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Il futuro del lavoro marittimo ai raggi X a Procida

Quale è il presente e soprattutto quale sarà il futuro della marineria italiana? E’ con questi interrogativi che si è aperto nell’ex chiesa di San Giacomo di Procida il “Primo convegno nazionale del lavoro marittimo”.

Il Comandante Giorgio Blandina, presidente del Cosmar (Comitato per la salvaguardia della dignità dei marittimi) che con il Comune di Procida ha organizzato il convegno ha offerto la prima considerazione: “Il destino dei marittimi è nelle mani dei marittimi. Il mare è una grande opportunità per l’Italia, ma è necessario porre fine ad un ventennio di disinteresse, confusione e poca competenza da parte delle maggiori sigle sindacali che hanno lasciato soli i lavoratori nella loro precarietà ormai storica.

Le istituzioni devono rivolgersi alle competenze del settore per sfruttare al massimo le opportunità della marineria e spingere all’occupazione da parte dell’armamento del personale italiano”.

Gli ha fatto eco Stefania Visco, in rappresentanza della Onorato Spa. “Gli armatori grazie al Registro internazionale godono di privilegi unici rispetto agli altri settori industriali. Questi privilegi derivano dalla volontà di sostenere l’occupazione dei marittimi italiani, ma in realtà ora hanno portato all’occupazione di personale extra comunitario e alla disoccupazione dei nostri marittimi. Noi come Onorato S.p.A. impieghiamo esclusivamente marittimi italiani e per questo rivendichiamo che venga rispettato lo spirito originario della legge”.

Al convegno è emersa la necessità di aprire tra marittimi e istituzioni un canale di dialogo continuo, non sporadico e sterile come possono diventare le parole non seguite da fatti concreti. Ma come le istituzioni possono tradurre in pratica questo sentire dei marittimi? “Le risposte a queste domande sono molto complesse e richiedono approfondimenti. Ma sicuramente è necessario avviare una stretta collaborazione tra MIT e consulenti preparati. Solo con questa collaborazione si può arrivare alla risoluzione dei problemi della marineria” ha dichiarato Annamaria Carloni, della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera. L’Onorevole ha inoltre ricordato che il nostro Paese ha circa 8000 chilometri di costa. Ha confermato quindi il suo impegno allo sviluppo del progetto della portualità. I porti italiani sono infatti una grande risorsa occupazionale che le
istituzioni non possono sprecare.

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Si è sottolineato inoltre l’importanza della formazione delle nuove generazioni di marittimi attraverso i percorsi formativi degli Istituti Tecnici Superiori.

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L’ITS garantisce lo sbocco lavorativo grazie al numero chiuso e allo stretto rapporto e agli accordi con le Compagnie di navigazione.

L’aspetto della formazione apre però ad altre considerazioni da non trascurare.

“Il numero chiuso va bene per garantire l’occupazione dei ragazzi, ma non va dimenticato che l’articolo 34 della nostra Costituzione tutela il diritto allo studio” afferma Raffaele Santamaria, direttore dell’Università agli studi Parthenope dipartimento Scienze e Tecnologie. “In IItalia si taglia sulla ricerca e sulla formazione con la conseguenza che a livello Europeo i nostri laureati sono percentualmente all’ultimo posto, il 17% rispetto al 43% dell’Inghilterra. E’ questo un divario che va colmato. Si deve aprire ai ragazzi la possibilità di formarsi anche nel settore marittimo. Il numero chiuso dell’ITS non risolve da solo i problemi occupazionali dei nostri ragazzi. L’istruzione è alla base del nostro futuro ma, i nostri governi continuano a sottovalutarne l’importanza”.

I temi trattati in questo primo convegno di Procida. Si riparte dal Mare sono numerosi e così gli spunti di approfondimento lanciati.

“Ed è proprio per questo che vogliamo fare di Procida non solo l’isola che ha ospitato un convegno, ma la casa di tutti i marittimi” conclude Antonio Carannante, Assessore al lavoro marittimo del Comune di Procida. “Con la collaborazione di Cosmar fin da ora cominciamo a preparare il convegno del prossimo anno con la volontà di tenere aperti tutti i canali di dialogo che oggi qui a Procida hanno avuto la possibilità di incontrarsi”.

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