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Il mercoledì delle Ceneri e l’esortazione di Lagnese

di ANTONIO LUBRANO

Foto di Giovan Giuseppe Lubrano

Ieri mattina, il Vescovo di Ischia Mons. Pietro Lagnese nella Cattedrale di Ischia Ponte, affollata di sacerdoti e parrocchiani,  ha rinnovato il secolare rito dell’imposizione delle ceneri , una celebrazione di profonda suggestione e vivo trasporto  spirituale  con cui   la Chiesa entra nel tempo liturgico della Quaresima.  La cerimonia,  era  molto attesa fra i fedeli della chiesa locale, perché oltre ad aprire il ciclo dei tanti riti che portano alla nuova Settimana Santa che incomincia il 21 marzo e si conclude il giorno di  Pasqua che cade il 27 marzo prossimo, ossia fra poco più di 40 giorni,  predispone l’animo di tutti all’avvicinarsi della  buona stagione che abbiamo d’avanti. L’omelia del Vescovo Lagnese, come sempre abbastanza circostanziata e puntualizzante, ha particolarmente attirato l’attenzione dei presenti,  fra laici ed esponenti del clero isolano, specie quando, rivolto all’assemblea h pronunciato le seguenti parole:   “fratelli aiutateci a vivere bene, come sacerdoti, questo tempo quaresimale, con la vostra preghiera, con il vostro esempio, con la vostra testimonianza, aiutateci a rendere presente Colui che ci ha chiamati alla nostra missione sacerdotale, coloro che si chinano sulle ferite degli uomini e delle donne per dire loro concretamente: il Signore non si è stancato di noi”. In pratica avendo tutta l’isola  detto addio ai bagordi del Carnevale, il mercoledì delle ceneri porta il periodo di digiuno e penitenza e la Via Crucis che precede la Pasqua. In proposito le regole liturgiche parlano chiaro. Esse sono attese al varco dell’osservanza senza riserve per rimanere degni  di attraversare la Porta Santa della Misericordia  nella solennità della nostra Cattedrale in questo tempo  di quaresima  che il Giubileo  i n corso contribuisce a magnificarne  nel sacrificio della rinuncia con il digiuno di contorno  il suo significato cattolico e cristiano.    Lo spirito comunitario di preghiera, di sincerità cristiana e di conversione al Signore, che proclamano i testi della Sacra Scrittura, si esprime simbolicamente nel rito della cenere sparsa sulle nostre teste, al quale noi ci sottomettiamo umilmente in risposta alla parola di Dio. Al di là del senso che queste usanze hanno avuto nella storia delle religioni, il cristiano le adotta in continuità con le pratiche espiatorie dell’Antico Testamento, come un “simbolo austero” del nostro cammino spirituale, lungo tutta la Quaresima, e per riconoscere che il nostro corpo, formato dalla polvere, ritornerà tale, come un sacrificio reso al Dio della vita in unione con la morte del suo Figlio Unigenito. È per questo che il mercoledì delle Ceneri  osservato ieri mattina in Catttedrale ad Ischia Ponte , così come il resto

 

 

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della Quaresima, non ha senso di per sé, ma ci riporta all’evento della Risurrezione di Gesù, che noi celebriamo rinnovati interiormente e con la ferma speranza che i nostri corpi saranno trasformati come il suo. Il mercoledì delle ceneri che sono state asperse  dal vescovo Lagnese sul capo di tutti i presenti in Cattedrale, è stata anche l’occasione per il titolare della sede vescovile di Ischia di rendere pubblico un proprio decreto secondo cui  “ avendo a cuore che si conosca e si sostenga – scrive il Vescovo Lagnese nel documento diffuso ieri – l’esperienza del “Centro di Prima accoglienza Giovanni Paolo II” di Forio, importante opera  – segno della nostra Chiesa, nel desiderio di incoraggiare in favore di esso un effettivo coinvolgimento delle comunità e l’offerta di un concreto servizio di volontariato, affinché a partire da questa opera cresca nella nostra Chiesa di Ischia la cultura della carità   notifico che, a partire dalla Quaresima di oggi nel giorno delle ceneri, e per tutto il Giubileo della Misericordia in corso, quanti, con spirito di fede, varcheranno la soglia del “Centro di Prima accoglienza Giovanni Paolo II” di Forio, per prestare un congruo tempo di servizio in favore dei poveri in esso ospitati, potranno ottenere il dono dell’indulgenza giubilare apro sin da oggi la porta della Carità del “Centro di Prima accoglienza Giovanni Paolo II”.

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