Il Galeone della Baia: magia e arrembaggio a Villa Marinella
Tra veli di mistero, bauli dorati e sfilate in costume, la leggendaria festa a tema pirata trasforma la costa di San Francesco in un affascinante covo corsaro

di Danilo Volpe
Quando la luce calante del tramonto si adagia dolce sulla baia di San Francesco, la linea dell’orizzonte ischitano sembra contrarsi, annullando secoli di storia in un istante. Per una sola, indimenticabile notte di metà agosto, l’angolo incantato dell’isola verde si è spogliato della sua quiete consueta per indossare la veste d’avventura e leggenda delle Antille del Settecento. Oltre centocinquanta invitati hanno varcato la soglia di Villa Marinella rispondendo all’affascinante chiamata del mare, trasformando la prestigiosa dimora in un imponente vascello di corsari e bucanieri pronti all’arrembaggio. A decretare l’inizio delle danze è stato un poderoso, corale grido collettivo — «All’arrembaggio!» — risuonato nitido tra i lecci e la scogliera, diventato ben presto il fil rouge di una manifestazione ormai assurta a vero e proprio cult dell’estate isolana. L’impeccabile regia dell’evento si deve al talento allestitivo di Monica Fusco, capace di concepire una scenografia monumentale dove il confine tra realtà e finzione si è dissolto. Le terrazze panoramiche a sbalzo sulle onde sono state ripensate come i ponti di coperta di un galeone d’epoca: reti da pesca intrecciate a cime e gomene, ancore brunite, timoni in legno massello e drappeggi di bandiere nere e rosse battute dalla brezza marina.
In ogni angolo della villa facevano mostra di sé barili di quercia, lanterne ad olio dalla luce soffusa e bauli del tesoro colmi fino all’orlo di dobloni dorati, lingotti lucenti e gemme incastonate, affiancati da pergamene invecchiate e mappe geografiche tratteggiate a china. Un’atmosfera da kolossal hollywoodiano che ha trovato la sua chiave di volta nell’entusiasmo travolgente dei partecipanti. Nessuno degli ospiti ha eluso il codice vestimentario, scatenando una creatività senza precedenti: accanto alle tradizionali bende nere, alle spade ricurve, ai ganch d’acciaio e ai cappelli a tricorno, sono apparsi accessori sofisticati, cannocchiali in ottone finemente lavorati e stivali di cuoio ricamato. Immancabile la presenza dell’immaginario piratesco più autentico, simboleggiato persino da un variopinto pappagallo appollaiato con maestria sulla spalla di un’avvenente capitana. Il momento clou della prima parte della serata si è consumato all’arrivo delle coppie, accolte dai padroni di casa Marinella e Gianni Menna, una passerella scoppiettante scandita da applausi scroscianti, risate e ironica competizione per l’aggiudicazione del titolo di figurante più originale. A conquistare l’ambito scettro della serata sono stati Luisina e Gianni Donzelli, autori di un’interpretazione magistrale caratterizzata da costumi di altissima sartoria e da un trucco scenografico curato nei minimi dettagli. I coniugi Menna hanno voluto incoronare personalmente la coppia, sottolineando la meticolosa dedizione e lo spirito goliardico dimostrati.
Esaurito il momento goliardico della passerella, l’attenzione degli ospiti si è spostata verso la proposta enogastronomica, curata con maestria dallo chef Raffaele Angelino. L’itinerario culinario ha saputo fondere l’opulenza dei banchetti di mare con i sapori autentici della tradizione campana. L’inizio è stato segnato da un tripudio di fritturine dorate e fragranti, per poi passare al profumo inebriante della porchetta artigianale, accompagnata da trecce di mozzarella freschissima e salumi nostrani. Il momento culminante della cena è stato coronato dal servizio di un’imponente paella al marisco, preparata a vista e distribuita nel momento di massima convivialità della festa. Il connubio tra la sapidità delle prelibatezze culinarie e la selezione di vini d’eccellenza ha preparato il terreno per la seconda fase della notte. Quando le luci dei tavoli si sono attenuate, le note travolgenti del dj Paki hanno preso il sopravvento, trasformando le terrazze in cotto di Villa Marinella in un’invitante pista da ballo a cielo aperto. Il ritmo incalzante ha coinvolto senza distinzione l’intera platea degli invitati in un crescendo di brani iconici, brindisi calorosi e danze scatenate proseguite per ore sotto il cielo stellato di agosto. «Il segreto profondo della baia di San Francesco non risiede soltanto nella bellezza dei suoi paesaggi, ma nella capacità unica di fondere amici di vecchia data e villeggianti in un’unica, calorosa famiglia capace di reinventare il senso della festa.», così l’avvocato Angelo Vignola ha salutato gli ospiti a nome della famiglia Menna. Con il proseguire della notte, la vena d’avventura ha spinto i più audaci verso l’incursione finale. Quando la musica risuonava ancora tenue nell’aria, un gruppo di temerari ha abbandonato la festa per concedersi un rigenerante bagno notturno nelle acque della spiaggia di San Francesco. Un tuffo liberatorio nel mare calmo della baia che ha aggiunto un definitivo tocco di magia e disinibita allegria a una notte già straordinaria.
Solo ai primi chiarori dell’alba, quando le tonalità rosa e dorate hanno iniziato a tingere il golfo, si è giunti al momento dei saluti. Gli ultimi brindisi con calici di champagne, affiancati da vassoi di frutta fresca di stagione, dolci della tradizione e le immancabili graffette calde appena fritte, hanno segnato il finale perfetto. I padroni di casa Marinella e Gianni Menna hanno congedato affettuosamente la ciurma, dando a tutti l’appuntamento al prossimo anno. Se l’arrembaggio di Villa Marinella ha ammainato momentaneamente le sue vele, l’energia della baia non accenna a placarsi: la ciurma è già pronta a ripartire per le prossime tappe ischitane.

























