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Il lento percorso dell’AMP Regno di Nettuno

DI ANTONINO MICCIO

E’ sempre complesso fare bilanci della attività di una area marina protetta.

Si ci potrebbe limitare ad esporre i dati relativi alle attività realizzate, ad elencare le collaborazioni ed i progetti, ai risultati contabili,  agli investimenti effettuati o da effettuare, ma  chi conosce più profondamente le realtà delle AMP italiane sa che nessun numero vale quanto il grado di coinvolgimento delle popolazioni locali, dei cittadini.

Tutte le AMP nella loro fase di nascita e primo sviluppo sono soggette a forti frizioni con gli operatori economici e con i fruitori del mare, ma è grazie al tempo e, soprattutto, grazie ad una oculata gestione, ai servizi forniti ed agli indubitabili  vantaggi che nel tempo vengono a palesarsi per il territorio che si modifica il sentimento delle persone nei confronti del nuovo ente.

In quest’ottica il percorso verso l’accettazione della AMP Regno di Nettuno si presenta più impervio e difficoltoso di altre AMP. Infatti, dopo il primo difficile periodo istitutivo è intervenuta una fase di stallo e di involuzione che ha portato l’affidamento della  gestione alla Capitaneria di Porto. Consapevoli di ciò lo staff tecnico del presidente pro-tempore ammiraglio Faraone, seppur nella difficoltà evidenziate,  ha realizzato negli ultimi due anni numerosi interventi dei quali vanno evidenziati la delimitazione delle zone A con segnalamenti luminosi, il recupero di materiali ferrosi dolosamente immessi nella AMP a Vivara, l’apertura temporanea di tre info point dell’AMP (Ischia, Forio e Sant’Angelo);la realizzazione Convegno sul Capitale Naturale (2016); la realizzazione attività “Blueblitz” in collaborazione con i Diving operanti  nell’AMP, la Stazione Zoologica di Napoli e l’Università Parthenope (2017); la realizzazione “Un Mare di Cultura” Press Tour di una settimana dedicato alla diffusione del turismo archeologico subacqueo della Campania, finanziato dalla Regione e svolto in collaborazione con tutte le AMP campane (2017), le attività di educazione ambientale con il progetto “Nettuno va a Scuola” e la collaborazione con Marevivo  nel progetto “Nautici in Blu”, la partecipazione al Progetto “Blue Discovery” per  lo sviluppo di un sistema di Gestione e Monitoraggio dell’AMP; la realizzazione del primo portale di Citizen Science dedicato alle segnalazioni dei cittadini su diverse problematiche ambientali riscontabili in AMP in collaborazione con la Stazione Zoologica AnthonDorn.

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Molte altre attività sono ancora in corso e altre sono programmate per il futuro.

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Nonostante ciò  ancora adesso mi viene spesso posta la domanda “ma a cosa serve una area marina protetta?”. I più pongono la domanda in buona fede in quanto non si è riusciti a far comprendere appieno la necessità di proteggere gli habitat marini ed il benessere comune che ne deriva,  alcuni, in malafede, con questa domanda sottintendono che il nuovo ente è l’ennesimo baraccone che nasconde chissà quali interessi. A tutti necessita rispondere con i risultati e con una  importante azione di divulgazione delle bellezze dei nostri mari e della necessità di non distruggere quello che va a vantaggio di tutti a favore della avidità di pochi.

 

* DIRETTORE AMP REGNO DI NETTUNO

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