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Il Manzi? No grazie, ce ne andiamo in costiera

Erano stati avviati contatti per la cessione dello storico e prestigioso albergo casamicciolese ad un gruppo che opera nel settore: ma alla fine la trattativa si è arenata perché il margine operativo lordo era insufficiente. E così i potenziali acquirenti hanno salutato e indirizzato altrove le loro mire

La speranza c’era stata, e con essa la prospettiva di poter ripetere un nuovo caso Mezzatorre, con l’avvento della famiglia Sciò che aveva ribadito ulteriore linfa ad una struttura ricettiva di lusso che ha ospitato per due stagioni consecutive una clientela davvero di altissimo livello, dando così notevole lustro all’isola. A un certo punto si è pensato che quanto successo tra Lacco Ameno e Forio potesse essere duplicato anche a Casamicciola Terme, ma come capirete a breve le cose sono purtroppo andate diversamente. Nel mirino di un paio di potenziali acquirenti è infatti finito il prestigioso Hotel Manzi di Casamicciola Terme, una struttura con cinque stelle ed oggettivamente con tutta una serie di parametri per poter davvero rientrare negli alberghi top. L’albergo è in vendita, il giudice ha fissato come basta d’asta la somma di 12 milioni e 800 mila euro: certo, di questi tempi non sono assolutamente bruscolini, e magari come posizione Piazza Bagni non avrà più l’appeal di un tempo, ma se consideriamo le dimensioni dell’immobile e la qualità dello stesso in tutti i suoi aspetti non ci vuole molto per capire che siamo davanti a una cifra nient’affatto elevata. Insomma, se non si può parlare di affarone, quanto meno siamo davanti a un’occasione da non sottovalutare.

Dopo un periodo di silenzio negli ultimi tempi si sono fatti avanti un paio di potenziali acquirenti. Il primo, un gruppo operante nel settore alberghiero, proprio tramite una conoscenza isolana aveva chiesto informazioni sul Manzi ed aveva anche gettato le basi per un appuntamento con gli intermediari. Un incontro tra le parti era stato fissato proprio a Casamicciola, sempre con il referente isolano, poi però non se ne è fatto più nulla proprio alla vigilia del summit. Che cosa è successo? Il riferimento del gruppo interessato all’acquisto ha riferito che non c’erano i presupposti per poter aprire una trattativa e procedere eventualmente all’acquisto della storica struttura ricettiva. Al nostro concittadino che aveva provato a fare da “trait d’union” è stato riferito che il gruppo imprenditoriale avrebbe indirizzato le sue attenzioni in Costiera. Ma che cosa ha fatto cambiare idea in maniera così repentina su una ipotetica trattativa che certo non era in fase avanzata ma pareva almeno bene avviata? A lasciare molte perplessità la posizione geografica nella quale si collocherebbe il Manzi, insomma Piazza Bagni non viene ritenuta un’area dotata di particolare appeal e questo nonostante sulla bellezza del Manzi nessuno abbia nulla a che ridire. Insomma, l’albergo piace come immobile ma non avrebbe margini di fatturato, in buona sostanza l’EBIDTA non sarebbe sufficiente.

Ma di cosa stiamo parlando, a beneficio dei profani? L’EBIDTA, acronimo di Earnings Before Interests Taxes Depreciation and Amortization che in italiano si traduce in margine operativo lordo, è un indicatore utilizzato nell’ambito della valutazione d’azienda e dei titoli azionari. Nei conti trimestrali e nelle previsioni dei target price da parte degli analisti delle case d’affari si richiama sempre l’attenzione sull’EBIDTA presente e sul suo margine di crescita futuro. Parliamo insomma di un valido indicatore di profittabilità poiché indica al potenziale investitore la capacità dell’azienda di generare reddito basandosi esclusivamente sulla gestione operativa, ossia quella inerente al business della società in fase di studio. E in che cosa l’affare Manzi si sarebbe rivelato carente o non produttivo né nell’immediato né tantomeno in prospettiva? Sembrerebbe che a giocare un ruolo determinante sia stato il costo notevole della pressione fiscale relativo alle tasse locali (Imu, Tari), ma anche il margine netto delle camere. Per farla breve, a conti fatti sarebbe stata un’operazione complessa riuscire a trarre utili, almeno nella misura in cui l’investitore li immaginava. Per la cronaca anche l’approccio avuto da un non meglio precisato fondo avrebbe portato un risultato analogo, anche se pare che la raccolta di informazioni abbia avuto un approccio timido e forse mai realmente interessato e convinto. Ma vedere, in ogni caso, prediligere la costiera Sorrentina ad un pezzo di storia della nostra isola è un dato che non può non far riflettere.

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Luca

“il giudice ha fissato come basta d’asta la somma di 12 milioni e 800 mila euro”: cioè il Manzi ha fatto fallimento?

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