CULTURA & SOCIETA'

Il mese di luglio dedicato al Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo

Papa Francesco: Il Sangue di Cristo insegna a donare la vita agli altri

di Pasquale Baldino e i suoi Tralci

Una devozione particolare nella Chiesa cattolica collegata alla Passione di Gesù Cristo è quella di onorare il suo Preziosissimo Sangue. È un riconoscimento del sacrificio di Gesù e di come abbia effuso il suo Sangue per la salvezza dell’umanità. Questo sangue è poi reso presente attraverso il dono dell’Eucaristia, ed è qualcosa che possiamo consumare durante la S.Messa insieme al corpo di Cristo, sotto le sembianze del pane e del vino. Durante la Prima Guerra di Indipendenza, Papa Pio IX andò in esilio a Gaeta insieme a don Giovanni Merlini, che suggerì al Pontefice di istituire una festa universale del Preziosissimo Sangue per chiedere l’aiuto divino per porre fine alla guerra e riportare la pace a Roma. Il 30 giugno 1849, Pio IX dichiarò l’intenzione di creare una festa in onore del Preziosissimo Sangue. La guerra finì presto, e il Papa tornò poco dopo a Roma. Dopo il Concilio Vaticano II la festa venne rimossa dal calendario, ma fu istituita una Messa votiva in onore del Preziosissimo Sangue, da celebrare nel mese di luglio.+

Per questo motivo, tutto il mese di luglio è tradizionalmente dedicato al Preziosissimo Sangue, e i cattolici sono incoraggiati a meditare sul sacrificio profondo di Gesù e sull’effusione del suo sangue per l’umanità.

Secondo la tradizione, il soldato san Longino trafisse con la Sacra Lancia il costato di Gesù crocifisso per constatare fosse morto o meno. Dalla ferita il sangue sgorgò e cadde a terra. Longino, convertitosi, lo avrebbe raccolto in un vaso, fuggendo in Italia. Si sarebbe fermato a Mantova nel 37 d.C.. Sotterrando la preziosissima reliquia in una piccola cassetta di piombo, con sopra la scritta “Jesu Christi Sanguis”. In questo luogo, fu edificata la Basilica di Sant’Andrea.

Nell’anno 804, fu riportata alla luce la cassettina accanto alla sua tomba, e la reliquia fu ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa Cattolica ed approvata per il culto da san Leone III. Particole del Preziossimo Sangue furono traslate nella Sainte-Chapelle di Parigi, di Santa Croce a Gustalla, San Giovanni in Laterano a Roma, Abbazia di Weingarten (associata alla confraternita del Preziosissimo Sangue in Sant’ Andrea di Mantova). Il Sangue di Cristo cominciò nuovamente ad essere adorato nella prima metà del 1800, attorno a una presunta reliquia della Passione che si conservava nella Basilica di San Nicola in Carcere (oggi San Giuseppe a Capo le case – Roma). L’iniziatore, fu un pio sacerdote, poi vescovo, don Francesco Albertini, promotore di una Confraternita intitolata appunto al Preziosissimo Sangue, nel cui seno si formarono grandi spiriti che ne proseguirono e ne diffusero la devozione.

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In un incontro promosso dall’Unione Sanguis Christi Papa Francesco ha ribadito come il sacrificio di Gesù, che si ripete in ogni celebrazione eucaristica, sia fonte di salvezza e di ispirazione missionaria: “La meditazione del sacrificio di Cristo ci induce a compiere opere di misericordia, donando la nostra vita per Dio e i fratelli senza risparmio. La meditazione del mistero del Sangue di Cristo versato sulla croce per la nostra redenzione, ci spinge, in particolare, verso quanti potrebbero essere curati nelle loro sofferenze morali e fisiche e sono invece lasciati languire ai margini di una società del consumo e dell’indifferenza”. In questa prospettiva, il Papa suggerisce alcuni aspetti che possono aiutare l’attività e la testimonianza delle Famiglie del Preziosissimo Sangue. Il primo è “il coraggio della verità” di persone che “non hanno paura di schierarsi per affermare i valori del Vangelo e la verità sul mondo e sull’uomo”. Tutti sono poi destinatari dell’amore e della bontà di Gesù, i vicini, ma soprattutto i lontani. “Nella vostra missione”, spiega il Papa, “siete chiamati ad arrivare a tutti, a farvi capire da tutti, ad essere cioè ‘popolari’, usando un linguaggio grazie al quale tutti possono comprendere il messaggio del Vangelo”, sforzandosi “di essere immagine di una Chiesa che cammina per strada, fra la gente, anche rischiando in prima persona, condividendo gioie e fatiche di quanti incontrate”.
L’ultimo suggerimento è quello di “affascinare e comunicare”, nella predicazione, nella catechesi, nei cammini di approfondimento della Parola

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