CRONACA

IL LUTTO Addio a Pasquale Sano, lasciato morire su una barella

È andato via un caro amico. Un amico sfortunato ma che non hai mai smesso di lottare e di credere nelle sue lotte né di vivere la vita con allegria. Pasquale Sano non è più con noi. È stato lasciato su di una barella, all’Ospedale Cardarelli, per giorni e con la febbre addosso.

Pasquale ne aveva vissuto di tutti i colori. A volte è difficile per i cittadini avere risposte certe ed in tempi umani, quando la “burocrazia” prende il sopravvento su questioni che, viceversa, hanno un valore nella quotidianità delle persone come Pasquale Sano. Disabile al 100%, aveva seri problemi di mobilità, e quell’utilizzo dell’ascensore di via Roma n. 6 gli consentiva di assaporare un po’ di vita quotidiana senza limitazioni. Poi è arrivata la beffa della chiusura da parte delle istituzioni e per Pasquale è finita la libertà. Gli siamo stati vicino nelle sue sacrosante battaglie. Tanti hanno voltato la faccia dall’altra parte. L’amico avvocato Giuseppe Trotta è stato uno di quelli che ha sposato le sue battaglie e legalmente lo ha sempre assistito e sostenuto.

Poco tempo fa, l’intervento energico e fattivo del Vicesindaco e assessore comunale Vincenzo Capezzuto gli ha risolto il problema e, grazie alla sensibilità, gli ha ridato la possibilità di utilizzare l’ascensore.

Finalmente Pasquale si è sentito di nuovo cittadino di questa repubblica e di quest’isola e poteva riassaporare la possibilità di poter scendere e salire dalla propria abitazione sentendo intorno la capacità della comunità di saper guardare con attenzione agli ultimi.

Poi è arrivata la sanità campana che lascia per giorni i malati sulle barelle, anche chi ha già delle gravi limitazioni.

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La salute e la mobilità sono diritti dei cittadini. Per Pasquale sono stati diritti da conquistare e/o offese alla dignità.

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