CULTURA & SOCIETA'

Il matrimonio tra Vittoria Colonna e Ferrante D’Avalos, 510 anni dopo

In tanti hanno seguito l’evento organizzato dall’associazione Tifeo con gli studenti del liceo che, ieri mattina, hanno animato il borgo di Ischia Ponte

Il 27 dicembre del 1509 Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, figlia del duca di Urbino si unì in sposa con Ferrante D’Avalos marchese di Pescara. Ieri, 510 anni dopo, Ischia ha celebrato di nuovo queste nozze coinvolgendo ischitani e turisti che si sono ritrovati per le vie del borgo a rivivere quest’atmosfera rinascimentale. È stato questo un evento che si è svolto sull’isola per il terzo anno di fila e che, inserito nel cartellone degli eventi di Natale organizzati dal comune di Ischia, ha ricevuto ancora una volta un buon riscontro di pubblico. In tantissimi, a passeggio per le strade del corso, si sono fermati a immortalare questi personaggi approfondendo così anche un po’ di storia della nostra isola. Protagonisti i tanti sono stati i giovani figuranti, gli studenti del Liceo Statale Ischia, che hanno preso parte al corteo partito ieri mattina dal Castello Aragonese; ad aprirlo la corte ad accompagnare i giovani sposi, bellissimi come tutti gli altri personaggi nei loro costumi rinascimentali di “Polvere di stelle”. A impreziosire l’atteso appuntamento il balletto d’Ischia di Barbara Rumore e Tony Fortezza che ha omaggiato gli sposi con una tarantella. Tra i tanti, ad ammirare le scene, Maurizio Gabbana, fratello del celebre stilista, a Ischia per uno studio su Vittoria Colonna. A raccontare ai turisti di quest’importante matrimonio è l’avvocato Giovannino Di Meglio, un storico dell’isola. Quello tra Vittoria Colonna e Ferrante D’Avalos fu un matrimonio di grande sfarzo lo stesso rappresentato dai preziosissimi abiti; le loro furono nozze strategiche, fu un matrimonio combinato da quando Vittoria Colonna aveva appena tre anni per unire le due dinastie, ma come spesso accade, l’amore alla fine trionfò. Non poteva mancare un cenno sull’amicizia tra Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarroti testimoniata da un lungo carteggio espistolare che riporta la stima che provarono l’uno per l’altra e il ruolo che assunse la poetessa per le donne dell’epoca. “Grazie al vostro impegno, – questa l’ultima battuta pronunciata da Michelangelo nel carteggio – ogni donna può emergere ed affermarsi nel sociale, nella politica, nella cultura”.

Foto Alfonso Mattera

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