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Il fascino dei Misteri procidani raccontato in una mostra

Chi ama Procida non riesce a prescindere da quel momento magico che è la processione del Venerdì Santo, che anche quest’anno attraverserà le strade del centro storico dell’isola. Gianlorenzo Di Gennaro Sclano, architetto ed urbanista, il cui nonno era procidano, fin da bambino ha vissuto la dimensione dell’isola  in tutti i suoi numerosi e variegati aspetti, scoprendone le suggestioni ambientali e paesaggistiche, quelle contadine e marinare, ma sempre ha intravisto  nelle rovine di Terra Murata  e nelle tradizioni religiose, che di secolo in secolo si sono tramandate fino a giungere a noi arricchite dalla sensibilità sempre nuova  dei giovani, quel processo inarrestabile di trasformazione e di ricerca che caratterizza il cammino nel tempo di ogni comunità.

In quanto architetto ed urbanista ne ha letto l’impatto ambientale, le connessioni temporali distruttive o compositive, ma in quanto artista è andato alla ricerca di quella interiorità misteriosa e spesso imprevedibile che caratterizza ogni espressione della vita umana.

Egli ha intravisto soprattutto nei volti e negli sguardi di quanti si dedicano alla realizzazione del corteo del Venerdì Santo, qualcosa di misterioso e spesso inafferrabile: quei moti dell’animo che  sempre danno la dimensione più vera della partecipazione ad un evento, che è impegno condiviso, ricerca comune, comunione di intenti e di sforzi e che trascendono lo stesso corteo.

Per Gianlorenzo Di Gennaro Sclano il Venerdì Santo procidano è la polla sorgiva di un movimento collettivo che bolle nel sangue di intere generazioni e che dice amore, dolore, inadeguatezza, crisi, fallimento, rinascita, vitalità, tutte espressioni dell’unico volto del Cristo storico, ammazzato fuori le mura come il peggiore degli assassini e trasportato abraccio con intensa commozione.

Sì, i volti di quanti vivono da protagonisti il corteo, trafiggono i volti degli spettatori e  sono espressioni diverse del volto sofferente del Cristo, ucciso solo perché ha osato parlato di un regno di pace, di fraternità, di rispetto per tutti, di non violenza.

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Ma i volti dei tantissimi giovani procidani, ed anche degli uomini adulti che circondano questi giovani quasi a proteggerli e ad accarezzarli nella loro tumultuosa età, rappresentano l’aspetto più suggestivo di questo evento. Gli stessi “misteri”, sorprendenti nelle loro primitive e spontanee connessioni ai brani della Scrittura, traggono forza e carattere da questi volti, spesso sfigurati  nella fatica del trasporto, nel mentre raccontano il desiderio di perpetuare quel ciclo vitale che mai si arresta e che sempre ricomincia, simbolicamente espresso anche da quei bambini nel loro vestitino nero, dormienti sulle spalle dei loro padri e trasportati  come trofei di una vittoria sulla morte.

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Gianlorenzo Di Gennaro Sclano nelle sue 41 foto che ha selezionato per noi,  ci porta a guardare la processione di Venerdì Santo a Procida con occhi nuovi; ci invita a cogliere il “mistero” più grande in quegli  sguardi di attesa e di speranza, colti nell’attimo fuggevole di uno scatto fotografico.

 

La mostra si aprirà sabato 19 marzo 2016 alle ore 18 presso la Chiesa di Santa Margherita a Terra Murata e resterà aperta fino al 6 aprile. Per l’inaugurazione interverrà il Sindaco Raimondo Ambrosino, l’Assessore alla cultura Nicola Granito, il Prof. Pasquale Lubrano Lavadera, e la curatrice della mostra Dr. Ssa  Alessia Venditti. Tutti i cittadini sono invitati.

 

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