Ci sarebbe tanto da obiettare circa la sfera politico-amministrativo, ma attaccarlo sul piano giudiziario appare soprattutto una grande debolezza per chi gli si contrappone. Leggo di una sua probabile ricandidatura a Casamicciola richiesta a gran voce dai suoi supporter, ma non ho mai creduto ai cavalli di ritorno e confido nell’acume politico di Giosi Ferrandino affinché lasci campo libero ai giovani, tanto a Ischia quanto a Casamicciola. Il buon avvocato, invece, anela ancora
alla poltrona a Ischia, anche se non lo ammette. Difficile farlo se si è stati defenestrati, da sindaco, dalla propria maggioranza dopo disastri amministrativi vari e si è perso le elezioni paradossalmente proprio contro un candidato, che pure fu arrestato all’epoca di “sanitopoli” per corruzione e concussione. Anche per lui si tratterebbe di un cavallo di ritorno, meglio, molto meglio, stare seduti in poltrona a criticare chi guida il paese,
nonostante le difficoltà. In fondo, l’uva è ancora acerba. Aspettiamo che maturi.  Cavalli di ritorno…. No
grazie.

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