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Il Liceo Ischia selezionato per la XIX Edizione del Festival Nazionale del teatro scolastico

di Isabella Puca

Ischia – Per il sesto anno i ragazzi del laboratorio teatrale del Liceo Statale Ischia prenderanno parte, il prossimo aprile, al festival nazionale del teatro scolastico. È ora ufficiale la notizia che vede protagonista la scuola ischitana che parteciperà alla XIX edizione con lo spettacolo dal titolo “Vita, avventure e morte Di Don Giovanni”. A prendere parte al laboratorio 18 ragazzi dai 16 ai 19 anni coadiuvati da Salvatore Ronga, esperto esterno, e dalla professoressa Rosa Impagliazzo, tutor.  «È la conferma che siamo sulla strada giusta, – ha dichiarato Salatore Ronga – e di una qualità del lavoro attoriale e registico che ci è stato sempre riconosciuto anche attraverso una serie di menzioni. Dal 2002, primo anno in cui siamo stati selezionati, ogni anno rientriamo nella rosa degli spettacoli segnalati nella prima selezione che siamo riusciti a superare per 6 volte con spettacoli anche differenti tra loro». Il laboratorio del liceo ischitano è stato spesso menzionato per il teatro classico; l’anno scorso i ragazzi andarono in scena con  “Edipo K” uno spettacolo particolare che rientra in una drammaturgia di teatro classico. «Questa volta andiamo in scena con uno spettacolo molto più complesso e particolare che racconta la vicenda di don Giovanni in un passaggio continuo da un testo all’altro, in maniera non didascalica, insomma uno spettacolo complesso». L’esperienza al Teatro Bonci sarà un importante momento di confronto per i ragazzi, studenti – attori che si rapporteranno con altre realtà scolastiche d’Italia, «negli anni siamo partiti da una selezione di 8 scuole e siamo arrivati a 4, quindi la scelta è sempre più difficile, uno degli spettacoli, inoltre, viene già premiato per la categoria del teatro civile, quindi alla fine si parla di 3 scuole. É il riconoscimento di una qualità del laboratorio nel tempo; l’anno scorso mancavamo da 6 anni e la sorpresa per loro è stata di trovare uno spettacolo di qualità alta con ragazzi sempre diversi». Alcuni dei ragazzi di quest’anno hanno già vissuto quest’esperienza al teatro Bonci, una struttura storica, diversa a quella a cui siamo abituati perché dotata di maestranze tecniche. «I ragazzi sentono molto la responsabilità della cosa, – ha continuato Ronga – sono stati selezionati per due anni consecutivi, vogliono fare una bella figura e in questo hanno un approccio molto professionale. Al laboratorio lavoriamo seriamente e ci divertiamo molto, si va in scena consapevoli di quello che si sta facendo. Il mio compito è quello di avere un disegno e renderne tutti partecipi cercando di accogliere i contributi che vengono dai ragazzi; spesso entra in gioco il loro vissuto». Buona parte degli studenti ha già preso parte, inoltre, all’esperienza dell’Erasmus Plus che per un anno li ha portati in giro per l’Europa a recitare in 4 lingue diverse. La scuola sostiene molto il laboratorio anche se, a differenza di altre realtà, non è materia curriculare, «per loro è un momento di libertà, d’interesse vero, in cui non si viene valutati. Questo porta loro una grande analisi critica, gli spettacoli si costruiscono insieme e il repertorio è importante, con dei classici che poi ritrovano nei programmi scolastici. Tra le cose che imparano c’è il fatto che un testo viene analizzato e che diventa una scrittura teatrale ben diversa; così  sono capaci di apprezzare meglio il teatro che vedono. È un passaggio fondamentale che ho ribadito sin dall’inizio quando ho incontrato persone estremamente colte e intelligenti partendo dalla preside Franca Di Meglio, il merito è suo se abbiamo cominciato tutto questo». Il laboratorio di teatro del liceo era presente per i dieci anni del festival di teatro scolastico e nel catalogo era l’unica scuola, insieme a quella di Collevalenza, che veniva citata per il lavoro sui classici e quello attoriale considerato un’eccellenza. «il teatro scolastico – ha concluso Ronga – è importante perché può permettersi di recuperare un repertorio che magari il teatro ufficiale non può fare. C’è una libertà di sperimentazione che è difficile da trovare nei circuiti ufficiali abbiamo sempre ragionato così: lo spettacolo finale non è mai stata una recita scolastica. A dimostrarlo anche il pubblico solo scolastico, ma che è stato costruito nel tempo; quando non c’era niente, almeno una volta all’anno c’era lo spettacolo del liceo che usciva un po’ fuori dai meccanismi del teatro isolano». – foto Lucia De Luise

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