CULTURA & SOCIETA'

Il fenomeno di fede per San Padre Pio dilaga anche sull’isola

Il culto e la devozione per Padre Pio nelI’isola d’Ischia sono cominciati con i primi pellegrinaggi degli ischitani a Pietralcina ed a San Giovanni Rotondo organizzati dalle parrocchie locali o da Agenzie Viaggi preposte a questo tipo di escursionismo religioso

DI GIOVAN GIUSEPPE LUBRANO Fotoreporter

Il culto e la devozione per Padre Pio nelI’ isola d’Ischia sono cominciati con i primi pellegrinaggi degli ischitani a Pietralcina ed a San Giovanni Rotondo organizzati dalle parrocchie locali o da Agenzie Viaggi preposte a questo tipo di escursionismo religioso. Poi sono arrivate la beatificazione /( 2 mggio 1999) e la canonizzazione la santità (16 giugno 2002) cosichè la venerazione per il Santo è salita a mille. La Chiesa cattolica lo venera giustamente come santo e ne celebra la memoria liturgica il 23 settembre, anniversario della morte. avvenuta nell’anno 1968.

Dal giorno della santità proclamata in Piazza San Pietro da Papa Giovani Paolo II, in tutte le chiese dell’isola è stata esposta una bell’immagine ( quadro o statua) si San Pio da Pietralcina o da San Giovanni Rotondo, facendo temere n certo tito di concorrenza con i santi patroni isolani, Il parroco dell’antica parrocchia San Domenico-Sant’Antuono Don Giuseppe Nicolella ha festeggiato con la comunità parrocchiale la ricorrenza (23 settembre) di San Pio con una messa solenne molto seguita. Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nacque a Pietrelcina, un piccolo comune alle porte di Benevento, il 25 maggio 1887, da Grazio (detto “Orazio”) Maria Forgione (18601946) e Maria Giuseppa (detta “Peppa”) di Nunzio (18591929). Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant’Anna. Gli venne dato il nome Francesco per desiderio della madre, devota a san Francesco d’Assisi[2]. Il 27 settembre 1899 ricevette la comunione e la cresima dall’allora arcivescovo di Benevento Donato Maria Dell’Olio.

La madre era una cattolica molto devota e le sue convinzioni ebbero una grande influenza sulla formazione religiosa del futuro frate. Il giovane non frequentò le scuole in maniera regolare perché doveva rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Solo quando ebbe dodici anni cominciò a studiare sotto la guida del sacerdote Domenico Tizzani che, in un biennio, gli fece svolgere tutto il programma delle elementari. Poi, passò alla scuola per gli studi ginnasiali. Il desiderio di diventare sacerdote fu sollecitato dalla conoscenza di un frate del convento di Morcone, fra’ Camillo da Sant’Elia a Pianisi, che periodicamente passava per Pietrelcina a raccogliere offerte. Le pratiche per l’entrata in convento furono iniziate nella primavera del 1902, quando Forgione aveva 14 anni, ma la sua prima domanda ebbe esito negativo.

Solo nell’autunno del 1902 arrivò l’assenso. Forgione sostenne di aver avuto una visione, il 1º gennaio 1903 dopo la comunione, che gli avrebbe preannunciato una continua lotta con Satana[3]. La notte del 5 gennaio, l’ultima che passava con la sua famiglia, dichiarò di aver avuto un’altra visione in cui Dio e Maria lo avrebbero incoraggiato assicurandogli la loro predilezione Il 22 gennaio dello stesso anno, a 15 anni, vestì i panni di probazione del novizio cappuccino e diventò “fra’ Pio”.[5] Concluso l’anno del noviziato, fra Pio emise la professione dei voti semplici (povertà, castità e obbedienza) il 22 gennaio del 1904. Nell’ottobre 1905 raggiunse San Marco la Catola per lo studio della filosofia. Nell’aprile 1906 ritornò a Sant’Elia a Pianisi (CB) per gli studi ginnasiali.

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Si racconta che quell’anno la sangiovannese Lucia Fiorentino (1889-1934), mentre era assorta in preghiera, ebbe una “visione immaginaria” premonitrice dell’arrivo di padre Pio a S. Giovanni Rotondo. Tra i molti miracoli attribuitigli c’è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato poi alla elevazione agli altari di San Pio. Tra i casi di bilocazione che lo avrebbero visto protagonista c’è quello riferito da Luigi Orione, che riferì che nel 1925, mentre si trovava in piazza San Pietro per i festeggiamenti in onore di Teresa di Lisieux, gli sarebbe apparso inaspettatamente Padre Pio, che in realtà non si era mai mosso dal convento che lo ospitò dal 1918 sino alla morte avventa il 23 settembre 1968.

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