CULTURA & SOCIETA'

Il I Circolo Didattico di Ischia alla scoperta di Aenaria

Partirà dalla seconda settimana di Aprile,il progetto “Cartaromana, adottiamo la Baia”

Dalla seconda settimana di Aprile, gli alunni delle classi terze, quarte e quinte del 1° Circolo Didattico di Ischia sperimenteranno laboratori di archeologia antica, di storia e di biologia, autorizzati nell’ambito del piano dei Fondi Strutturali Europei – Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020 ”Potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico”. Si chiama “Cartaromana: adottiamo la Baia”, infatti, il progetto PON suddiviso in tre moduli gestiti da validissimi esperti, i quali guideranno i bambini nell’approfondimento del proprio territorio. Il primo modulo “Adottare il territorio”, sarà tenuto dalla dottoressa Alessandra Benini e  verterà su di un approfondimento storico dell’isola di Ischia, a partire dalla preistoria fino ad arrivare ai giorni nostri, prestando particolare attenzione all’isola in epoca romana. Il secondo modulo “Itinerari culturali”, guidato dalla Marina di Sant’Anna, prevede uscite sul territorio con visite al Museo del Mare, alla Biblioteca Antoniana e al sito sommerso di Aenaria. Il terzo modulo, infine, “ Conoscere il mare”,  tenuto dalla dottoressa Adriana Biasco,  sarà volto all’approfondimento della conoscenza della prateria di Posidonia e alle minacce sulla biodiversità marina,  con un’ attenzione particolare ai rifiuti plastici in mare. Il medesimo modulo si concentrerà, inoltre, sull’osservazione e catalogazione dei reperti rinvenuti sulla spiaggia di Cartaromana. 

 Il sito archeologico di Aenaria, nome di una città romana, sorta nello specchio d’acqua tra il Castello Aragonese e gli scogli di Sant’Anna, risalente al IV secolo A.C. e distrutta intorno al 130-150 D.C. da una eruzione vulcanica o da un terremoto, offrirà ai piccoli alunni  un’esperienza unica e impressionante sia per apprezzare la bellezza storica dell’isola, a ben 9 metri di profondità, sia per diventare consapevoli della  cura e  del rispetto dovuti all’ambiente e al mare. Per costruire una cittadinanza piena è, infatti, fondamentale sensibilizzare le giovani generazioni, fin da piccoli, al proprio patrimonio culturale, artistico e paesaggistico con l’obiettivo formativo di educarli alla sua tutela. Da diversi anni, lo ricordiamo , la Soprintendenza Archeologica di Napoli, in collaborazione con la Fondazione Roma-Mediterraneo, si occupa delle ricerche della città sommersa restituendoci un po’ alla volta frammenti di storia della nostra isola. Le campagne di scavi subacquei hanno riportato alla luce parte dell’antico insediamento sommerso, fondamentale per gli scambi commerciali e culturali nelle varie epoche storiche. La cittadella di Aenaria è tuttora in buono stato, protetta e custodita per secoli dalla prateria di Posidonia. L’area archeologica sommersa, grazie alla società “Marina di Sant’Anna” sarà visitata su una barca con fondale a vetri trasparenti, che favorisca la protezione e la conservazione della biodiversità dell’insenatura in sintonia con le direttive dell’AMP Regno di Nettuno.

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