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«Il futuro di Ischia si fondi sulla qualità»

L’assessore regionale al Turismo fa un bilancio della stagione sul territorio campano e poi traccia senza dubbi quella che dovrà essere la rotta della nostra isola: «Per troppo tempo si è inseguita a Ischia l’illusione dei grandi numeri, di un turismo massificato e poco selezionato. Una scelta che si è rivelata improvvida, perché ha reso il sistema insostenibile»

Assessore Casucci, prima di entrare nello specifico a parlare della nostra isola di Ischia, ci può sintetizzare dire che stagione turistica è stata per la Campania?

«È stata senza dubbio una stagione turistica positiva, e la definirei buona sotto diversi punti di vista. Buona innanzitutto perché abbiamo potuto raccogliere i frutti delle decisioni prese negli anni precedenti, decisioni che avevano l’obiettivo preciso di orientare la nostra offerta verso modelli di turismo più equilibrati e sostenibili. In particolare, abbiamo puntato molto sul cosiddetto turismo lento, su un turismo attento all’ambiente, rispettoso delle comunità locali, legato alle peculiarità delle aree interne e capace di valorizzarle. Ma non solo: abbiamo lavorato per far crescere un turismo responsabile, che sapesse coniugare l’attrattività della nostra regione con il rispetto delle regole e delle risorse. Tutto questo oggi ci permette di dire che la semina fatta negli anni scorsi è stata una semina di qualità, e che i risultati che stiamo osservando sono il naturale raccolto di quel lavoro paziente e lungimirante».

I primi dati relativi a Ischia parlano di un calo delle presenze, almeno in termini numerici, ma di un netto aumento della qualità media del turismo. In particolare, si è registrata una crescita significativa di visitatori americani e di stranieri in generale, un pubblico di fascia medio-alta. Condivide questa analisi? E riguarda solo Ischia o l’intero territorio regionale?

«Il fenomeno non riguarda soltanto Ischia, ma investe un po’ tutto il territorio campano. Abbiamo, ad esempio, dati molto interessanti sull’area casertana e su alcuni segmenti dell’area vesuviana: territori che tradizionalmente non erano tra le mete privilegiate del turismo internazionale e che invece oggi registrano un aumento evidente di presenze straniere. Per quanto riguarda Ischia, credo che i risultati positivi siano da ricondurre anche agli investimenti mirati che la Regione Campania e il mio assessorato hanno realizzato nel 2023, subito dopo i gravi eventi che hanno colpito l’isola. In quell’occasione incontrai personalmente i sei sindaci di Ischia e, insieme, decidemmo di mettere in campo tutte le risorse disponibili e una strategia promozionale specifica. Penso, ad esempio, al progetto Exempla, che ci ha visto impegnati per oltre un mese e mezzo in attività di valorizzazione, o alla nostra presenza alla Borsa del Turismo di Milano e, successivamente, alle grandi fiere internazionali come quella di Londra. In tutte queste occasioni abbiamo scelto di puntare i riflettori proprio su Ischia, presentandola come un gioiello unico all’interno dell’offerta turistica campana. È evidente che questa semina, fatta di investimenti, idee e promozione, sta iniziando a dare i primi risultati tangibili. Però…».

«Credo che i risultati positivi per Ischia siano da ricondurre anche agli investimenti mirati che la Regione Campania e il mio assessorato hanno realizzato nel 2023, subito dopo i gravi eventi che hanno colpito l’isola»

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Però?

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«Però credo che Ischia debba fare un ulteriore passo avanti e acquisire una consapevolezza definitiva: il futuro turistico dell’isola – e non può che essere turistico, data la straordinarietà delle sue bellezze – deve necessariamente fondarsi sulla qualità e non sulla quantità.
Per troppo tempo, infatti, si è inseguita l’illusione dei grandi numeri, di un turismo massificato e poco selezionato. Una scelta che si è rivelata improvvida, perché ha reso il sistema isolano insostenibile: troppo concentrato nei periodi di punta, poco attento alla destagionalizzazione, incapace di valorizzare appieno aree straordinarie dell’isola rimaste in ombra. Il turismo di massa, quello di basso profilo, chiede prodotti di largo consumo, esperienze standardizzate, e spesso non si interessa alle raffinatezze, alle unicità e alla qualità che invece rappresentano la vera forza dell’offerta ischitana. L’isola ha tutte le carte in regola per distinguersi con un modello turistico selettivo e di alto livello, capace di attrarre visitatori disposti a vivere davvero le sue ricchezze naturali, culturali e paesaggistiche».

«Guardo con ottimismo ad alcuni territori che stanno iniziando a esprimere potenzialità straordinarie: penso in particolare all’area flegrea, che insieme a Ischia costituisce un patrimonio ancora in gran parte da scoprire »

L’attuale mandato della giunta regionale volge al termine. Quali passi auspicherebbe fossero intrapresi, in un’ottica di continuità, nel comparto turistico?

«A mio avviso, la parola chiave deve essere regole. Regole vere, chiare, sensate, organizzate con una prospettiva di lungo periodo. Ma regole che siano anche realmente applicate, con controlli efficaci da parte dei comuni. Penso, ad esempio, al settore della ricettività o alle locazioni brevi, che richiedono grande attenzione e monitoraggio. Un altro punto cruciale è la valorizzazione delle aree interne. Non possiamo immaginare uno sviluppo turistico armonico della Campania senza un dialogo costante tra le zone costiere e quelle interne: un dialogo che riguarda non solo l’offerta turistica, ma anche la cultura, gli investimenti e la capacità di attrarre capitali. Infine, guardo con ottimismo ad alcuni territori che stanno iniziando a esprimere potenzialità straordinarie: penso in particolare all’area flegrea, che insieme a Ischia costituisce un patrimonio ancora in gran parte da scoprire e che può rappresentare, se ben valorizzato, uno dei volani più importanti per il futuro turistico della regione».

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2 Commenti

  1. Esimio Professore. I suoi sono solo buoni auspici. È null’altro. Ad Ischia dopo la tragica estate 2025. Ne seguiranno altre come quella trascorsa. Sia gli isolani, sia gli amministratori non ne sono capaci di invertire la rotta. Tempo è parole sprecate.
    Ho è una passerella politica. Visto che a fine novembre ci saranno le elezioni regionali.

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